Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 13 luglio 1996
ìLa vita del Budda. Un’interpretazione biograficaî
• Frase pronunciata da Ryunosoke Akutagawa un attimo prima di suicidarsi: «La natura mi sembra più bella che mai. Per questo vi poso gli occhi per l’ultima volta».
• Shakyamuni, più tardi il Budda ("l’Illuminato", "il Risvegliato").
• Modi con cui Devadatta attentò alla vita del Budda. Dapprima gli mandò dei sicari, ma costoro, giunti in sua presenza, s’inginocchiarono colmi di venerazione. Egli stesso poi, dalla cima del monte Gridhrakuta, fece rotolare su di lui un masso di roccia che però lo sfiorò appena. Infine lasciò libero un elefante imbizzarito che avrebbe dovuto schiacciare l’Illuminato mentre questi chiedeva l’elemosina. Anche l’elefante, al dunque, fu però colto da sacro timore.
• Le donne, ”animalità incarnata”, ”causa dei cinque ostacoli”.
• Nel monastero i monaci si attengano a 250 precetti, le monache a 500.
• Il bandito Angulimala tagliava le dita alle sue vittime e se le poneva in capo a mo’ di capelli. Fu detto in cinese Chih-man, ”Parrucca di dita”.
• Un ricco mercante di Savatthi, volendo rendere più solenne la propria cerimonia di nozze, pretese che cinquecento brahmani invitati al banchetto si presentassero completamente nudi. La sposa Vishaka si oppose e e parlò al marito e ai familiari degli insegnamenti di Shakyamuni, subito convertendoli.
• «I princìpi etici che presiedono alla pratica della questua vogliono che i membri dell’ordine mangino qualsiasi cibo venga loro offerto senza discriminazione alcuna. Tuttavia, essendo anch’essi esseri umani, spesso i monaci mendicanti trovavano il cibo offerto loro dai poveri non propriamente appetitoso. La cosa non sorprende se si pensa che la maggior parte dei monaci erano giovani provenienti da famiglie ricche. Di conseguenza, si dice, essi avevano una certa tendenza a camminare lentamente davanti alle case dei ricchi, comportandosi in modo da attirare la loro attenzione, mentre se ne andavano di buon passo quando passavano davanti alle dimore dei poveri. Ma Mahakashyapa faceva eccezione: egli seguiva gli insegnamenti del Budda sia nello spirito che nella pratica e mendicava con grande dignità ovunque, senza mostrare alcuna parzialità verso chi compiva l’offerta».
• Al brahmano che affermava: «Non può esistere una verità oggettiva! Tutte le verità sono relative!», il Budda rispose: «Questa che tu dici è però una verità assoluta!». Il brahmano subito si convertì.
• I monaci erano invidiosi di Shariputra e Maudgalyayana, per la preferenza che il Budda accordava loro.
• Mentre dormiva nella cella del fuoco sacro, in casa di Uruvela Kashyapa, ecco che, come gli era stato predetto, apparve il seprente maligno. Egli però esibì unbtale atteggiamento di compassionevole bontà e misericordia, che il serpente ne fu placato.
• Vivendo un giovane con una prostituta, questa lo derubò e fuggi con tutti i suoi averi. Il giovane e la sua famiglia si diedero a inseguirla, erano in tutto trenta coppie ed ecco, giunti nella foresta di Uruvela, incontrarono il Budda che meditava. «Piuttosto che affannarvi a cercare una prostituta, non sarebbe meglio che vi dedicaste a cercare voi stessi?» disse il Risvegliato, e quelli subito si convertirono.
• I cinque asceti non volevano credere che Shakyamuni avesse raggiunto l’illuminazione: come si poteva credergli dato che, sotto i loro occhi, aveva abbandonato le pratiche dell’ascesi per vivere vpiù comodamente? Shakyamuni però chiese loro se lo avevano mai visto così raggiante e sicuro o se lo avevano mai sentito parlare in quel modo. Essi ammisero che no e si accettarono infine di ascoltare i suoi insegnamenti iniziando una vita comune a Sarnath. Tale doveva essere l’aura di sicurezza e autorità presente nell’aspetto di Shakyamuni!
• L’illuminazione, raggiunta sotto l’albero della Bodhi, fu in un certo senso un grido di meraviglia.
• I cervi si aggirano di preferenza intorno a coloro che hanno carattere di santità.
• Il demone più potente è Tenjima, cioè l’"ignoranza essenziale".
• ”Ascesi”, in sanscrito tapas, cioè calore: restare in piedi o seduti sotto il sole cocente finch0 la carne non ne sia completamente ustionata.
• Il digiuno da ventiquattr’ore a una settimana è per i principianti. Chi si trova a uno stadio più avanzato digiuna per un mese, o due, o sei. Nove degli undici discepoli di Niganta Nataputta digiunarono fino alla morte e raggiunsero così la liberazione definitiva.
• Istruzioni lasciate dal Budda prima di morire: «Prendete il vostro io come rifugio. Non cercate rifugio in altri che in voi stessi. Siate voi stessi la vostra isola».