Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  marzo 29 Sabato calendario

ìManuale di sopravvivenza a uso degli italiani onestiî

• Domanda. Nel 1990, Fidel Castro lanciò questo appello ai furbi: "Signori imprenditori, io vi invito a investire a Cuba. Dopo tutto, il peggio che poteva capitarci è già capitato: che il paese diventasse comunista". Domanda: quale imprenditore italiano accolse l’invito del dittatore cubano? Appena possibile, nel 1996, Giovanni Agnelli invitò Fidel a pranzo. I giornali parlarono della raffinatezza del menu (i giornali italiani: quelli cubani non arrivano in edicola).
• "Conosciuti bene i furbi, ci si vanta di esser fessi" (Mino Maccari).
• "Non bisogna avere che relazioni superficiali con chi respinge agli e cipolle, perché si tratta di caratteri deboli, incapaci di profondità” (Guido Ceronetti).
• I competenti, nove volte su dieci, parlano una lingua meno comprensibile dell’arte che vorrebbero spiegare.
• Modigliani. "Modigliari è un gentil pittore/ che a Parigi fa molto onore./ Se a Livorno fosse restato, / avrebbe fatto l’impiegato" (Mino Maccari, Italo Cremona).
• Berenson. Il mercante d’arte Joseph Duveen, di cui Berenson era consigliere, stava al centro di un vasto e turbinoso giro di corruzione, che scendeva fino al più umile impiegato del British Museum per risalire al re. Lo strano è che il giudizio è dello stesso Berenson, che quindi sapeva con chi trattava. Tutti informati che il Berenson visse a lungo e quotatissimo in Italia dove fece scuola.
• "La famiglia è uno stato che riceve autorità dalla noia, dalla convenienza e dalla paura di morir solo in casa" (Longanesi).
• "A proposito di illeciti arricchimenti politici, non vorrei esagerare dicendo...”Esageri, esageri. Soltanto l’esagerazione può avvicinarsi al vero”" (Longanesi).
• "I professori, se son buoni, non si accettano per ministri, se non son buoni diventerebbero ministri senza bisogno di logorarsi sopra una cattedra " (Francesca Ferrara, 1872).
• "Il motto della trota: ”Controcorrente, in acqua limpida”" (Camillo Sbarbaro).
• Il carcere produce effetti differenti su persone differenti. E’ possibile che Edgardo Sogno (un avventuroso, un d’Artagnan) si sia divertito. Certamente si diverti Felice Ippolito, perché lo ammise egli stesso. Scienziato esperto di energia nucleare, Ippolito non piacque a certi politici a cui non piaceva nemmeno quella fonte di energetica (tali politici sono i petrolieri). Finì dietro le sbarre, e il fisico Edoardo Amaldi commentò: "Una Caporetto della scienza". Ma non per Ippolito, che dopo l’esperienza scrisse: "In carcere mi sono divertito. E’ stata un’esperienza umana straordinaria. Là dentro esercitavo quel predominio assoluto che loro mi accusavano di detenere al Consiglio nazionale per l’energia nucleare. Il direttore del carcere veniva a consigliarsi con me su ogni cosa".
• La situazione carceraria da noi sta peggiorando progressivamente fin oltre il grado che raggiunse in Russia all’epoca di Lenin. Allora, a Novorossijsk, la polizia imprigionava un giorno alla settimana tutti gli abitanti del luogo. Che godevano dei seguenti vantaggi, rispetto agli italiani d’oggi: erano preparati, erano in compagnia, sapevano di tornare liberi (si fa per dire) dopo 24 ore, e avevano la consolazione dell’abitudine. Dimenticavamo: non pagavano avvocati e potevano ben dire che la legge è uguale per tutti.
• Cattolici. "Il Pci, prima di diventare Pds e andare al governo coi clericali, era già numericamente il secondo partito cattolico d’Italia, sebbene solo il 40 per cento dei suoi elettori ammettesse di credere in Dio e nella Chiesa".
• Il professor Giorgio Della Casa ha calcolato che per essere completamente informati sulla produzione letteraria del fisco, il più prolifico scrittore della penisola, bisognerebbe leggere 60 pagine al giorno di prosa sibillina, pari a circa cinque ore al giorno di decifrazione. Parliamo del fisco statale, trascurando quello locale.
• «Non fare mai causa quando si è dalla parte della ragione. E’ troppo rischioso. Si dovrebbe ricorrere ai tribunali solo quando si sa di essere in torto. Il giudice potrebbe facilmente sbagliare e darti ragione. In ogni caso la controversia si trascinerà per anni, dall’uno all’altro rinvio. Gli avversari possono spazientirsi e addivenire a un compromesso» (Luigi Barzini jr.).
• «Da noi le leggi si applicano ai nemici, si interpretano per gli amici» (Giolitti).
• «Neppure l’ingiustizia è uguale per tutti» (Alessandro Morandotti).
• Quanto ai martiri volontari, è di nuovo Prezzolini ad ammaestrarci: «Li rispetto tutti, di qualunque parte, ma non aggiungo un motivo di verità a nessuna dottrina». Ribadisce Gesualdo Bufalino: «Un’idea innaffiata dal sangue dei martiri non è detto che sia meno stupida di un’altra».