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 1997  marzo 22 Sabato calendario

Giacche sono state trovate anche in sarcofaghi femminili risalenti all’età del Bronzo

• Giacche sono state trovate anche in sarcofaghi femminili risalenti all’età del Bronzo.
• L’antenato della giacca attuale va ricercato nell’abbigliamento di moda alla corte di Luigi XIV (seconda metà del Seicento).
• Lunghezza della giacca. Che copra le natiche. Oppure 78 centimetri per chi sia alto un metro e 70. O che raggiunga la metà del pollice quando chi la indossa sta con le braccia tese lungo il corpo. Evitate lo spacco unico. Se si ha il bacino largo meglio senza spacchi.
• Accostare cravatte strette a revers stretti, cravatte larghe a revers larghi.
• La giacca monopetto a due bottoni divenuta di moda all’inizio degli anni Sessanta, quando il mondo vide che la portava Kennedy.
• Pantaloni. I romani li videro per la prima volta addosso ai Galli e ai popoli germanici. Sviluppo successivo: calzebrache nel XII secolo, calzoni al ginocchio ai tempi di Re Sole. Questi ultimi detti culottes e avversati ai tempi della Rivoluzione dai sans culottes che adottarono le braghe lunghe rimaste in vigore fino ad oggi. La piega davanti venne introdotta un secolo fa.
• «Dal punto di vista dell’eleganza ci sono forse poche cose peggiori di un pezzo di cinghia o di camicia che spunta fra i pantaloni e il gilet».
• Orrori da evitare. «Abito con pantaloni senza pince; pantaloni a zampa d’elefante; pantaloni a grosse righe; pantaloni con maxipassanti; pantaloni a vita troppo bassa; pantaloni da tight o smoking con passanti; pantaloni senza pince e con tasche orizzontali anteriori; gilet con meno di cinque bottoni o con più di sette; gilet senza taschine».
• Blazer. «Si racconta che verso la metà dell’Ottocento il capitano del veliero militare britannico H. M.S. Blazer, irritato per le cattive abitudini e il modo di vestire del suo equipaggio, ordinasse a tutti di indossare giacche fatte con panno a righe verticali bianche e blu, a cui vennero applicati i bottoni della marina reale. In tal modo, si dice, migliorò non solo l’aspetto dei suoi uomini, ma anche il loro comportamento. Storicamente, dal 1857 i marinai di Sua Maestà britannica furono dotati di una divisa».
• «I bottoni della camicia devono essere sempre a quattro fori, e quelli di migliore qualità di madreperla. L’affrancatura dei bottoni prevede i due fili in parallelo o incrociati. La cucitura con fili incrociati fra i quattro fori può essere fatta solo a mano, pertanto testimonia la fattura artigianale. Un’ulteriore raffinatezza è la cosiddetta ”cucitura a giglio di Firenze”: il filo passa sempre da un buco e, alternativamente, negli altri tre: il risultato finale sarà una sorta di fiore a tre punte».
• «La cravatta deve il nome a un reggimento di soldati mercenari croati al servizio del re di Francia nel Seicento. Essi portavano al collo una striscia di stoffa che fu chiamata ”cravate”, termine originato dall’adattamento in francese della parola hrvat che significa, appunto, croato».
• «Anche se per quasi tutti gli uomini è istintivo sciogliere il nodo con un movimento svelto e deciso – cioè sfilando, quasi strappando, il lembo più stretto – in tal modo si incide negativamente sulla vita della cravatta. Il nodo andrebbe disfatto con calma rifacendo all’inverso i movimenti compiuti per annodarlo. In questo modo non si sottopongono le fibre del tessuto a eccessivi sforzi o torsioni, e si darà loro la possibilità di riprendere più facilmente la forma originaria. Ancora meglio se, prima di appenderla al portacravatte, si tiene la cravatta arrotolata per una notte. Ed ecco come procedere: si uniscono le due estremità e si arrotola la cravatta facendo perno sul dito indice (o sull’indice e il medio appaiati), tenendo all’esterno il lembo più largo. Questo è anche il modo per portare in viaggio le cravatte senza sciuparle da sé: basta sistemarle arrotolate in una piccola scatola rigida da tenere in borsa o valigia».
• Calze. Sempre lunghe. Mai bianche. Intonate non tanto con il vestito, ma con qualcosa sopra la cintura, però in una tonalità più scura.
• Cintura, bretelle. La cintura risale all’età del Bronzo, le bretelle alla Rivoluzione francese (nesso con l’adozione dei pantaloni lunghi).
• «La scarpa di pregio dall’aspetto leggermente consunto indica quasi sicuramente buon gusto e stato sociale acquisito da generazioni, mentre quella nuova di zecca denuncia senza alcun dubbio il parvenu, il nuovo ricco. Per avere scarpe ”vissute” occorre erreditarne, o invecchiare insieme alle proprie. Ma esiste un modo, sbrigativo, che dà al cuoio una particolare patina: basta lucidare le scarpe, esporle al sole più volte e rinnovare la lucidatura».
• Lord Brummel. Uomo elegantissimo, sosteneva che lo chic maschile è fatto in gran parte da ciò che non si vede.