Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 24 gennaio 1998
Chi addestra i cani al soccorso dice che questi animali hanno bisogno di trovare un certo numero di persone vive, altrimenti la delusione che provano li porta addirittura a rifiutarsi di proseguire il lavoro
• Chi addestra i cani al soccorso dice che questi animali hanno bisogno di trovare un certo numero di persone vive, altrimenti la delusione che provano li porta addirittura a rifiutarsi di proseguire il lavoro. Durante la ricerca delle vittime sepolte dalla bomba di Oklahoma City, una soccorritrice si accorse che il suo cane era depresso per i continui insuccessi e per incoraggiarlo sistemò un uomo vivo tra le macerie. Dopo averlo trovato l’animale riprese il lavoro con slancio.
• Rolf, pastore tedesco che viveva con una famiglia di casellanti: nel 1929 venne investito da un treno e perse entrambe le zampe sinistre: lasciato per morto, si curò da solo leccandosi le ferite e strappando dai moncherini i frammenti d’osso e poi tornò a casa. Nel giro di tre settimane fu di nuovo in grado di stare in piedi, anche se doveva praticamente sempre galoppare, anche da fermo, per mantenere l’equilibrio. Esaminato dagli studiosi, venne sperimentato su percorsi a ostacoli preparati per addestrare i cani "da guerra". Rolf riuscì perfino a imparare a salire una scala a pioli. Non mostrò mai di avere paura dei treni.
• Rupert Sheldrake, ex direttore del dipartimento di biologia cellulare e biochimica dell’Università di Cambridge e socio ricercatore della Royal Society, nel dicembre del 1996 ha presentato uno studio basato su riprese in "candid camera" di cani che stavano in casa mentre i proprietari stavano per tornare dal lavoro: il 46% dei cani "sapeva" che il padrone stava per rientrare già un’ora prima dell’arrivo. Sheldrake definisce questo legame tra animale e essere umano "un campo morfico", una sorta di "elastico teso".
• Secondo una tesi scientifica molto antica, l’olfatto del cane è superiore al nostro 100 milioni di volte. Mentre il naso umano è composto da 5 milioni di cellule olfattive, quello di un pastore tedesco ne possiede 200 milioni. Negli esseri umani un odore può riportare alla mente un’emozione, nei cani non è necessario che entri in campo la memoria: fiutare e sentire sono in sostanza la stessa cosa.
• Non appena appare la madre, i cuccioli le si fanno incontro festanti: è forse il residuo di una cerimonia di saluto osservata nei lupi, che si salutano agitando la coda, leccandosi a vicenda e mordicchiandosi il muso l’uno con l’altro.
• «I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani, che sono incapaci di amore puro e devono sempre mescolare amore e odio nelle loro relazioni con l’oggetto» (Freud).
• Uno degli odori della traspirazione è dovuto all’acido butirrico. Un grammo di acido butirrico contiene 7.000 milioni di miliardi di molecole. Se un grammo di acido butirrico venisse sparso in un palazzo di 10 piani un uomo riuscirebbe a percepirne l’odore solo se respirasse una boccata d’aria da una finestra proprio in quel preciso momento. Se lo stesso grammo venisse sparso in una città delle dimensioni di Amburgo, un cane potrebbe percepirlo da qualsiasi punto fino ad una altezza di 100 metri.
• Un lupo addormentato può fiutare il pericolo a 2 chilometri circa di distanza. Un cane continua a dormire se si alza il volume della musica, ma si sveglia se gli si mette sotto il naso del cibo.
• Un lupo addormentato può fiutare il pericolo a 2 chilometri circa di distanza. Un cane continua a dormire se si alza il volume della musica, ma si sveglia se gli si mette sotto il naso del cibo.
