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 1998  gennaio 26 Lunedì calendario

Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti, rischia la destituzione

• Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti, rischia la destituzione. Il procuratore speciale Kenneth Starr è infatti convinto che abbia avuto una relazione con una Monica Lewinsky, ex stagista della Casa Bianca. Cosa ancora più grave, il presidente avrebbe mentito sotto giuramento negando tutto. Tra i contraccolpi, la caduta dell’indice Dow Jones, che venerdì scorso, in mezza giornata, perse ben 68 punti, trascinando il dollaro a meno 126 punti rispetto allo yen (il valore più basso dell’ultimo anno).
• Monica. Monica Lewinsky, californiana, ventiquattro anni, né brutta né bella, capelli neri, occhi chiari, «viso ordinario», secondo qualcuno volgare, «una solida ragazzotta di campagna cui non dispiace strizzare l’occhio ai camionisti in sosta al suo MacDonald’s». Famiglia facoltosa, eccellenti conoscenze, è cresciuta a Beverly Hills «a cheeseburger and coke sulla spiaggia di Santa Monica». [1] Buoni studi, al Bel air preparatory school, istituto privato molto esclusivo, quindi al Santa Monica city College, infine laurea in Psicologia al college di Lewis and Clark, nell’Oregon. Giunta a Washington ventunenne nel 1995 e poi alla Casa Bianca con la raccomandazione di Walter Kaye, amico della madre, assicuratore, miliardario, tra i maggiori finanziatori del partito democratico (650 miliardi di lire). Quando gli uomini dello staff della Casa Bianca si accorsero del suo eccessivo andirivieni negli uffici di Clinton («lo venerava nella camera attigua allo Studio Ovale e quando voleva innalzarsi al suo livello sentiva piegarsi le ginocchia») [1], la spedirono a smistare carte nei sotterranei del Pentagono. Fu lì che conobbe Linda Tripp, 48 anni, divorziata, madre di due ragazze, casa in periferia, dente avvelenato con Clinton dai tempi dello scandalo Whitewater, trasferita al Pentagono perché gli uomini di Clinton la ritenevano poco affidabile. Monica racconta a Linda che con Bill, ”tontolone”, faceva «solo sesso orale, lui preferisce quel modus operandi, perchè così può dire ”non sono mai andato a letto con lei”, sostiene che il sesso orale non costituisce adulterio». [2] Il ”Drudge Report”, sito-spazzatura d’Internet gestito dal giornalista Matt Drudge, notoriamente nemico del presidente, racconta di una registrazione nella quale la Lewinsky si vanta di avere ancora un maglione dell’amante, sporco di sperma presidenziale, e di essersi ripromessa di non lavarlo mai (il procuratore Starr vorrebbe sequestrare il maglione e mettersi alla caccia del Dna di Clinton). [3] Dopo il trasferimento, il presidente non la perse però di vista, e la raccomandò alla Revlon, multinazionale dei cosmetici. La relazione divenne pubblica quando gli avvocati di Paula Jones convocarono Monica per farla testimoniare in Tribunale e dimostrare che Clinton aveva uno zipper problem, cioè un problema con la lampo dei pantaloni. La Lewinsky, che davanti ai giudici aveva smentito le voci sulla sua relazione, è stata poi scoperta, con la collaborazione dell’amica Linda Tripp: costei aveva registrato alcune telefonate particolarmente compromettenti e rivelatrici.
• Tra le più note amanti di Clinton: Gennifer Flowers, la più fedele, dal 1980. 44 anni, vive in Texas, a suo tempo vendette lo scoop al tabloid ”Starr”. Nel suo curriculum, alcune pose nude per la rivista ”Penthouse”. Ha ammesso la relazione solo dieci giorni fa. Paula Jones, ex impiegata statale dell’Arkansas, accusa il presidente di averla molestata con un perentorio «kiss it» (bacialo) pronunciato in una stanza d’albergo. La Jones ha adesso trentadue anni e chiede un risarcimento di 700 mila dollari (circa un miliardo e 250 milioni). Sostiene d’esser stata trasferita, con grave pregiudizio per la sua carriera, per aver rifiutato le ripetute offerte sessuali di Clinton. Connie Hamzy: nel ’92 mostrò una sua foto con Clinton. Aveva i seni di fuori. Raccontò ai giornalisti di aver avuto rapporti col presidente nel 1984. Dove? «Nel suo pied-à-terre di Little Rock». Sì? «Sarò una sgualdrina, ma non sono una bugiarda». Sally Perdue: ex Miss Arkansas. Rivelò di aver avuto, sempre nel 1984, una relazione con Clinton. Lo aveva incontrato ad un galà di beneficenza. Suo racconto: «Si portava dietro una sacca con tutti gli arnesi. Davvero ben fornita! Era un professionista!». A quell’epoca Clinton era governatore dell’Arkansas Leoncola Sullivan: ex fidanzata di Stevie Wonder, ex miss Arkansas pure lei, ora modella. Nega ogni storia col presidente, ma è stata citata in processo come amante. Si definisce «grande amica di Hillary». Deborah Matis, giornalista dell’’Arkansas Gazette”. Secondo i collaboratori di Clinton, alla fine degli anni ’80 lo danneggiò «impedendogli di concentrarsi». Jo Jenkins. Secondo alcune guardie del corpo fu amante di qualche mese (prove inequivocabili: le decine di telefonate registrate sui tabulati del 1989). Bobbie Ann Williams. Prostituta di Little Rock. Giura che Clinton la invitò a salire sulla sua auto 16 volte, una volta con un’amica. Un tabloid ha comprato la sua storia per 40 milioni di lire. Dolly Kyle Browning. Avvocatessa di Dallas. A sentir lei, va a letto con Clinton dai tempi di scuola (trent’anni). Ha testimoniato sotto giuramento al processo Jones. Kathleen Willey. Ex impiegata della Casa Bianca. Racconta che una volta andò da Clinton per chiedergli una promozione e quello prese subito ad accarezzarla e baciarla. Secondo ”Newsweek” l’elenco completo comprende almeno cento nomi. Tra le priorità dello staff Clinton, la guerra alle ”Bimbo eruptions”, ragazze facili che raccontano di vecchi rapporti sessuali col presidente.
