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 2002  settembre 14 Sabato calendario

Samurai. Ascesa e declino di una grande casta di guerrieri

• Paragoni. "Sii immobile come una montagna, aggressivo come il fuoco, lento come una pianta e veloce come il vento" (Sunzi, L’arte della guerra).
• Versi. Bukko, il maestro Zen di Hojo Tokimune, risparmiato dai mongoli (che avevano sfondato la porta del suo tempio per saccheggiarlo) grazie alla prontezza dimostrata nell’improvvisar versi di poesia mentre un guerriero s’accingeva a trafiggerlo con la spada ("Nel cielo e nella terra non c’è alcuna fessura per nascondersi, / lieto di sapere che l’uomo è vuoto e che anche le cose lo sono, / lucente è la lunga spada dei mongoli, / sembra il lampo di un fulmine che recida la brezza di primavera").
• Metodo. "Attraverso l’ordine, affrontare il disordine; attraverso il silenzio, affrontare il clamore – è questo il metodo per controllare la prontezza mentale" (Sunzi, L’arte della guerra).
• Sabi. Il ”gusto raffinato”, che predilige una forma di ordine con un elemento di disordine. Rikyu, maestro del tè rinomato per il suo gusto, raccontava che, quand’era ancora apprendista presso uno dei più grandi maestri del suo tempo, un giorno fu incaricato di pulire la sala da tè. Pur avendo svolto il compito con diligenza, non ottenne alcun riconoscimento finché non gli venne in mente di scuotere un albero per far cadere le foglie nella stanza e introdurre così un elemento di scompiglio (la casa del tè era detta sukiya, letteralmente ”casa della raffinatezza”).
• Ku. ”Vuoto” (da non confondere col nulla, mu). la condizione autentica delle cose, che consiste nella loro totale assenza di significato. Grazie al vuoto, l’uomo non si fa coinvolgere da opinioni e passioni.
• Diplomazia. Aneddoto tramandato per evidenziare le caratteristiche di governo di tre leader giapponesi. Dovendo affrontare un uccello in gabbia che si rifiutava di cantare, Nobunaga disse "lo farò cantare", Hideyoshi "lo ucciderò, se non lo fa", Ieyasu "aspetterò finché non lo farà" (il primo aveva dato avvio a un processo di rinnovamento, proseguito dal secondo con la violenza e completato dal terzo con la diplomazia). La dinastia di Ieyasu durò duecentocinquanta anni.
• Sapienza. "Non so come sconfiggere gli altri, ma so come sconfiggere me stesso" (Yagyu Munemori, maestro di scherma dei Tokugawa).
• Strategie. "Se incalzate il nemico mentre si inerpica in un luogo scosceso, quello tornerà indietro e vi attaccherà. Se gli permettete di attraversare il passo e poi lo assalite da una postazione più elevata, invece, non sarà in grado di fermarsi e potrete abbatterlo facilmente" (Kenshin).
• Seppuku. Suicidio rituale con cui un samurai cancella il disonore della sconfitta. La morte avviene per sventramento (volgarmente detto harakiri, termine mai usato dai samurai).
• Kaishaku. ”Secondo”, colui che, all’occorrenza, assesta il colpo finale nel seppuku.
• Kamikaze. Termine usato per la prima volta durante le invasioni mongole. Designava la ”brezza degli dei”, una bufera che si levò provvidenzialmente impedendo la disfatta dei giapponesi. Riutilizzato durante la Seconda guerra mondiale, a indicare le azioni suicide dei piloti giapponesi.
• Kirisute. Principio che conferiva ai samurai il permesso "di uccidere e andarsene", ovvero di potersi vendicare con esecuzioni sommarie sul posto di chiunque li avesse offesi (in vigore al tempo della dinastia Tokugawa).
• Ronin. ”Uomini onda”, ovvero ”agitati in ogni direzione”: samurai del XVII secolo che, ritrovandosi disoccupati dopo la pace stabilita dalla dinastia dei Tokugawa, vagabondavano senza padrone in cerca di conflitti. Il più celebre fu Takezo detto Musashi, da musha-shugyo, ”pellegrinaggio del guerriero”. Dal suo Libro dell’acqua: "Che combattiate o siate intenti al lavoro quotidiano, dovreste apparire risoluti, ancorché calmi. Affrontate la situazione senza tensione ma neanche con indifferenza; che il vostro spirito sia ben determinato, sebbene privo di presupposti o pregiudizi. Quando il vostro spirito è tranquillo, non lasciate che il corpo sia troppo rilassato; e se il corpo è rilassato, non lasciate indebolire la mente. Non lasciate che la mente sia influenzata dal corpo, o che il corpo sia influenzato dalla mente. Riguardo alla presenza mentale, essa non deve essere né scarsa né eccessiva. Una presenza mentale molto elevata è segno di debolezza, e una molto bassa è segno di rigidità".
• Shudo. ”La via dell’amico speciale”, per indicare la relazione omosessuale tra samurai. La diffusione dell’omosessualità cominciò nei monasteri e nelle istituzioni buddiste intorno all’XI secolo, e raggiunse l’apogeo nelle città del XVII e del XIX secolo.
• Vie. Consigli di Yamamoto Tsunetomo, autore di Hagakure (’Nascosto tra le foglie”, 1716), per seguire la Via del samurai e migliorare se stessi: prendere le cose alla leggera, non perseguire il successo con accanimento, non cedere ai pregiudizi, essere risoluti e moderati, aspettarsi il peggio, avere fiducia in sé, non disperdere energia in attività molteplici, non sentirsi inferiori agli altri, non coltivare pensieri negativi neanche nel sonno, lavorare sodo e con entusiasmo, accogliere le critiche come doni preziosi, non essere ambiziosi ma umili, tentare di eliminare i difetti e rafforzare la volontà.
• "Quanto a me, amo dormire". Riflessioni di Yamamoto: "La vita umana è proprio brevissima. Così, è meglio vivere facendo le cose che piacciono. sciocco vivere in questo mondo di sogno indugiando al dispiacere e facendo soltanto le cose che non piacciono. D’altra parte, è importante non dire mai queste cose ai giovani, in quanto li danneggeremmo, se le nostre parole non venissero comprese a fondo. Quanto a me, amo dormire. E ho intenzione di chiudermi sempre più nelle mie stanze; passerò la vita dormendo".