Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 13 settembre 1997
Alberto Luca Recchi
• Specie di squali esistenti: più di 370. Di cui pericolosi: una quantina al massimo.
• Alcuni squali sono piatti come razze, vivono sul fondeo del mare e si cibano di piccoli pesci o di crostacei. Altri sono lunghi come un autobus. Ma buoni: ingoiano solo placton. Altri ancora sono così piccoli da stare nel palmo della mano.
• I denti dello squalo bianco sono triangolari, con un margine seghettato che li rende taglientissimi. Perfettamente simmetrici al punto che alcune tribù della California li utilizzavano come punte di frecce senza apportare alcuna modifica. Ogni squalo ha, dietro la prima di denti, altre sette file pronte a sostituire i denti perduti. Uno squalo bianco nel corso della sua vita (30-40 anni) ne usa, perde e rimpiazza migliaia.
• Molti squali assaggiano la preda con i recettori posti sul muso. Lo squalo bianco dà un solo morso, poi aspetta che la vittima muoia dissanguata e intanto le nuota intorno.
• Lo squalo bianco, cioè il pescecane propriamente detto, è presente nel Mediterraneo. A Malta è stato pescato l’esemplare più grosso: 7 metri e 14 centimetri. A sud della Sicilia esiste uan vera e propria ”nursery” di squali bianchi. Le femmine troverebbero questa zona ideale per mettere al mondo i piccoli.
• Nel Mediterraneo quasi la metà degli attacchi di squalo è avvenuta in Italia (22 casi, il 44 per cento di tutti gli attacchi registrati ufficialmente dall’European Shark Research Bureau). Ultimo caso registrato in Italia (30 luglio 1991): a venti metri dalla riva uno squalo a dato tre morsi a un kaiak su cui si trovava Ivana Iacaccia e poi è fuggito. I casi di persone uccise dallo squalo bianco sono rarissimi: in questo secolo in Italia solo sette, molte meno di quelle uccise dalle vespe.
• Lo squalo non ha ossa: cranio, vertebre e raggi delle pinne sono fatti esclusivamente di cartilagine. Se tirato fuori dall’acqua, lo squalo muore schiacciato dal suo peso: gli organi non protetti da gabbia toracica e costole si comprimono e si spappolano.
• Il fegato di uno squalo lungo otto metri pesa 700 kg.
• Gli squali non dormono e nuotano senza fermarsi per tutta la vita.
• Corteggiamento. Il maschio dà alla femmina morsi ben assestati sul dorso, sulle pinne, sui fianchi. La femmina ne viene eccitata e, attraverso i morsi, tenuta ferma. La verdesca ha la pelle tre volte più spessa del maschio proprio per questa ragione.
• Amore. Gli squali piccoli si avvinghiano, quelli grandi si uniscono paralleli, testa contro testa, pancia contro pancia. Il membro maschile penetra l’organo femminile e per non sfilarsi si aggancia con la punta che è a forma di ancoretta o di uncino. Se la femmina è troppo irrequieta, il membro maschile può strapparsi (ma ogni squalo è provvisto di due membri che continuano a crescere per tutta la vita). Per non sciupare l’attività riproduttiva, la femmina conserva nel corpo lo sperma vivo anche per due anni.
• Gli squali hanno sette sensi. Il sesto è una sorta di tatto a distanza: grazie a due ”linee laterali”, una per ogni fianco del corpo, percepiscono le onde di pressione create dai movimenti della preda anche a centinaia di metri di distanza. Il settimo senso consiste nella capacità di percepire i campi elettrici attraverso pori del muso detti ”ampolle del Lorenzini”.
• Uno squalo annusa una parte di sangue in 100 milioni di parti di acqua. Alcuni tipi di squalo individuano pezzetti di cernia in una concentrazione paria a una parte su dieci miliardi, più o meno come una goccia di vino in una piscina.
• Se si afferra uno squalo per la punta del muso e lo si gira a pancia in su, lo si ammansisce di colpo.
• Nello stomaco di una verdesca catturata nell’Adriatico sono stati trovati un’impermeabile, tre cappotti, una targa di automobile. In altri sono stati trovati bottiglie, rotoli di carta da parati e barilotti di chiodi.
• Un piccolo squalo brasiliano (Isistius brasiliensis) aderisce con le labbra al corpo di prede molto più grandi e succhia così forte da aspirare un pezzo di carne che poi taglia e inghiotte.
• Lo squalo è attratto dal giallo.
• Ogni anno milioni di squali sono uccisi dagli uomini. Vengono pescati per le carni, per la pesca sportiva o per sbaglio. La vera minaccia è rappresentata dalla cucina orientale (Cina) che richiede enormi quantità di pinne di pescecane.
• Il finning, cioè lo ”spinnamento”, è la principale causa di morte per gli squali. Gli si taglia la pinna e li si ributta in acqua. Muoiono allora di una morte atroce, soffocati perché non possono più nuotare in equilibrio e ossigenare le branchie.