Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 1 settembre 1997
Su Telepiù, ogni lunedì sera, Carmelo Bene commenterà il campionato italiano di calcio
• Su Telepiù, ogni lunedì sera, Carmelo Bene commenterà il campionato italiano di calcio.
Bene, perché ha accettato la proposta televisiva?
«Ho molti impegni, teatrali e non solo, mi hanno fatto la proposta e ho detto di sì».
Lo sa che con il calcio non si scherza?
«Il gioco è bimbo, lo scherzo è adulto. Siamo una nazione di cittì».
Che fa ci imita?
«Nel mio angolino mi occuperò non soltanto di calcio ma di tutto ciò che eccede lo sport, così come nella storia dell’arte non è arte quella che vedi, che sia Bernini, Velazquez, Bacon, l’arte sta nella differenza, nella sensazione. Il tennis dovrebbe mettersi il lutto per il ritiro di Edberg, una sua volée è arte, la boxe non è più grande senza Clay o Sugar Leonard».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Città in corsa per le Olimpiadi del 2004: Atene, Buenos Aires, Città del Capo, Roma, Stoccolma. L’assegnazione verrà decisa a Losanna, venerdì prossimo 5 settembre, dai 113 delegati del Cio (Comitato Olimpico Internazionale) provenienti da tutto il mondo.
• E nel calcio dove sta l’arte?
«Non certo nella tattica che è azione. Vi faccio un esempio. La partita è come una congiura, si concorda di uccidere il tiranno, si decide di andare al gol, allo stupro della rete ma tutto ciò non è né il prima né il dopo. Prendete gli All Blacks, quello è l’atto. Ecco perché la folla sussulta, urla. Così con un dribbling di Kluivert, o Ronaldo o Weah, il loro atto è la liberazione. Una squadra che non ha azione non può nemmeno aspettarsi l’atto. E ripenso a quel tiro di collo pieno di Kluivert...»
Adesso Carmelo Bene si emoziona
«Ho negli occhi il doppio sorpasso iniziale di Michael Schumacher su Alesi e Villeneuve, nell’acquazzone, all’interno, Schumacher entra nell’atto, ne è l’artefice ma lui non sta certo pensando che sta eseguendo l’atto, anzi durante quell’atto non c’è più. Un po’ come il Milan».
Bè’, stiamo esagerando.
«Mi piace da pazzi, va a testa alta, è feroce e ha qualità. Con Kluivert e Weah che ci siano quattro o cinque avversari di fronte poco conta».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Sistema di votazione. La città sede delle Olimpiadi del 2004 dovrà essere scelta con il 50 per cento dei voti più uno. I delegati sono riuniti come in conclave: fino alla fine delle operazioni nessuno potrà uscire dall’aula. Se, dopo la prima votazione, nessuna candidata avrà raggiunto il quorum, si eliminerà l’ultima classificata e si procederà a una nuova votazione. E così via di votazione in votazione fino a restare, se necessario, con due sole candidate. Il voto è segreto. I membri con diritto di voto sono 111, ma il presidente Antonio Samaranch ha detto che non voterà. Il quarto degli italiani (con Nebiolo, Pescante, Carraro), Ottavio Cinquanta, non potrà votare perché nominato dopo l’annuncio della candidatura di Roma. I votanti sono quindi 109, il quorum è 56. A chi andranno i voti dei delegati che, nello sgranarsi delle votazioni, avranno perso la loro candidata principale? Per esempio, su chi concentreranno le loro preferenze gli africani dopo l’eventuale eliminazione di Città del Capo? O gli Stati Uniti, che non hanno nessuna loro sede in gara? Qui conterà molto il lavoro di lobby svolto nei mesi precedenti. Roma, a differenza di Città del Capo (l’Africa in blocco), Buenos Aires (l’America latina) e Stoccolma (i paesi anglosassoni), non ha un’area di riferimento geografico su cui far leva nei primi turni. Previsione: se dovessero uscire subito di gara Buenos Aires e Città del Capo la metà dei voti africani e il 60% di quelli sudamericani (Veltroni ha perorato di persona la causa con Argentina e Cile) si dovrebbero riversare sulla candidatura italiana. In quel caso anche gli Stati Uniti, che in prima battuta appoggiano Città del Capo, sposterebbero i loro voti su Roma, sede preferita dalla rete Nbc, che ha comprato i diritti televisivi. In Asia Roma ha seminato bene: Umberto Agnelli ha pensato ai giapponesi; Yong Kim, membro coreano più influente, è molto legato a Nebiolo; Ranucci si è sobbarcato 36 ore di volo per parlare una mezz’oretta a Giacarta col delegato indonesiano; Scalfaro si è prodigato con Re Fahd d’Arabia. Pescante ha accumulato 300 ore di volo per visitare 30 Paesi.