• Tempo. «Mah, io non riesco a capire dove lo trovi, Clinton, tutto questo tempo. Personalmente, quel ritmo non riuscirei a tenerlo. Poi, tieni conto che con sua moglie avrà dei rapporti normali... che ci vuole anche tempo, per queste cose» (Gianni Rivera).
• Gusti. «Ha visto che donne lo accusano? Tutte brutte. Paula Jones! Lei le avrebbe chiesto un appuntamento? La Lewinsky? C’è di molto meglio, mi pare. Il rimprovero che gli muovo è di mancare di gusto. Ma come, il presidente non può avere le donne più belle del mondo? Dovrebbe essere più selettivo». (Gay Talese)
• Bugie. «I conoscitori di cose americane, ogni volta che un politico di quelle parti finisce nei guai per storie di sesso, si affrettano a spiegarci che la vera colpa, agli occhi dell’opinione pubblica di quel paese, non è la relazione extraconiugale, ma aver mentito per nasconderla. Non ci credo, non ci ho mai creduto. Non risulta che quest’ansia di verità, questo culto della sincerità, abbia mai riguardato, per esempio, i tanti segreti militari, industriali e scientifici sospettati di coprire non un amplesso, ma l’uso di cavie umane, la distruzione dell’ambiente o altri gravi crimini contro la collettività. Chissà quanti uomini di Stato americani - proprio come negli altri Paesi - hanno dovuto mentire su questioni di enorme delicatezza istituzionale (basta un ”no comment”, a volte) e sono rimasti tranquillamente al loro posto» (Michele Serra).
• «La bugia e l’adulterio sono la stessa cosa: chi commette adulterio deve mentire! La bugia in questi casi è un comportamento corretto. Anche davanti al giudice va difeso il valore supremo della riservatezza, vogliamo scherzare... Mettiamo che il nostro Prodi abbia un’avventura, che so, con una donna di colore: dovrebbe forse confessarlo al giudice?» (Vittorio Sgarbi).
• «In fatto di sesso un presidente non può dire la verità. Si ricorda Mastroianni in Divorzio all’italiana? La moglie lo sorprende a letto con l’amante. Lui si riveste e alla moglie che urla: ”Con chi sei?” risponde: ”con nessuno”. Se un presidente dice la verità sul sesso, lo fanno a pezzi. Mi ricordo il povero Jimmy Carter, che non aveva mai tradito la moglie: confessò a ”Playboy” che ogni tanto aveva dei pensieri impuri, e la stampa lo aggredì» (Gay Talese).
• Altri presidenti. Thomas Jefferson, padre della patria, fu accusato di avere una relazione con una delle sue schiave, Sally Hemings; Grover Cleveland, scapolo impenitente, accusato tra l’altro di aver avuto un figlio illegittimo, diceva di non credere che gli americani avrebbero voluto «un cavallo castrato» alla Casa Bianca. I nemici lo chiamavano «la bestia di Buffalo»; William Breckinridge, aspirante presidente, nel 1890 fu trascinato in tribunale da una donna che aveva sedotto e abbandonato: perse processo e seggio; Dwight Eisenhower fu perseguitato dalle indiscrezioni che vedevano in Kay Somerville, la donna che gli faceva da autista durante la seconda guerra mondiale, la sua amante; John Fitzgerald Kennedy sfuggì in vita ai pettegolezzi, ma i racconti successivi alla sua morte ce lo hanno rivelato come un maniaco sessuale. Celeberrima la storia d’amore con Marilyn Monroe.
