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 1998  novembre 16 Lunedì calendario

La scorsa settimana i tassisti romani hanno scioperato da lunedì fino a giovedì

• La scorsa settimana i tassisti romani hanno scioperato da lunedì fino a giovedì. Forma di protesta: ”yellow cab”, che prevede il solo trasporto di donne incinte e disabili. Capo della protesta, Carlo Bologna, portavoce dell’Associazione italiana tassisti, alla guida dei cortei con la testa infilata in una gogna: «Non chiamatemi più Masaniello: mi sbaglio o è finito male, ammazzato e tradito dai suoi? A me nun me tradiranno. Meglio se mi chiamate Spartacus, lo schiavo ribelle che iniziò una lunga lotta contro il potere».
• Licenze di taxi a Roma: 5.820, 4,5 per chilometro quadrato, cioè un taxi ogni 456 abitanti (a Parigi uno ogni 126, a Londra uno ogni 389, a Berlino uno ogni 500 abitanti). Punti di stazionamento: 197 (1.504 posti auto); centrali radiotaxi: 7. Tempo medio d’attesa per l’arrivo di un taxi: 5 minuti e 23 secondi nelle zone centrali, 7 minuti e 6 secondi nelle aree semicentrali, 12 minuti e 21 secondi in periferia. Tariffa d’inizio corsa: 4.500 lire. Costo della licenza: 250 milioni di lire (rivenduta al momento della pensione, è la liquidazione dei tassisti). Pensione: 600-700 mila lire al mese dopo 35 anni di lavoro.
• «Lo vuol sapere quanto guadagno io? Incasso medio, l’uno per l’altro, la giornata buona per quella cattiva, fanno 130-150 mila lire. Dalle quali bisogna togliere Inps, Inail, Irpef, macchina, benzina, bollo e assicurazione: diciamo 80-90 mila lire. E non dobbiamo star male, non dobbiamo intruppare con la macchina»; «Senza ferie, e si t’ammali nun guadagni»; «Ieri mi ha chiamato un tassista che è finito sulla sedia a rotelle e prende 630 mila lire al mese. Io dico: può campare? No che non può. Non è una scena, sono storie drammatiche che affiorano nel caos della battaglia. Se non fosse per la solidarietà dei colleghi, questa gente come farebbe a tirare avanti?».
• Il comune di Roma ha messo a punto un piano di liberalizzazione (nel 1995 l’Antitrust bocciò i taxi capitolini per l’onerosità delle tariffe e l’inefficienza del servizio) che prevede: facoltà di lavorare due ore oltre la durata del turno attuale (sette ore e mezza); regime di libera concorrenza nei prezzi (fissate solo la tariffa massima e minima, previsti sconti e abbonamenti); obbligo di rispettare alti standard di sicurezza e comfort e di accettare bancomat e carte di credito.
• Walter Tocci, assessore alla Mobilità di Roma: «Perché hanno ancora la mentalità da impiegati pubblici e io tento di trasformarli in imprenditori di se stessi. Sembra assurdo, ma il concetto che più temono, nel loro mestiere, è ”libertà”».
• Tocci aveva in mente misure più forti (prima l’autorizzazione ad ogni taxi di circolare 24 ore su 24, poi 15 ore): «Fermo restando che nel regolamento indicheremo soltanto il numero minimo di ore per turno, lasciando il resto alle loro decisioni, gli ho prospettato l’idea di un’ordinanza che fissi il turno normale a sette ore e mezzo e poi un turno flessibile, per chi vuole farlo, di due ore. Con la possibilità, per le loro centrali radio, di ricorrere ai taxi del turno facoltativo solo quando gli altri sono tutti impegnati. Così non potranno più dire che qualcuno ”glie rubba er lavoro”». Rimane ferma l’autorizzazione di avvalersi di un collaboratore, magari un familiare.
• «No, io er taxi mio a Mustafà non je lo dò. Po’ pure crepa’ Rutelli, che tanto nu’je lo dò»; «Secondo Rutelli dovremmo far usare il nostro taxi anche a nostra moglie e al figlio. Be’, prima de tutto io mi’ moje me la tengo a casa e nu’ la mando manco p’er cavolo a guidà er tassì. E quanto a mio fijo, nu’ j’è venuto in mente a quei quattro s... che lui po’ studià da avvocato, invece che da tassinaro? Lo vede che so’ razzisti?».
• «Se lo fanno, allora sarà guerra. Scorrerà sangue. Mi impicco. Mi metto sotto una macchina. Ma non farò uccidere una categoria». «Secondo Tocci io tassista sto a dormiì, me svejo alle cinque de mattina e vado a lavorà. Ma che è scemo? M’ha detto: ma se uno ha l’insonnia, e vuole cominciare prima il suo turno, perché io gli devo dì di no? Perché sarebbe ’na cosa servaggia, gli ho risposto. Quando uno vuole mettere l’acqua in un fiasco già pieno, l’acqua casca tutta de fori. Nun lo vonno capì» (Spartacus).