• E perché non dice lo stesso di Ronaldo?
«Sono d’accordo con Cruz: Weah è più grande. Ronaldo è bravo ma non si può giocare soltanto per lui. Comunque ribadisco, ho visto fare certi gesti a Kluivert che appartenevano soltanto a Van Basten, fondamentali affidati all’arte. Aspetto soltanto che Kluivert vada in difesa a prendere il pallone per poi finire anche lui l’azione».
Si spieghi.
«Queste cose le faceva Paulo Roberto Falcao, voi giornalisti dite e scrivete che uno così sa giocare senza palla. Ci vorrebbe una telecamera dall’alto, che possa inquadrare certe azioni, certi movimenti. Ricordo Roma-Udinese, all’Olimpico, Edinho era sicuro di avere messo in gol il pallone di testa, Falcao era arretrato, dopo una corsa all’attacco, nessuno lo aveva visto, intravisto, io lo avevo seguito, Edinho fu come stupito quando si ritrovò sulla linea di porta, a salvare quel gol già fatto, Falcao».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Le candidate. Atene ha il pregio di avere tre impianti su quattro già in funzione, punta sulla tradizione olimpica, vanta un credito per lo scippo dell’edizione del centenario, ma ha un traffico caotico e ai recenti mondiali d’atletica ha mostrato scarse capacità d’organizzazione e difficoltà nell’attirare il pubblico. Buenos Aires punta sulla suggestiva idea del ”corridoio olimpico”, una striscia sul mare lunga 14,7 km e larga 2 che dovrebbe accogliere gran parte delle gare, e fa pesare il fatto che il Sudamerica non ha mai organizzato l’Olimpiade. Ostacolo insormontabile lo scarso peso del continente all’interno del Cio (solo 8 membri su 113). A Città del Capo il sistema olimpico è totalmente da costruire, il carisma di Mandela ed il fascino dell’Africa potrebbero annullare lo svantaggio ma la criminalità non dà tregua tanto che nel corso dei mondiali di scherma un atleta fu rapinato e ferito. A Roma buona parte degli impianti è già disponibile, il progetto presentato al Cio ha l’appoggio di tre grandi associazioni ambientaliste, ma il traffico è caotico quanto quello d’Atene ed i recenti Giochi del Mediterraneo e Universiadi organizzati in Italia (Puglia e Sicilia) sono stati criticati da tutta la stampa estera. A Stoccolma gli impianti sono quasi totalmente pronti, il progetto prevede tre gare su quattro all’interno di un’area di 5 km quadrati e grazie a un budget interamente coperto dal parlamento vanta una notevole sicurezza finanziaria. I problemi vengono dalle bombe contro la candidatura e dai sondaggi negativi sul gradimento della popolazione.
• Sembra che a lei piacciano soltanto gli stranieri.
«Non ci sono stranieri, noi pure siamo stranieri. Volete un italiano? Taglialatela: senza le sue parate il Napoli sarebbe ora in serie C. Dico dei portieri: odio i modi, in senso generico, ma amo il modo di stare in campo dei portieri sudamericani, giocano anche loro, dobbiamo prendere anche noi quello stile che significa fiducia cieca, avventura, presunzione».
Se lo sapesse Brera che a lei piacciono i portieri che vanno all’attacco....