• Impeachment. il procedimento d’accusa promosso dal Parlamento nei confronti del presidente, del vicepresidente, di ministri o alti funzionari federali imputati di aver agito, mentre erano in carica, in contrasto con gli interessi dello Stato. Secondo la costituzione americana la procedura deve iniziare dalla Camera, prima col lavoro della commissione giustizia, poi con un voto dell’aula per lo stato d’accusa. In seguito la questione passa al Senato, cui spetta il compito di giudicare l’accusato. Nel 1868 il presidente Andrew Johnson fu sottoposto al processo e assolto. Nel 1974, sull’onda dello scandalo Watergate, la camera iniziò il procedimento contro Richard Nixon, che però si dimise. Anche nel caso di Clinton si dovrebbe arrivare alle dimissioni prima del processo, sempre che le cose per lui dovessero mettersi male. In caso di dimissioni, diverrebbe presidente il vice Al Gore. La campagna presidenziale del 2000 diverrebbe, per i democratici, estremamente complicata.
• Puritani.«La componente puritana dell’America emerge in una forma del tutto diversa, e curiosamente paradossale. Da una parte ci sono giovani donne in competizione con gli uomini: irrobustiscono i loro muscoli, si mascolinizzano, dànno l’assalto alle cittadelle del potere; dall’altra, appaiono come una specie protetta, per la quale ogni allusione sessuale è un anatema. I club maschili non possono escludere le donne, ma di recente un uomo ha dovuto fare causa per potersi iscrivere a una palestra femminile; mai, in nessun momento, l’assemblea legislativa ha deciso che le donne potevano essere dispensate dalle leggi che rovesciano la discriminazione di genere [...] Questo è un Paese dove un dirigente può essere licenziato per aver raccontato una storia (non sua personale, ma sentita in televisione) in cui si usava (riferito ai genitali) la proibita parola ”C”, ma anche un Paese nel quale una giovane donna forse ambiziosamente seduttiva che si è data molto da fare per arrivare vicino al Presidente e che magari ha fatto - come fanno oggi molte giovani donne - le prime avances, ora dovrebbe essere considerata meritevole di ”protezione” [...] L’America ha sempre chiesto che i suoi Presidenti fossero persone comuni e questo Presidente, a quanto pare, ha agito proprio come una persona comune. Paragonati al Satyricon di Kennedy, la stanza d’albergo di Clinton e i goffi palpeggiamenti in ufficio sono ben poca cosa [...] Agli occhi degli americani il confine, sottile, viene tracciato dall’uso del potere: gli adulti non possono ”farlo” con i bambini, né i capi con i loro dipendenti [...] In breve, come vanno dicendo da tempo le femministe americane, il sesso riguarda la politica e la sottomissione di una ragazza al fallocrate dei fallocrati è insultante e degradante, per tutte le donne. Le donne d’America sono quelle che hanno il potere di buttar giù Clinton. Gli uomini possono soltanto invidiare la libertà sessuale che il puritanesimo femminile nega loro» (Keith Botsford).
• Intanto l’indice Dow Jones perde punti. «Cosa farà Saddam Hussein? Cosa farà l’Iran che era pronto all’apertura? Cosa farà il Congresso che avrebbe dovuto concedere al presidente il fast track e il trasferimento dei fondi alle organizzazioni multilaterali anche per la gestione della crisi asiatica? Prevale l’incertezza. Si diffonde la sensazione che al posto di comando ci sia soltanto un uomo fissato con le avventure sessuali al punto da giurare il falso e compromettere la sua sopravvivenza politica. E preoccupato oggi solo di difendere la poltrona. Per questo i mercati sono deboli, per questo il superdollaro si è afflosciato e per questo, a nome dei ministri, Madeleine Albright ha affermato indignata che gli affari di Stato vanno avanti normalmente: ” scandaloso pensare che il governo possa essere paralizzato dalle infami accuse lanciate al Presidente - ha detto - Noi continuiamo normalmente con il nostro lavoro”» (Mario Platero).
• Stupidi. «Se la storia della Lewinsky è vera, questo presidente è semplicemente stupido: sarà inchiodato, se ne dovrebbe andare in silenzio e consentire alla nazione di gettarsi dietro le spalle un’epoca cattiva e squallida» (Russel Baker sul ”New York Times”).
• Don Giovanni. «Lasciate perdere i classici della politica, Machiavelli, Tocqueville e Leo Strauss. Vi serve il mito di Don Giovanni [...] Don Bill Clinton potrebbe sfuggire ai persecutori e finire in Paradiso, come il Don Giovanni di Gautier. Ma dovrà avere bravura, fortuna e seduzione» (Gianni Riotta).
• Abusi. «Deporre il più alto magistrato di una grande nazione, eletto dal popolo, su basi così fragili, sarebbe un abuso di potere da parte del Senato, ingiustificabile agli occhi del paese, o del mondo» (il senatore del Maine William Pitt Fessenden ai tempi dell’impeachment del presidente Andrew Johnson, accusato, nel marzo 1867, di aver abusato del suo potere nel destituire il ministro della Guerra Edwin Stanton).