Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 17 maggio 2003
Saddam Hussein ཿ la vita del raìs di Baghdad
• Saladino. Saddam Hussein al-Majid al-Takriti, nato ad al Auja, vicino a Tikrit (150 km a est di Baghdad), il 28 aprile 1937. Sette anni prima l’Iraq aveva conquistato l’indipendenza dall’Inghilterra, da dieci erano stati scoperti i giacimenti petroliferi di Mosul. La stessa regione, nel XII secolo, aveva dato i natali a Salah ed-din (detto il Saladino), condottiero musulmano che riconquistò definitivamente Gerusalemme nel 1187 strappandola ai crociati.
• Tentativi. Famiglia poverissima, pur di non metterlo al mondo sua madre Subha aveva tentato di abortire, quindi d’ammazzarsi (il padre, beduino, dopo aver messo incinta la donna se l’era svignata).
• Due pecore e un montone. Dopo tre anni di vita passati con lo zio Khayrallah Tulfah, il piccolo Saddam tornò a vivere con la madre, nel frattempo risposata con un Ibrahim al-Hassan, che non gli risparmiava ceffoni per mandarlo ogni giorno a pascolare due pecore e un montone, unica proprietà della famiglia.
• I lunghi giorni. Titolo della monumentale biografia ufficiale di Saddam Hussein (19 volumi). Nell’opera, descrizioni particolareggiate delle umiliazioni che gli infliggeva il patrigno, abituato a svegliarlo ogni mattina così: "Tirati su dannato figlio di puttana: vai fuori a badare gli animali".
• Divergenze. Ragazzino scontroso, timido e solitario, si abituò presto a difendersi con le maniere forti e prese l’abitudine di bighellonare portando con sé una robusta mazza di legno per risolvere eventuali divergenze con amici e compaesani.
• Modelli. Intorno ai dieci anni si trasferì di nuovo a casa dello zio Tulfah, da cui mutuò l’ammirazione per il nazismo e i totalitarismi europei. Terminata la Seconda guerra mondiale, la sua predilezione si sposterà su Stalin e Gamal ’abd el Nasser.
• Golpe. Uno dei vanti di Saddam, essere entrato nel palazzo presidenziale alla guida di un carro armato il 17 luglio 1968, quando il partito Baath prese il potere con un golpe quasi incruento.
• Amici. Fra i primi compagni accusati di tradimento ed eliminati da Saddam, un amico fraterno, Adnan Hamdani. Dopo l’esecuzione, il raìs si rinchiuse in casa per due giorni e quando ne uscì andò a trovare la vedova: "Devi capire... Adnan per me era quasi un fratello... ma doveva morire... non potevo far nulla".
• Gioventù. L’anziano ufficiale iracheno che si vantò con la sua amante d’aver ”frequentato” in gioventù la mamma di Saddam (all’epoca costretta a prostituirsi per sopravvivere), giustiziato in fretta e furia non appena il raìs fu al corrente della storia.
• Genero. Appassionato di cinema, nel 1983 Saddam ingaggiò il regista Terence Young per girare un film sulla sua partecipazione all’attentato a Qassem del 1959. Il protagonista fu impersonato dall’iracheno Kamel, anche lui proveniente da Tikrit, che divenne poi genero del dittatore e, dopo la prima guerra del Golfo, scappò in Giordania. Convinto a tornare con le buone ("Al marito di mia figlia non sarà usata violenza"), una volta in Iraq fu ucciso e fatto a pezzi dai sicari del regime.
• Il Padrino. Film preferito di Saddam, che non disdegnava l’identificazione con il vecchio boss, don Vito Corleone.
• Perle. L’arco di trionfo fatto erigere da Saddam a Baghdad, per celebrare la presunta vittoria sull’Iran: due enormi braccia sorgono dalla terra incrociandosi, le scimitarre nelle mani (quelle del raìs), sui polsi bracciali impreziositi da minuscole perle ricavate con gli elmetti di soldati iraniani uccisi, sui quali restano i segni della vittoria (fori di pallottole, pezzi di cervello, sangue rappreso).
• "Figli di una cammella zoppa!". Espressione con cui nel 1989 Saddam definì i kuwaitiani, colpevoli di aver sfondato il tetto della loro produzione di greggio, mettendo in ginocchio l’economia irachena.
• Piani. Quello che il raìs elaborò nel 1991 per vincere la prima guerra del Golfo ("Madre di tutte le battaglie"): "Cattureremo migliaia di soldati americani e li legheremo alle corazze dei nostri carri armati: non spareranno mai sui loro stessi soldati".
• Prostitute. Quelle d’alto bordo selezionate in Occidente, ingaggiate appositamente per sfamare gli appetiti sessuali di Saddam e da lui fatte fuori al momento di pagarle (così secondo voci messe in giro dagli oppositori al regime).
• Bush. Nell’hotel Rashid di Baghdad, marmi di Carrara, stucchi e tappeti pregiatissimi. Dal 1991, sul pavimento all’ingresso, un mosaico con la faccia di Bush padre inevitabilmente calpestata da chiunque voglia avvicinarsi alla hall.
• Physique du rôle. Convinto che un capo è rispettato finché è giovane e forte, Saddam ha sempre nascosto la sua zoppia e un’ernia del disco. Per tenersi in forma, lunghe nuotate ogni giorno, passeggiate nei suoi palazzi (durante le quali non poteva essere avvicinato da nessuno, pena il pestaggio da parte delle guardie del corpo). Trucchi estetici: tintura nerissima per i capelli, lenti a contatto, abiti di buon taglio in modo da occultare l’incipiente pinguedine (il suo peso oscilla tra i 95 e i 100 chili).