Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 7 settembre 1996
ìFellini. Raccontando di meî
• Nell’aprile del 1975, non appena si apprese che gli era stato attribuito l’Oscar per Amarcord, lo chiamai per chiedergli un’intervista. «Ma cosa vuoi che ti dica? Non ho nulla da dire, non so che dire, devi credermi, sinceramente». Ti prego, Federico. «E’ il quarto Oscar che, immeritatamente, mi viene attribuito, non posso ripetere sempre le stesse cose». Mi bastano dieci minuti, anche cinque. «Allora vieni domattina, verso le nove, in via Sistina, ma ti ripeto che non ho nulla da dire». Alle nove meno qualche minuto ero nel suo ufficio. «Mi dispiace che tu sia venuto qui inutilmente» mi disse stringendomi la mano e abbracciandomi. Seguì un breve silenzio, quindi aggiunse: «Non so proprio cosa dirti». Seguì un altro breve silenzio; poi si sdraiò, pigramente, sul divano, e mi indicò una sedia lì accanto. Parlò sino alle 13.30, ininterrottamente.
• «Tu non hai capito nulla del film. Non hai capito che la femmina oscura, sconosciuta, misteriosa di La dolce vita, la schiava dell’harem di Otto e mezzo, come la donna cosciente, autocosciente, lucida e in rivolta di La città delle donne, sono sempre io, sempre io. Io sono nello stesso tempo l’oceano in sommovimento e il palombaro».
• Una giovane insegnante ha detto che La città delle donne ”è il film di un vecchio sporcaccione e le donne sono le donne che immagina un vecchio sporcaccione”. «Se dovessi offendermi, mi offenderei per l’aggettivo ’vecchio’, non per l’aggettivo ’spoorcaccione’. Da buon cattolico quale sono, l’aggettivo ’sporcaccione’ mi sembra una medaglia, un distintivo, uno stemma araldico» (Fellini).
• «Se penso al referendum sul divorzio, vengo assalito da un senso di vergogna, sento di vivere in un paese assurdo; non riesco a capire come questo problema possa bloccare tutto; il referendum è diventato come la ricerca dell’Assoluto. Siamo al grottesco. E’ se mai il matrimonio che andrebbe abolito. La legge dovrebbe dire: ”Non sposatevi”. O il matrimonio dovrebbe essere rinnovato ogni anno, come la patente. Costringere due persone che non si conoscono, e nessuna delle quali conosce se stessa, a vivere insieme per tutta la vita, è come chiudere due neonati in una cassetta e costringerli a crescere insieme, l’uno con un piede nella bocca dell’altro».
• «La più grande unità sociale del Paese è la famiglia. O due famiglie, quella regolare e quella irregolare».
• «Vorrei che negli ingressi dei cinema venissero posti dei cartelli con su scritto: ’Non c’è nient’altro che quello che vedete’. Oppure: ’Non sforzatevi di vedere cosa c’è dietro, se no rischiate di non vedere neppure quello che c’è davanti’».
• E la nave va: «Film in cui una nave viene affondata a colpi di cannone, realizzato senza mare, senza cielo, senza navi e senza cannoni».
• «Nè Picasso nè De Chirico hanno nulla a che fare con la verosimiglianza, con il verosimile. Il vero artista mira alla mistificazione, a coinvolgere nelle sue visioni lo spettatore o l’osservatore, in una comunione profonda».
• «Le versioni sui fatti le modifichiamo continuamente per non annoiarci» (Fellini)”
• «Credo che sia immorale raccontare una storia che abbia un principio e una conclusione. Un film deve essere, in qualche modo, come la vita: deve contenere imprevisti, eventi inaspettati, errori» (Fellini).
• Cristo, Giovanna d’Arco, Madame Pompadour, Marlene Dietrich, Edgar Alla Poe, Pasteur, Martin Luther King, Andreotti sono nati sotto il segno del Capricorno. A quale di essi ti senti più affine? «Alla Pompadour» (Fellini).
• (Intervista di Fellini con la ”Literaturnaja Gazeta”, dopo l’uscita del film Roma). Perchè, invece di affrontare i problemi della Roma del passato, non affronta i problemi della Roma di oggi? «Ha un contratto da propormi? Se lo ha in tasca, lo tiri fuori. Sarò lieto di fare un film sui problemi della Roma odierna». Qual è la molla principale che la spinge a fare un film? «L’assegno dell’anticipo. E non scherzo». E adesso cosa farà? «Per essere sinceri, mangerò un piatto di spaghetti che mi prepara mia moglie Giulietta e poi vorrei dormire a lungo».
• «Il produttore Golan mangiava gli spaghetti uno per uno, come se fossero stelle filanti. Non era già questa una buona ragione per non vederlo più?»
• Non temi la decadenza fisica, con tutte le conseguenze che ne derivano? Che cosa temi di più, gli acciacchi, il mal di denti, il mal di reni, il venir meno delle energie? «La caduta dei capelli. Ogni volta che mi faccio lo shampoo, e affondo le mani nel vuoto, provo un senso di brivido» (Fellini).
• Fellini, «da giovane un regista che non sapeva che film fare e se ne angosciava; ora un regista che non sa che film fare e se ne infischia».