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 1997  dicembre 13 Sabato calendario

In Kenia, Mali, Sudan e Nigeria si ritiene che il clitoride sia un organo aggressivo pericoloso per l’organo sessuale maschile e capace di danneggiare il bambino durante il parto

• In Kenia, Mali, Sudan e Nigeria si ritiene che il clitoride sia un organo aggressivo pericoloso per l’organo sessuale maschile e capace di danneggiare il bambino durante il parto. In Etiopia e Somalia si crede che, se non vengono recisi, gli organi genitali esterni femminili penzoleranno tra le gambe come quelli dell’uomo. Particolarmente radicata la credenza che il clitoride rappresenti la parte mascolina della ragazza, come il prepuzio rappresenta la parte femminile del ragazzo: solo eliminandoli i giovani diverranno inequivocabilmente donne e uomini.
• Donne che hanno subìto e tuttora fanno subire alle loro figlie la mutilazione sessuale: circa 100 milioni, in più di 30 paesi del mondo.
• Il gruppo ebreo dei Falas in Etiopia e i nomadi del Sudan praticano la mutilazione nei primi giorni di vita; in Egitto e in altre nazioni dell’Africa centrale verso i sette anni; gli Ibo della Nigeria solo poco prima del matrimonio; gli Abo (Nigeria centro-occidentale) quando la donna è incinta del primo figlio.
• Per evitare che restassero incinta, alle schiave dell’antica Roma venivano infilati attraverso le grandi labbra degli anelli di metallo.
• Le cinture di castità vennero introdotte in Europa dai crociati nel XII secolo.
• La clitoridectomia, fino a poco tempo fa, era praticata come rimedio chirurgico alla masturbazione sia in Europa che negli Stati Uniti.
• Donne che hanno subìto e tuttora fanno subire alle loro figlie la mutilazione sessuale-genitale: circa 100 milioni, in più di 30 paesi del mondo.
• Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è dovuta alla mutilazione sessuale circa la metà delle 500mila morti di donne e dei 4 milioni di decessi di neonati che si verificano ogni anno nel terzo mondo durante la gravidanza o il parto.
• La circoncisione femminile e l’infibulazione ebbero origine in Egitto.
• La mutilazione genitale viene propagandata soprattutto dalla religione musulmana, in particolare in Arabia Saudita, Egitto, Somalia, Sudan, Djibuti, Indonesia e Pakistan. praticata da musulmani, cattolici, protestanti, copti, animisti, non credenti.
• Attualmente la mutilazione genitale si sta diffondendo nelle comunità di immigrati in nord America e in molti paesi europei. Francia, Gran Bretagna e Usa hanno incluso nei loro codici penali norme che puniscono chi la pratica.
• Nella maggior parte dei paesi musulmani la donna non escissa è considerata najasa, cioé impura.
• Il desiderio dei genitori di far circoncidere le loro figlie è tale che vengono appositamente organizzati viaggi nei paesi d’orgine. Altra soluzione: si chiama qualcuno che la esegua in clandestinità, spesso sul tavolo della cucina, senza nessuna norma igienica.
• Tipi di mutilazione genitale femminile: - circoncisione (nei paesi musulmani nota come «sunna», tradizione): taglio del cappuccio del clitoride; - recisione: taglio del clitoride e di tutte o parte delle piccole labbra; - infibulazione: asportazione del clitoride, delle piccole labbra e almeno dei due terzi anteriori delle grandi labbra. I due lati della vulva vengono poi attaccati insieme con sature in seta o minugia, o usando piccole spine. L’accesso vaginale è ridotto a una piccola apertura che permette il passaggio dell’urina e del flusso mestruale, ottenuta inserendo sottili pezzetti di legno o una cannuccia di bambù; - intermedio: rimozione del clitoride e di alcune parti o di tutte le piccole labbra. Talvolta vengono asportate e suturate le grandi labbra.
• Eccetto rari casi di ricovero in ospedale (in Egitto, Sudan e Somalia), le mutilazioni vengono inflitte senza l’uso di anestetici.
• Complicazioni che possono intervenire a breve termine: emorragia per la rescissione dell’arteria vulvare o dell’arteria dorsale del clitoride; shock post-operatorio (la morte viene evitata solo con rianimazione d’emergenza e trasfusioni); lesioni ad altri organi, dallo sfintere anale alla vescica; gli strumenti raramente vengono sterilizzati, la pratica è tra le cause di morte per tetano e Aids. Complicazioni che possono intevenire a breve termine: frequenti le infezioni croniche dell’utero e della vagina; formazioni di cicatrici cheloidi, cisti dermoidi, fistole e prolassi; incontinenza: molte delle donne mutilate mettono continuamente urina; dismenorrea; sviluppo di neurinom nel punto di sezione del nervo dorsale del clitoride: tutta l’area genitale è perennemente e insopportabilmente sensibile al tatto; sterilità; dispaurenia (rapporti sessuali dolorosi). Durante il parto il dolore può essere tanto forte da causare inerzia uterina: il travaglio lungo e difficile può causare la morte del feto.
• In Kenia, Mali, Sudan, Nigeria, si ritiene che il clitoride sia un organo aggressivo che può essere pericoloso per l’organo sessuale maschile e può danneggiare il bambino durante il parto. In Etiopia e Somalia si crede che, se non vengono recisi, gli organi genitali esterni femminili penzoleranno tra le gambe come quelli dell’uomo. Particolarmente redicata la credenza che i clitoride rappresenti la parte mascolina della ragazza come il prepuzio rappresenta la parte femminile del ragazzo: solo eliminandoli i ragazzi diverranno inequivocabilmente donne e uomini. Inoltre, si tenta di limitare il desiderio sessuale della donna, favorendone la castità.
• In Somalia una donna non infibulata viene ridicolizzata e rischia di essere espulsa dalla comunità. Quasi nulle le possibilità che trovi un marito, malgrado la sua verginità.
• I paesi dove è stata riscontrata la più alta percentuale di donne sottoposte a infibulazione sono Sudan del nord, Somalia e Djibuti. Il Sudan è il primo paese che ha tentato di eliminare la circoncisione femminile, 50 anni fa. Tuttavia ancora oggi più dell’80% delle donne continua a subire la mutilazione.