«Brera era un mio nemico rispettabile, una persona abbastanza colta. Ma eravamo d’accordo su una cosa: noi italiani siamo nati e fatti per fastidiare il gioco altrui e la storia continua. E poi tutto ciò che è sferico ci crea problemi, il tennis ad esempio, sorvolando il nostro Paese conti più campi da tennis che nel resto dell’Europa ma i campioni dove sono? Il rugby italiano è noiosissimo come la pallacanestro, rispetto a quella vera americana dico. La pallavolo? La giocano in pochi e poi siamo diventati importanti con quell’allenatore argentino». (Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Il lobbyng. «Per quanto molti voti siano venduti e comprati nessuno ha ancora capito come si vincano le Olimpiadi. I cinesi mandarono in giro per Pechino squadre di cittadini con il flit per ammazzare 32 milioni di mosche, proprio prima dell’arrivo in città del presidente Samaranch, promisero di scrivere tutti i nomi dei membri Cio sulla Grande Muraglia e proposero lo stesso Samaranch come premio Nobel. Pechino perse». (Emanuela Audisio). Le Olimpiadi ”verdi” di Sidney 2000 sono state una riuscita operazione di marketing: tutta la campagna a favore della candidatura era imperniata sull’aspetto ecologico. Adesso si scopre che nel mezzo della Homebush Bay, l’area in cui sorgerà il villaggio olimpico, c’è una fossa che contiene 200 mila metri cubi di scorie tossiche. Si tratta di petrolio impregnato di diossina, piombo, amianto, pesticidi e sostanze putrescenti varie. Le autorità hanno nascosto il fatto per non danneggiare la candidatura. Il margine massimo di diossina accettabile nelle aree residenziali è di una parte su un miliardo. Nel petrolio che usciva dal terreno ce n’era 6.500 volte di più. Il fatto è divenuto pubblico quando si è notato l’andirivieni dai cantieri olimpici alle discariche di operai vestiti con tute protettive. «Per diventare sede dei Giochi olimpici bisogna pagare, pagare, pagare. Cioè, detto in altri termini, comprare il maggior numero possibile di membri del Comitato olimpico internazionale per ottenere il voto (si calcola che solo sette su un centinaio siano davvero incorruttibili). Pagare di tutto: dai biglietti di prima classe su tutti i voli da qualsiasi punto della Terra, ai trastulli sessuali dei grandi elettori (i tedeschi, organizzatissimi, avevano preparato dei dossier sulle preferenze sessuali di ogni membro dell’augusto consesso), dalle tasse d’iscrizione nelle più care università del mondo per i rampolli di questo o quell’ex ministro del Ghana o generale del Benin, ai conti di pelliccerie e gioiellerie per le gentili consorti dell’alto burocrate centroamericano di turno, dai pranzi luculliani per tutti, agli acquisti a volontà graziosamente offerti in omaggio alla signora Samaranch presso la reale fabbrica di porcellana. Non conoscono davvero limiti, la voracità spregiudicata e la ricerca del lusso più sfrenato da parte della variopinta congrega di cafoni rimpannucciati costituita dalla maggioranza del Comitato olimpico. Ospitarne per tre giorni qualche decina (si badi: non tutti e cento, qualche decina) può costare più di un miliardo (300 milioni il solo pernottamento in albergo); un pranzo ufficiale cento milioni. Ogni membro del Cio gode in pratica di una sorta di diritto di saccheggio: la signora Flor Isava Fonseca, venezuelana, si è fatta pagare un soggiorno di un’intera settimana a Berlino con la scusa di visitare gli impianti sportivi (attività a cui ha dedicato non più di dieci ore), arrivando a spendere per ogni pasto più di mezzo milione; il rappresentante del Cio nel Mali in quattro giorni ha lasciato un conto del telefono di più di due milioni; il mongolo un conto di taxi di tre milioni e mezzo, e così via a raffica in un’orgia di corruzione e di spese folli al cui vertice si colloca Juan Antonio Samaranch, specialista nell’estorcere centinaia e centinaia di milioni [...]» (Ernesto Galli della Loggia).
• Lo ha voluto lei, parli un po’ degli allenatori.
«Debbono creare e gestire l’organico, debbono farlo disumanamente. Capello è molto bravo. Sacchi ha trovato tre olandesi e la mano di Liedholm, come Trapattoni che non voleva Platini, pensate un po’. Platini, l’arte».
Che fa, maestro? Tradisce il Milan?
«Già fatto, già tradito, con la Roma di Liedholm. Comunque se volete vi spiego chi era Platini».
Faccia pure.
«Nessun artista ha smesso così giovane. Ero in Francia per Macbeth, i critici mi chiesero il nome del più grande artista del secolo, risposi Platini. Solo gli ignoranti possono pensare che Michel sia stato un calciatore soltanto. La sua semplicità era l’arte, anzi ciò che eccede l’arte, la sensazione».