• I maschi di lupo maturano sessualmente molto più tardi dei cani: un lupo maschio è, dal punto di vista ormonale, pienamente maturo (cioè pari a un uomo di 25 anni) non prima dei 5 anni, mentre la maggior parte dei cani lo è intorno ai 7 mesi. Le femmine di lupo hanno l’estro una sola volta l’anno, per i cani questo avviene in media ogni sette mesi. Inoltre, mentre il lupo è generalmente monogamo, il cane manifesta promiscuità sessuale. Nei branchi di lupi il lupo alfa, cioè il capobranco, ha caratteristiche fisiologiche che lo distinguono dagli altri esemplari: il battito cardiaco, per esempio, è più elevato, forse per lo stress legato al suo compito.
• Lo studioso tedesco Eberhard Trumler ipotizza che non siano stati i lupi a unirsi al genere umano, ma viceversa: i lupi, filogeneticamente più antichi di noi e molto ben equipaggiati per la caccia, non avevano "bisogno" dell’uomo. E’ possibile che alcuni gruppi di cacciatori abbiano seguito i branchi di lupi nell’attesa che essi catturassero la preda per poi allontanarli e impossessarsi del bottino.
• I lupi sarebbero stati addomesticati dagli uomini in un periodo non meglio precisato tra i 10.000 e i 20.000 anni fa. Sembra che l’addomesticamento abbia avuto luogo nell’Asia sud-occidentale alla vigilia o agli inizi del mesolitico, circa 10.000 anni prima di Cristo. Secondo il naturalista Jared Diamond i grandi mammiferi sono stati addomesticati tra l’800 e il 2500 a.C., e questo processo sarebbe cominciato proprio col cane, continuando solo dopo con maiali, pecore e capre e ancora più tardi con i cammelli, i dromedari e i bufali d’acqua.
• Tutti i cani (oggi ne esistono più di 400 razze) discendono dal progenitore lupo. Tutti appartengono a una sola specie, definita "Canis familiaris" nel 1758 da Linneo.
• In Germania gli addestratori di cani usano la parola Gefuehlsinn (percezione dei sentimenti) per definire il fatto che il cane riesce ad intuire lo stato d’animo dell’uomo.
• Nel 1994 il 35% delle famiglie americane possedeva un cane (i cani erano in tutti gli Stati Uniti più di 52 milioni).
• Esperimenti condotti nel 1954 da A. J. Brodbeck dimostrano che l’alimentazione non è componente essenziale per lo sviluppo del legame affettivo nei cani: un gruppo di cuccioli veniva alimentato da una macchina, un altro da un essere umano. I cuccioli alimentati dall’uomo lanciavano un numero di richiami vocali più alto, ma questa è stata l’unica differenza tra i due gruppi. Dunque, l’amore del cane non nasce per condizionamento da quello che gli offre l’uomo.
• Neotenia: persistenza dei caratteri giovanili anche nell’età adulta. Tra gli animali, il lupo è forse il meno neotenizzato, un esemplare adulto è assolutamente indipendente; il cane domestico, invece, tende a neotenizzarsi anche per mantenere più saldo il legame con gli altri membri della sua specie ma soprattutto con gli esseri umani.
• Negli anni Trenta in Germania Bastian Schmid condusse complessi esperimenti sulla capacità dei cani di tornare a casa e dopo aver concluso che né l’odorato né la vista potevano giustificare eccezionali "ritorni canini", si sentì costretto a tirare in ballo un non meglio identificato "senso dell’orientamento assoluto". Nei suoi studi parla anche di Heimweh, letteralmente "dolore di casa", cioè nostalgia.
• I terranova sono in grado di trainare barche in difficoltà fino a riva: possono trascinare controcorrente pesi pari a circa 1200 chili.
• Hachi-Ko, un akita giapponese di proprietà di un professore universitario, aspettava il suo padrone ogni sera alla stazione, per scortarlo fino a casa. Per 10 anni, dopo la morte del padrone (avvenuta nell’inverno del 1925), Hachi-Ko (che aveva trovato una nuova famiglia presso gli amici del professore) ha continuato ad andare ogni sera alla stazione di Shibuya ad aspettare il padrone. Quando il cane morì, a 12 anni, venne indetta una giornata di lutto nazionale, la razza akita fu dichiarata monumento vivente e nella stazione venne eretta una statua in suo onore.