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 1996  dicembre 07 Sabato calendario

Marco Delogu

• Purtroppo. Gea, 13 anni: «Ho tredici anni. Vado verso i quattordici, purtroppo».
• Bocciata. Giulia, 15 anni: «Essere stata bocciata mi ha aiutato tantissimo. Sono troppo felice di essere stata bocciata».
• Militare. Emanuele, 19 anni: «Intanto il prossimo anno ciò il militare, e mi sa che parto subito così mi tolgo il pensiero».
• Soppalco. Tommaso, 17 anni: «In origine il soppalco era nato per ragioni di spazio, come un magazzino, visto che la casa è piuttosto piccola. I cuscini li ho aggiunti io per starci sdraiato, ma qui sopra non ci ho mai veramente dormito, anche se ci ho abitato nei momenti di depressione. Lo scorso anno ci ho praticamente vissuto per un mese e mezzo: tornavo a casa da scuola, salivo lassù e ci scendevo solo per cena. All’origine c’erano una serie di ragioni concatenate tra loro, un po’ difficili da spiegare. Un giorno comunque sono sceso dal soppalco e sono tornato alla vita. Ora sto cercando di cancellarlo definitivamente dalla mia esistenza».
• Qual è il tempo utile per perdere del tempo? Poesia di Giulia Micaela Stefania Laura, 18 anni: «E’ già due anni che questa età non mi piace,/ che sono un po’ giù di morale./Forse è questa età, ”adolescenziale”.../Ti fai un sacco di problemi, ti sembra di perdere un sacco di tempo, e invece ci sono un sacco di cose di cui potresti occuparti./ Fare volontariato, cose così./ Perdi un sacco di tempo a dire stronzate./ Qual è il tempo utile per perdere del tempo?/ A me piacerebbe uscire,/ prendere una poesia e parlarne/ e invece mi sembra inutile./ Anche alle assemblee di classe mi verrebbe da dire delle cose/ ma sono timida/ infatti mi arrabbio con me stessa/ cavolo, ho da dire una cosa, vado lì e la dico/ e invece no».
• Nera. Daria, 14 anni: «...così sono uscita, e quando sono rientrata sono andata da una mia amica che abita nel nostro stesso palazzo. Poi è successo che ci siamo addormentate, e quando ci siamo svegliate erano le otto e mezzo del mattino dopo, e mia madre era nera e non ha voluto sentire ragioni. Mi ha tolto per un pezzo uscite, libertà e anche il motorino. Solo per una cazzata del genere, te ne rendi conto?».
• Biglietti. Francesco, 15 anni: «Di attori italiani mi piace Gigi Proietti: l’ho visto diverse volte, e anche Gianfranco D’Angelo, che è un mutuato di mio zio medico da un sacco di anni e quindi ho i biglietti gratis».
• Lazio. Sirio, 15 anni: «Sono fascista, ma la Lazio è più importante della politica».
• Cresta. Rosco, 18 anni: «La settimana scorsa ho dovuto tagliare la cresta. l’ho dovuto fare perché sto cercando lavoro, e nei posti ci può stare pure un annuncio grosso così ”cerchiamo cinquanta persone”, ma quando mi vedevano arrivare con la cresta dicevano ”no, siamo al completo”. Tagliarla mi ha dato fastidio, certo, ma il fatto che loro non capiscono è che con o senza cresta io resto io».
• Brasile. Lilian, 15 anni: «...del Brasile non mi ricordo niente, sono arrivata qua a quattro anni, tre anni, chi se lo ricorda. Mi fermano tutti, per strada, per via degli occhi dicono. Ma non mi dà fastidio, anzi. In Brasile c’è andato fabio, mio cugino, che è brasiliano pure lui. Dice che è uguale a qui. Cambiano solo i programmi tivù».
• Casa. Gianni, 33 anni: «Perché non andare a vivere da solo visto che comunque lavoro? E perché dovrei? I miei sono spesso via e io rimango padrone del campo. Questa la percepisco assolutamente come casa mia. Non è una questione di comodo, è una scelta vera e propria. Tant’è vero che quattro anni fa ci avevo anche pensato, ad andare a vivere da solo. Il risultato è stato chiedermi: ”ma chi me lo fa fare?”. Qui faccio quello che voglio, vivo come se fossi da solo. Se ritorno tardi o se non vengo a pranzo o a cena, non avverto neanche. Nemmeno il sesso è un problema. Oggi la maggior parte delle donne hanno casa da sole, sono loro a farsi carico della questione».
• Macchina. Tommy, 21 anni: «Ho sempre avuto donne con la macchina, in un modo o nell’altro. Ma senza macchina non è un problema. Senza macchina forse nascono le storie più sentite».
• 34 anni. Costanza, 17 anni: «Il mio fidanzato ha 34 anni, quasi 35. Per qualcuno è una cosa strana, noi ncerchiamo di viverla nella maniera più naturale possibile. Certo, qualcosa di insolito c’è. Ad esempio è raro che usciamo insieme ai miei amici che hanno la mia stessa età. Quando ci siamo messi assieme mia madre ha fatto lo sciopero della fame e il suo uomo mi ha trattato male. Dopo, però, mia madre lo ha lasciato».
• Psicologo. Livia, 19 anni: «...mi era passata la voglia di uscire, così un giorno i miei mi hanno detto ”ci sembra che ti annoi, perché non provi a parlarne con questo professore?” Un professore? Boh, come pensavano che non avrei sgamato che era uno psicologo ancora non lo so».
• Ridere. Romina, 18 anni: «...i miei compagni ad esempio li vedo sempre un po’ grigi, uniformi, anche nel vestire, mentre io sono un tipo decisamente solare. Così se entro in classe sorridendo o con un giaccone giallo o un impermeabile fucsia mi dicono subito che sono troppo colorata e che ciò da ridere. Me l’hanno hanno anche scritto sulla foto di fine anno, ”ma che ciai da ridere?”».
• Scuola. Martina, 14 anni: «La scuola non mi piace. Cioè, per andarci ci vado volentieri. Ma vogliono che studio».