Torni a essere tifoso.
«Ziege è fondamentale, se arriva San Leonardo il Milan è di un altro pianeta, Bogarde può anche andare in panchina, siamo di fronte agli All Blacks del calcio, senza competizione per gli altri, il Milan mi offre la stessa sensazione di un evento mitico».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Giro di soldi. Per avere un’idea del giro di soldi che si mette in moto basti pensare che negli anni Ottanta solo per il diritto di usare il simbolo olimpico, Coca-Cola, Visa, Brother, Federal Express, 3M, Time Life, National Panasonic, Kodak e Philips sborsarono la bellezza di 100 milioni di dollari (180 miliardi di lire). Poi ci sono i diritti televisivi. L’americana Nbc, per riprendere i giochi di Barcellona, pagò la non indifferente somma di 400 milioni di dollari (720 miliardi di lire)».
• Parla come se avesse giocato pure lei. Anzi qualcuno lo garantisce, non si hanno riscontri.
«Ho giocato, come portiere».
E un giorno decise di scegliere il Milan.
«Uno era dell’Inter, un altro della Juve e a me toccò il Milan».
A parte l’evento mitico come vede il Milan senza Baresi?
«Baresi è stato trascurato in nazionale per anni. Cruz è un fenomeno, insieme con Leonardo».
E il suo Lecce?
«Mi auguro che vada in B. Perché le squadrette costano care se debbono funzionare davvero. Altrimenti ’sto su e giù è inutile se devono andare e venire è meglio che restino, meglio fare una buona serie B o C1. Avete visto il Vicenza contro la Juventus? Come può durare a lungo? Un primo tempo di contenimento ma poi doveva cedere, arrendersi. Non hanno assi, né Otero, né Luiso, è un gioco che rompe le scatole».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• A favore delle Olimpiadi. «Mi dicono tutti che Roma è in grado di organizzare le Olimpiadi. Anzi che è la città ideale. Può darsi sia una questione di fascino sul quale tutti siamo d’accordo. Mi dicono pure che Roma ha la quasi totalità degli impianti. Del resto, un’Olimpiade l’ha già organizzata. Io non sono in grado di dire se queste certezze sono interamente fondate, non entro nei dettagli tecnici, non valuto eventuali problemi. Mi sento di affermare soltanto che, per principio, un Paese moderno non rinuncia mai a un’iniziativa di grande prestigio, non si tira mai indietro. Ogni traguardo è una spinta. Questo vale per tutti gli aspetti della vita, tanto più per un’Olimpiade: che è indubbiamente una bellissima cosa. In questo senso è giusto che Roma competa come sta facendo, con buone speranze [...] Domenica Parigi ci ha offerto una visione grandiosa e impressionante: il milione di giovani per il Papa. Mi pare che un’Olimpiade nel suo complesso abbia un impatto nettamente inferiore. Per non parlare poi del Giubileo del 2000. Quella sì, sarà un’invasione [...] C’è la convinzione che questo Paese debba essere dominato in eterno dal ladrocinio. Non mi pare giusto. Baruffe romane. Fra di loro: forse non si fidano gli uni degli altri, forse chissà hanno ragione a non fidarsi. Però non è giusto tirarsi indietro, autocondannarsi alla paralisi» (Gianni Agnelli).
• Che vuole, un campionato europeo per club grandi?
«Sì. Già oggi il Milan potrebbe giocare solo contro la Germania o il Brasile, per farci divertire, nel senso etimologico, divertire, uscire fuori dal seminato, davanti all’atto c’è il boato».
Vuole dire due cose sulla Juventus?
«Delittuosa la scelta di privarsi di gente pesante. Errore gravissimo vendere Boksic. Manca un cuneo, là davanti. Ma ci mettano uno della C2, uno qualunque che abbia dei chili. Inzaghi è stato bravissimo contro il Vicenza ma su una toppa clamorosa della difesa, aveva di fronte un imbecille che stava di spalle e il portiere non poteva farci nulla. E Del Piero che ha fatto contro il Milan? Noi abbiamo messo tre pezze. Rimpiango Vieri. Zidane? Siamo vicini all’arte».
Parla come un curvaiolo, come uno che mangia giornali sportivi.