• «Tocci pelato la vita c’hai rovinato», «Tocci scemo guarda quanti semo», «Tocci babbeo beccate ’sto corteo», «Siamo 6.000 siamo fratelli attento Tocci attento Rutelli», «Tocci chi li raccoglie i cocci?», «Salvate il taxista Ryan», «Rutelli e Tocci fantocci», «MorTocci vostri».Citazione su un taxi sotto il Campidoglio: «La malvagità non lascia mai tranquillo colui del cui animo si è impadronitaª
• Richieste dei tassisti: tariffa unica, orari uguali per tutti, revisione dei turni in base alla necessità della città, corsie preferenziali, lotta agli abusivi.
• «Noi facciamo 13 chilometri all’ora. Se vogliono più taxi per strada, facciano più corsie preferenziali, così noi lavoriamo meglio e l’utente paga meno».
• Rischi. «Tariffe più basse possono spingere a comprimere costi come la manutenzione. E la sicurezza?».
• «E poi non c’è mai un vespasiano, quando serve, e se ti scappa a Monte Mario devi scendere fino a piazza Cavour per andare a pisciare!»; «Ma che ci frega? Piscia sullo sportello»; «E poi lo sa quanti gabinetti pubblici ci sono a Roma? Cinque, in tutta la città e noi stiamo per strada sette ore al giorno. Dove andiamo a farla? Nei bar, così ci tocca ogni volta prendere un caffè o qualcos’altro».
• New York. «C’era una vorta er comunismo, e allora bisognava fa’ come la Russia. Mo’ Veltroni se compra le camicie a Nuiorche, e dovemo fa tutti finta d’esse nuiorchesi, perché pure Rutelli s’è messo in testa a Rudolph Giuliani»; «A Nuiorche i tassi so’ tutti zozzi, pieni di cartacce e de coca-cola, e poi ciànno la benzina a 400 lire, ahò, ma che scherzano?».
• «Io apro sempre le porte, faccio parte dei tassisti moderni».
• «Lo sciopero fu inventato dalla classe operaia per tutelare i deboli; ora viene usato a tutela dei forti, le corporazioni, com’è quella dei tassisti, contro i deboli, gli utenti, i cittadini. Le faccio un esempio di vita vissuta: di ritorno a Bologna con un volo serale, all’uscita dall’aeroporto scopro che ci sono due soli taxi; alla domanda: ”Come mai siete due?”, mi fu risposto: ”Siete voi che siete troppi”» (Filippo Cavazzuti, sottosegretario al Tesoro nel governo Prodi). Un tassista: «Un collega, l’altro giorno, è andato a Fiumicino e ha visto arrivare un aereo con un solo passeggero».
• «Chi organizza party con amici e abita nel centro storico entra in crisi. Io ho risolto il problema usando il motorino, ma come fanno i miei ospiti di notte, col freddo? Finché non finisce lo sciopero, non è possibile organizzare ricevimenti» (Guia Suspisio); « una tragedia, siamo paralizzate in casa o costrette a usare mezzi di fortuna per muoverci in città» (Maria Angiolillo e Paola Olcese). Marta Marzotto si è fermata a Milano «per non rimanere bloccata» («E chi se ne fotte de Marta Marzotto!», Tony Augello, capogruppo di An in Campidoglio).
• Il 29 novembre si terranno le elezioni per la presidenza della Provincia di Roma. Spartacus: «Qui eravamo tutti comunisti con due emme, de quelli co’ la falce e er martello qui, in mezzo’a la fronte: mbè, da noi manco uno je darà più un voto a sta manica de zozzoni, er voto annamo a dà magari a Alleanza nazionale, artro che». Alleanza Nazionale sostiene i tassisti e ha offerto la difesa gratuita a quelli denunciati per la manifestazione davanti alla Fiera di Roma, dove Gianfranco Fini ha incontrato una delegazione, che lo ha ringraziato per l’appoggio con un modellino di taxi.
• «Sul nostro cartello abbiamo scritto: eravamo rossi, ci avete fatto neri. Certo che ero di sinistra. Avevo otto anni, quando entrai nella sezione comunista della Bufalotta, ricordo ancora la grande bandiera rossa. Ma ora il mio slogan è ”destra e sinistra, in mezzo c’è il tassista”. Oggi ci hanno denunciati. Ma che abbiamo fatto? Abbiamo disturbato Baffino D’Alema? E pazienza. Ma ai partiti dico: attenti a come ve movete: noi tassisti siamo tanti. Perciò stessero in campana, che il bello deve ancora venire» (Spartacus).
• «Con dieci corse a testa possono raggiungere ogni giorno sessantamila persone, alle quali raccontare per sessantamila volte che ”Rutelli ce mandasse su moje a lavorà”, che ”se Tocci è un assessore, il Titanic era un pattino” e che alla vigilia del Giubileo ”gli ultimi cristi der millennio semo noi: dopo arriva Allah, o al limite Maometto”. Più che gli ultimi cristi sono i barbieri del nostro tempo».