Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 21 settembre 1998
Dieci ore di incontri in sedici mesi
• Dieci ore di incontri in sedici mesi. Ecco la cronistoria della relazione fra Bill Clinton e Monica Lewinsky nelle pagine del rapporto di Kenneth Starr.
Luglio 1995 - La stagista Monica Lewinsky arriva alla Casa Bianca e non perde tempo: inizia subito il gioco di seduzione con il presidente. Per il momento è fatto di sguardi, ma lei confida a un amico: «Credo di aver catturato il suo interesse e che tra noi ci sia qualcosa».
• 15 novembre 1995 - Il primo incontro ha poco di romantico. Clinton quel giorno va e viene più volte dallo studio ovale all’ufficio del capo di gabinetto, dove Monica lavora, e a un certo punto i due si ritrovano soli. Lei si solleva la maglietta per mostrargli l’elastico del suo tanga che spunta sopra la cintola dei pantaloni. Per il momento finisce lì. Alle 20 si incontrano nuovamente. Monica passa davanti a un ufficio dove Clinton siede solo, lui la invita ad entrare, lei gli dice che lo ama, lui ride e la porta nel suo studio privato. Qui i due si baciano e lei gli lascia un biglietto con nome e numero di telefono. Che lui chiama due ore dopo invitandola e recarsi nello studio ovale dove il petting si fa esplicito: denudamento dei seni, masturbazione della ragazza che ricambia con sesso orale interrotto dal presidente prima dell’eiaculazione. L’ultima parte del cerimoniale si svolge mentre lui parla al telefono con un deputato democratico. La scena si ripete, tale e quale, a distanza di pochi giorni.
• 31 dicembre 1995 - La Lewinsky si aggira nei pressi della stanza da pranzo del presidente. Lui la vede e le offre un sigaro. Poi la porta nel suo studio e lei per la terza volta tenta di praticare fino in fondo un rapporto orale. Ma lui si trattiene.
• 7 gennaio 1996 - Il presidente telefona a casa alla Lewinsky e la convoca nello studio ovale per le solite attività. Neanche stavolta si arriva all’eiaculazione.
• 21 gennaio 1996 - La Lewinsky continua ad aggirarsi intorno alle stanze del presidente. Lui la vede e l’invita nello studio ovale, ma prima di dedicarsi al sesso orale, lei gli chiede qual è la natura della loro relazione. L’arrivo di un amico del presidente interrompe l’incontro.
• 4 febbraio 1996 - Il presidente telefona alla Lewinsky e l’invita nel suo studio. Consueto petting e sesso orale senza eiaculazione.
• 19 febbraio 1996 - Clinton telefona a casa alla Lewinsky: qualcosa non funziona. Lei preoccupata va alla Casa Bianca e lui le annuncia che tra loro tutto è finito.
• 31 marzo 1996 - Monica continua a ronzare nell’ala ovest della Casa Bianca. convinta che lui la ami ma che sia costretto a celarsi. Pertanto con la scusa di consegnare dei documenti il 31 marzo va nello studio ovale. Egli cede e, racconta la ragazza, quella volta si concentra unicamente su lei fino a penetrarla con un sigaro, che poi si mette in bocca commentando: «Sa di buono».
• 5 aprile 1996 - Timoty Keating, direttore del personale, informa Monica che dovrà essere trasferita a un nuovo incarico al Pentagono, fuori dalla Casa Bianca.
• 7 aprile 1996 - Nella domenica di Pasqua Monica racconta al presidente di essere stata licenziata e lui si mostra dispiaciuto. Le promette che se vince le elezioni la riporterà alla Casa Bianca e si slaccia i pantaloni. Lei inizia il solito rapporto orale, ma squilla il telefono. Lui risponde e mentre parla le chiede di continuare.
• Aprile - dicembre 1996 - Monica lavora al Pentagono da aprile e i due non si vedono. Ma si sentono. Le cinque telefonate che avvengono quando Hillary è fuori Washington: il 21 maggio, il 5 e il 19 luglio, il 5 settembre, il 22 ottobre e il 2 dicembre.
• Gennaio 1997 - Monica torna alla carica e chiede con insistenza alla segretaria del presidente Betty Currie di incontrare il presidente. Lui alfine acconsente. Ma non c’è sesso.
• 28 febbraio 1997 - il giorno del compleanno di Chelsea. La Lewinsky in abito blu presenzia a un discorso radio del presidente. Poi passa nello studio ovale e chiede a Clinton di baciarla. Lui si butta sul romantico e le regala una spilla e un’edizione delle ”Foglie d’erba” di Walt Whitman. Poi la sveste, la tocca e inizia il solito rapporto orale. Ma quando lui fa per allontanarla, lei insiste chiedendogli di poterlo portare fino in fondo. E il vestito rimane macchiato.
• 29 marzo 1997 - Clinton si è fatto male al ginocchio in Florida e riceve Monica con le stampelle. La bacia appassionatamente e le slaccia la camicetta. Lei si abbassa la cerniera dei calzoni per facilitargli il compito e mostrargli che non porta le mutande. Lui ci casca e lei tenta di farsi penetrare. Ma Clinton dopo un breve contatto fra i genitali si ritrae e la induce alla solita pratica, fino all’eiaculazione. il loro ultimo rapporto sessuale.
• 24 maggio 1997 - Clinton convoca Monica alla Casa Bianca alle 11 di sera. Il presidente la prende sotto braccio, le racconta di aver avuto centinaia di donne, le dice che lei è bellissima e incantevole, le assicura eterna amicizia. E la molla. Lei prova con i consueti argomenti, ma non c’è niente da fare.
• 4 luglio 1997 - Monica è arrabbiata perché lui l’ha lasciata, e non le ha neanche trovato un lavoro ben remunerato come lei gli ha chiesto. Lui la riceve alla Casa Bianca. Lei piange. Lui si ammorbidisce e le dice che vorrebbe avere più tempo da dedicarle. Monica perde il senso del limite e fantastica su un loro matrimonio alla fine del mandato presidenziale.
• 16 agosto 1997 - Monica tenta di riprendere la relazione sessuale col presidente. Va nello studio ovale, gli porta dei regali, lo bacia proponendo sesso orale. Ma lui non vuole. proprio finita.
• Ottobre - dicembre 1997 - Monica contatta più volte la segretaria del presidente per discutere sull’offerta di lavoro all’ONU. Il 6 dicembre si reca per l’ultima volta alla Casa Bianca, carica di doni, ma Betty Currie le dice che il presidente è impegnato coi suoi avvocati. Dai funzionari del servizio segreto apprende però che Bill è nella sala ovale con la figlia di Walter Mondale. E lei commenta: «Porco».