Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 28 febbraio 2000
«Se è vero che la cattiva musica ha un posto immenso nella storia sentimentale della società (Marcel Proust), allora non è necessario spremersi il cervello per capire Sanremo, la sua spropositata fama nazionale, la solenne dabbenaggine con la quale, ogni anno, ci si riaccosta a questo allegro strazio»
• «Se è vero che la cattiva musica ha un posto immenso nella storia sentimentale della società (Marcel Proust), allora non è necessario spremersi il cervello per capire Sanremo, la sua spropositata fama nazionale, la solenne dabbenaggine con la quale, ogni anno, ci si riaccosta a questo allegro strazio».
• «Lo sbaglio è proporzionale alla mole che lo contiene, a tal punto da incarnare l’idea stessa di Grande Sbaglio. Sono in molti a chiedersi: cosa ci fa Pavarotti a Sanremo? La prima sera l’ha vissuta in stato catatonico, da assente, mito svaporato. Sembrava Capitan Findus e i suoi sorrisi di maniera lasciavano intuire la trepidazione di Nicoletta: temeva che le luci dell’Ariston lo scongelassero [...]».
• Piero Chiambretti dalle frequenze di Radio Kiss Kiss Network: «La cosa meno pesante di questo Sanremo è Pavarotti [...] L’appello di Jovanotti? Sarà quello che ricorderemo di questo festival».
• Natalia Aspesi su Inés Sastre: «C’era chi si chiedeva: è possibile che in tutta l’Italia non ci sia una giovane donna degna di stare tra il cicciotto Pavarotti, l’educato Fazio e l’ingrigito Teocoli, che nessuno ha pensato di sostituire con un cicciotto americano, un educato cinese, un ingrigito polacco? Sì, è possibile, perché da noi arrivano alla piccola notorietà televisiva e cinematografica concessa alle donne del nostro paese, ragazze tutte uguali, truccate allo stesso modo, poppute allo stesso modo, sederone allo stesso modo, svestite allo stesso modo, impersonali e intercambiabili e a loro si chiede raramente di essere protagoniste, ma solo parte del paesaggio, comparse carine che piacciono alla famiglia riunita, e che pur essendo in carne, non suscitino cattivi pensieri».
• «Ha un sorriso splendente ma che non scalda Inés Sastre [...] Incapace di suscitare un sia pur vago brivido di sensualità, nonostante i reiterati cambi d’abito, e neppure quella vampata di passione provocata lo scorso anno dall’innocente Laetitia Casta. Se questa è l’immagine femminile che Sanremo 2000 voleva lanciare, forse per assicurarsi, nell’anno del Giubileo, una presenza carina che non suscitasse cattivi pensieri, ha centrato il bersaglio».
• Gigi D’Alessio è convinto di essere protetto da una collanina che infatti non si toglie mai, con il ritratto della madre, quello della Madonna di Lourdes, una medaglietta di Gesù e una di Padre Pio.
• Spagna prima di cantare si è fatta il segno della croce e ha recitato l’Avemaria («Lo faccio sempre prima di andare in scena»), Masini ha degustato acciughe, Fabio Perversi, nuovo acquisto dei Matia Bazar, si è fatto fare una puntura contro la nausea, Alice ha chiesto di rimanere sola 10 minuti.
• Tempo fa il Dalai Lama ha donato una preghiera a Spagna perché la musicasse: «Da allora hanno detto che sono diventata buddista, ma non è così. Sono cristiana e credente. Vado in chiesa quando non c’è nessuno e accendo quattro candele perché in famiglia eravamo in quattro». Amedeo Minghi ha compiuto con Tosca due pellegrinaggi in Terra Santa, ha composto una canzone dedicata a Gerusalemme e una al Papa e dopo 25 anni di matrimonio si è risposato in chiesa con il rito cattolico. Alice, reduce da un giro di concerti per chiese e cattedrali, si è presentata a Sanremo con una canzone d’amore scritta dall’ex monaco benedettino Juri Camisasca. «Il mio ultimo album è un viaggio non nella musica sacra, ma alla ricerca del sacro nella musica. Io vengo da una famiglia laica e ho ricevuto un’educazione cattolica superficiale, ma non ho mai smesso di interrogarmi, di esplorare la spiritualità di altre culture e religioni. Ho avuto la fortuna di incontrare il Dalai Lama, ma non sono diventata buddista». Umberto Tozzi, tornato al Festival dopo un’assenza di cinque anni, finalmente ha coronato il suo sogno di risposarsi in chiesa (la moglie Monica Michelotto, ex indossatrice, attendeva da anni l’annullamento del primo matrimonio).
