Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 13 febbraio 1999
Padri e figli
• Luoghi comuni. «Dire, per esempio, che l’istruzione è utile è un luogo comune, ma dire che l’istruzione è dannosa è un luogo comune a rovescio. Pare una cosa più elegante, ma in fondo è la stessa cosa».
• Come comincia. «"Ebbene, Pëtr? Non si vede ancora?" domandava il 20 maggio del 1859, uscendo senza berretto sulla bassa scaletta della locanda che era sulla strada di ***, un signore poco più che quarantenne, in soprabito polveroso e pantaloni quadrettati, rivolgendosi al suo servo, un giovanotto paffuto, con una lanugine bianchiccia sul mento e piccoli occhietti appannati».
• «Lo baciò alla russa tre volte, cioè tre volte gli toccò coi suoi baffi odorosi le guance e disse: "Sii il benvenuto"».
• «Giocava magistralmente a whist e perdeva sempre».
• La forza degli oggetti. «Egli segue le sue idee slavofile; si sa che nel gran mondo ciò è considerato tres distingué. Non legge nulla di russo, ma sulla sua scrivania si trova un portacenere d’argento a forma di calzare contadino». «Ha preso una discreta dote sposando la figlia di un ortolano della città, la quale aveva rifiutato due buoni fidanzati soltanto perché non avevano l’orologio: Pëtr invece non solo aveva l’orologio, ma anche un paio di stivaletti verniciati».
• «Perché, anche quando noi godiamo, per esempio, della musica, di una bella serata, di una conversazione con gente simpatica, perché tutto questo ci sembra piuttosto un’allusione a non so quale smisurata felicità esistente chissà dove che una felicità reale, cioè da noi stessi posseduta? Perché questo?" "Voi conoscete il proverbio: "Là si sta bene, dove noi non siamo"».
• «Spesso è utile che nella vita ricompaia la mediocrità: rallenta le corde troppo tese, disperde i fumi della presunzione e dei cedimenti interiori, mostrando la loro stessa banalità».
• «Chi vuol saper troppo invecchia presto».
• «"Ci sono venticinque verste fino alla tua proprietà?" domandò Arkadij. "Venticinque. Ma domandalo a questo saggio" e indicò il contadino a cassetta, un garzone di Fedot. Ma il saggio rispose: "Chi lo sa. Qui le verste non si misurano"».
• poi qui un altro dottore che arriva dall’ammalato e l’ammalato è già ad patres. Il servo non lo lascia nemmeno entrare, dice: "Non occorre più". L’altro, che non se lo aspettava, si confonde e domanda: "Ma il padrone, prima di morire, ha avuto il singhiozzo?" "Sì, l’ha avuto." "L’ha avuto forte?" "Sì, forte." "Allora, va bene" e dietrofront».
• L’uomo politico e i contadini. «Egli è di questa opinione, che i contadini bisogna "ragionarli", cioè, a forza di ripetere le medesime parole, ridurli allo sfinimento».
• Una vecchia. «Era molto pia e sensibile, credeva a ogni genere di presagi, di divinazioni, di scongiuri e di sogni, credeva alle profezie dei mentecatti, agli spiriti familiari e a quelli del bosco, ai brutti incontri, al malocchio, ai medicamenti popolari, al sale sparso di giovedì e alla prossima fine del mondo; credeva che, se nella notte di Pasqua, durante la messa, i ceri non si spengono, il grano saraceno viene su bene, e che i funghi smettono di crescere, se un occhio umano li vede; credeva che il diavolo ama stare dove c’è l’acqua e che ogni ebreo ha sul petto una macchiolina sanguigna; temeva i topi, le bisce, le rane, i passeri, le sanguisughe, il tuono, l’acqua fredda, le correnti d’aria, i cavalli, i caproni, le persone rosse di capelli e i gatti neri, e considerava i grilli e i cani come animali impuri; non mangiava né carne di vitello, né piccioni, né gamberi, né formaggio, né asparagi, né topinambour, né lepri, né cocomeri, perché il cocomero tagliato ricorda la testa di Giovanni Battista; delle ostriche poi non parlava che con un brivido; amava i buoni bocconi e osservava religiosamente i digiuni; dormiva dieci ore al giorno e non andava nemmeno a letto se a Vasilij Ivanovic doleva il capo; non aveva mai letto un libro, salvo Alessio o la capanna nel bosco , e scriveva una o, a dir molto, due lettere all’anno, ma s’intendeva di faccende domestiche, di conserve e di marmellate, benché non toccasse nulla con le sue mani e in generale si muovesse malvolentieri».
• Tra nemici. «Il silenzio si prolungava, greve e impacciante. Tutti e due si sentivano a disagio. Ciascuno di loro aveva coscienza di essere capito dall’altro. Questa consapevolezza riesce gradita tra amici, ma sgraditissima tra nemici, specialmente quando non è possibile spiegarsi né separarsi».
• Come finisce. «Possibile che l’amore, l’amore santo e devoto, non sia onnipotente? Oh, no! Per quanto appassionato, peccatore e turbolento sia il cuore nascosto in una tomba, i fiori che vi crescono sopra ci guardano serenamente coi loro occhi innocenti: non dell’eterno riposo soltanto essi ci parlano, di quella gran pace della natura "indifferente"; essi ci parlano anche di un’eterna riconciliazione e di una vita senza fine...».
• Un modo elegante per congedarsi. «I pesci volanti possono tenersi in aria per un certo tempo, ma ben presto devono rituffarsi in acqua. Permettete dunque anche a me di ripiombare nel mio elemento».
• «La morte è una vecchia storia, ma a ognuno riesce nuova».
• «Povertà non è vizio». «Le parole non fan farina».