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 2003  maggio 24 Sabato calendario

L’arte del cioccolato

• Gusto màximo. "Il tabacco può uccidere, la cioccolata no" (Fidel Castro).
• Status symbol. I Maya conoscevano il cioccolato sin dal VI secolo avanti Cristo. Secondo la leggenda, fu il dio dell’agricoltura Hun Hunahpu a dare inizio alla coltivazione del cacao, che da quelle parti cresceva spontaneo. Re e dignitari di corte presero quindi a consumare abitualmente cioccolata, ottenuta dai semi lasciati seccare, triturati e mischiati con acqua e spezie piccanti.
• Mandorle. La volta che gli indigeni di un’isoletta al largo dell’Honduras si accostarono a una nave di Cristoforo Colombo, per scambiare le merci degli europei con un cesto pieno di grossi semi bruni ("quelle mandorle che hanno quelli della Nuova Spagna per moneta"). Per convincere il navigatore gli prepararono all’istante una cioccolata, ma Colombo la giudicò "amara e piccante" e declinò l’offerta.
• Xocoatl. Nome azteco per cioccolata, l’imperatore Montezuma, sempre ritratto con un fisico da superatleta, durante ogni pasto ne mandava giù una cinquantina di tazze.
• Oro bruno. "L’esperienza mi ha insegnato che venti negri possono coltivare cinquantamila piedi di alberi di cacao, che producono trentasettemila franchi, somma tanto più considerevole in quanto entra tutta nelle tasche del padrone a causa delle poche spese necessarie per il mantenimento degli schiavi. Una piantagione di cacao è una ricca miniera d’oro" (da una cronaca del 1720).
• Beveraggio. Il cacao viene prodotto da "un albero non troppo grande e non vive se non in un luogo caldo e ombroso e se fosse toccato dal sole morirebbe, e pertanto si pianta tra i boschi e non li bastendo questo, vi piantano appresso un albero, il quale gli è superiore e come comincia a crescere gli raddoppian la cima di forte, che quando è grande lo cuopre, e così l’uno con l’altro si fanno ombra, di modo che il sole non gli dà noia alcuna". La bevanda che se ne ricava, però, pare più "beveraggio da porci che da uomini" (Girolamo Benzoni, botanico, metà del XVI secolo).
• Dispute. "Questa bibita non rompe il digiuno" sentenziò papa Pio V nel 1569, ponendo fine alle accesissime dispute sulla liceità o meno di consumare cioccolata nei periodi di astinenza dai piaceri della tavola.
• Praline. Lo chef del duca du Plessis-Praslin che, inciampando in cucina, rovesciò una pentola di zucchero caramellato sopra alcune mandorle appena cadute dalle mani di un garzone. Poiché dalla tavola chiedevano a gran voce il dessert e non c’era tempo per rimediare, fece raccogliere il tutto e lo mandò in sala da pranzo con il nome di praline.
• Theobroma. Nel 1753, consacrando l’opinione popolare dell’epoca, Linneo classificò la pianta del cacao con il nome di Theobroma (cibo degli dèi).
• Sacher. La torta al cioccolato più famosa d’Europa (Nanni Moretti: "Come? Lei non ha mai sentito parlare della Sachertorte? E continuiamo così, facciamoci del male!") fu inventata nel 1832 da Franz Sacher per soddisfare i gusti difficili del cancelliere austriaco Metternich. Al solito dolce al cacao, il pasticcere aggiunse marmellata d’albicocche ricoperta da uno strato di glassa al cioccolato fondente. Del 1890 sono i Mozartkugeln, le ”palle di Mozart” ideate da Paul Furst.
• Berna. Nei primi anni del Novecento, Albert Einstein lavorò per un breve periodo nella città elvetica come impiegato alla Tobler, la fabbrica del ”Toblerone”.
• Baci. Quando apparvero, nel 1922, i ”Baci” Perugina non si chiamavano così ma ”cazzotti”, perché ricordavano la forma di un pugno chiuso. Li aveva inventati l’imprenditrice Luisa Spagnoli per recuperare le briciole di nocciole, residuo di altre lavorazioni. Giovanni Buitoni, figlio di uno dei quattro fondatori dell’azienda, diede loro il nome attuale per richiamare l’idea di dolcezza. Federico Seneca, detto il ”cartellonista misterioso” (per i suoi disegni pubblicitari stilizzati), ebbe l’idea dei cartigli, i bigliettini con frasi più o meno celebri contenuti in ogni cioccolatino.
• Conchiglie e scorzette. Le varietà più diffuse di cioccolatini: algerini, alpini, arabelle, baci, banana, boeri, brasiliani, conchiglie, cremini, diablottini, dimmi di sì, dragé, giuanduiotti, grappini, moka, mozartkugeln, noci, praline, rocher, scorzette, tartufi, tre re.
• Aromi. Un chicco di cacao contiene 400 aromi (la rosa 14, la cipolla 6).
• Elisir. Considerato per secoli un buon rimedio contro innumerevoli malattie, nel Settecento il medico olandese Cornelius Bontekoe lo riteneva un elisir di lunga vita. Celebri ancora oggi le cure termali a base di cacao presso l’hotel Hershey, nell’omonima cittadina fondata da uno dei padri del cioccolato made in Usa.
• Consumi. Secondo studi recenti il cioccolato non causa l’obesità (una barretta di 100 grammi contiene 500 calorie). Il momento in cui viene mangiato di più è il primo pomeriggio.
• Stile. "Il caffè bestemmiando e la cioccolata sorseggiando" (detto popolare).f