• Samantha De Grenet aveva proposto un brunch serale con gli amici per commentare e spettegolare in relax gli avvenimenti del Festival « un po’ come Luna Rossa, ci si ritrova insieme, si mangia qualcosa e ci si diverte a fare gli esperti».
• Per Alessandra Mussolini Sanremo è uno spaccato della società e delle nuove tendenze: «Un vero politico lo deve seguire per riuscire a capire anche dalle canzoni i disagi e le aspettative della gente».
• Paolo Crepet, psicologo, su Sanremo e Luna Rossa: «Finalmente qualcosa ci ha risvegliato dal coma e ci ha ricordato che esistono ancora le emozioni».
• «Quello del Festival è uno strano circo, sempre immutato nel suo divenire, che congela gli italiani davanti a una scatola nera qualunque cosa faccia e qualunque cosa dica. Anche quando non c’è, lascia la gente ferma ad aspettarlo come in una incomprensibile commedia dell’assurdo: è successo con la Nazionale, 3 milioni di spettatori in più regalati da questa grottesca fiera paesana».
• Costo dell’abbonamento alle cinque serate del Festival: primo settore platea 1.900.000, secondo settore 1.265.000 lire, galleria 1.000.000 di lire. Per la sola finalissima: 900.000 lire, 505.000 lire, 440.000 lire. Sanremo 2000 è costato alla Rai 3 miliardi meno della precedente edizione. Il festival più caro della storia è stato quello di Aragozzini del 1990.
• Compensi dei presentatori: Fazio 100 milioni a serata, Pavarotti 150, Sastre 70 (30 in meno rispetto a Laetitia Casta), Teocoli 60, Marcuzzi 35.
• Pavarotti aveva deciso di devolvere il suo cachet in beneficenza all’Aim (Associazione italiana per la lotta alla miastenia), ma secondo il settimanale ”Panorama” la Finanza di Bologna potrebbe chiederne alla Rai il sequestro cautelativo (in vista della prima udienza del processo per frode fiscale). Il tenore ai giornalisti: «I soldi non voglio neanche vederli. Sarebbe bello che la beneficenza andasse direttamente alla fonte, senza passaggi intermedi».
• Staffan De Mistura, rappresentante Onu in Italia, a Sanremo per portare il messaggio di Kofi Annan sull’azzeramento del debito dei paesi poveri, si è detto entusiasta di trovarsi al festival di San Marino. Mario Maffucci, responsabile dell’organizzazione del Festival, presentando Pavarotti alla conferenza stampa di mercoledì lo ha chiamato «maestro Jovanotti». Domenico Gramazio, parlamentare di An, lunedì scorso ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente a D’Alema e al ministro Cardinale chiedendo «chiarezza sul sistema di Televoto impiegato nelle votazioni a Sanremo», perché il vantaggio economico per la Telecom violerebbe le regole della libera concorrenza. Replica della Telecom: quest’anno al Festival il Televoto non c’è (quella presentata da Gramazio era la fotocopia di una interrogazione degli anni passati).
• Carla Bruni infuriata con se stessa per aver tenuto il cellulare spento nei giorni in cui Fazio sceglieva la valletta per Sanremo: «Quando mi hanno cercato per offrirmi di condurre la manifestazione ero in Marocco. In una di quelle vacanze in cui stacchi tutte le spine dal mondo: prima fra tutte quella del telefonino. Non avrei mai immaginato per quale motivo mi stessero chiamando. Così Inés ha preso il mio posto».
• Aldo Nove: «[...] Jovanotti-Cossutta in pratica ha detto che il governo deve abolire il debito dei negri nei nostri confronti. Ora questo è scorretto per almeno due motivi: il primo, questa cosa è una pubblicità del governo. Il secondo, se i negri non devono più pagare debiti poi hanno i soldi per prendere il biglietto e venire qua in Italia a portarci via il lavoro e a scopare le nostre mogli [...]».
• «Chiudi gli occhi, sogni Sanremo e ti ricordi il nulla. Non un palpito, una ciocca, una schiena, un capezzolo, un calzino o una bretella da imitare».