«No, leggo pochi giornali ma seguo tutto».
Facciamo un po’ di show. Un aggettivo per le grandi. Incominciamo con il Milan.
«Celeste, extraterrestre».
Juventus.
«Volontà e rappresentazione».
Inter.
«Invisibile».
Parma.
«Squinternato».
Lazio.
«Incompletina».
Roma
«Ne riparliamo. Da buona serie B».
Roberto Baggio.
«Ripensate a Platini. Io proporrei a Baggio di cambiare cognome, Roberto Troppo Tardi. Troppi traslochi. Si doveva ritirare».
(Carmelo Bene a Tony Damascelli)
• Contro le Olimpiadi. «I miliardi stanziati, in occasione dei ”Mondiali” del ’90, che dovevano servire a costruire 12 stadi in 12 diverse città, e non bastarono nemmeno a costruirne due, di cui uno - quello di Torino - è oggi in predicato di demolizione per via della sua inadeguatezza [...] E veniamo alle macroscopiche menzogne che lardellano i tre ponderosi tomi in cui il Comitato ”Roma 2004” ha elencato le edenifiche delizie che l’Urbe offrirebbe ai milioni di olimpiòfili, di cui si dà per scontato l’afflusso da ogni parte del mondo: oltre 500 mila posti-letto in aggiunta ai 120 mila di cui oggi la città dispone; palazzine (il presidente del Comitato se ne intende per ragioni ereditarie) per oltre un milione di metri cubi, convertibili, a festa finita, in un villaggio universitario, in vista del quale nessuno si è preso la briga di interpellare le tre Università romane. Gli ospiti potrebbero fin d’ora disporre dei 91 ospedali già in esercizio, di cui ci piacerebbe tanto conoscere nome e indirizzo; della rete telefonica ”più efficiente del mondo”; dei trasporti più celeri e sicuri; nonché del traffico cittadino più ordinato. E via barzellettando».
• Secondo una ricerca condotta da Nomisma per conto del Comitato Organizzatore di Roma 2004 l’olimpiade comporterebbe 2.750 miliardi di lire da investire in opere utili per la città, 2.758 miliardi di spesa pubblica, 5.356 miliardi di entrate fiscali per lo Stato, 13.417 miliardi di lire di reddito prodotto, 135.781 nuovi posti di lavoro, di cui 105.626 nel Lazio e 30.155 nel resto d’Italia (40.000 a tempo indeterminato in 12 anni), 7.662.405 turisti in più nel periodo 1998/2008.
• Per promuovere la candidatura Roma ha speso meno di tutti, 14 miliardi (4 per dossier e promozione pubblicitaria, 2,5 per gli stipendi, uno per le visite dei membri del Cio a Roma, un miliardo per la presenza a manifestazioni sportive, 5,5 miliardi non si sa per cosa). Otto miliardi sono stati forniti dagli sponsor: Acea, Aeroporti di Roma, Alitalia, Banca di Roma, Fiat, McDonald’s, Stet, Acer, Arthur Andersen, Benetton e Lega coop. Buenos Aires ha speso 20 miliardi, Atene 21, Stoccolma e Città del Capo 25. Per la corsa alle olimpiadi del 2000, poi persa, Berlino ne spese 80.
• Abolire le Olimpiadi?Un’occasione di cambiamento potrà forse essere data dalle Olimpiadi: cosa consiglia a Roma che spera di aggiudicarsele per il 2004?
«Di lasciar perdere, di evitarle. Io sono per l’abolizione totale dei Giochi olimpici che sono una manifestazione ipocrita, di finta pace, una macchina economica che ha camuffato la guerra fredda, dal ’45 alla caduta del muro di Berlino. E Samaranch, che si spaccia per un personaggio neutro, è stato un franchista. Le Olimpiadi sono un grande spettacolo, andrebbero bene per il Sudafrica, per far vedere al mondo quella realtà».
Eppure si tratta di un’occasione economica anche per molti giovani, qualcosa in cui sperano le forze politiche e il governo della città, che è un governo di sinistra...
«Io rispetto molto il sindaco di Roma che è un lettore di Carvalho. Ma tutti i politici di oggi sono politici di mercato. chiaro che Rutelli sostenga i Giochi Olimpici, non potrebbe fare altro» (Manuel Vàzquez Montalbàn).