Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 22 settembre 1997
Molti lettori hanno risposto al nostro appello della settimana scorsa: scriverci che cosa avrebbero detto a una Margherita di Roma che aveva chiesto un certo consiglio, molto delicato, a Natalia Aspesi (’il Venerdì di Repubblica” del 12/9/97)
• Molti lettori hanno risposto al nostro appello della settimana scorsa: scriverci che cosa avrebbero detto a una Margherita di Roma che aveva chiesto un certo consiglio, molto delicato, a Natalia Aspesi (’il Venerdì di Repubblica” del 12/9/97). Ristampiamo qui di seguito, a beneficio dei lettori che avessero perso il numero di lunedì scorso, la lettera di Margherita, una scelta di quelle dei lettori e, in fondo, la risposta che la Aspesi ha dato alla sua lettrice.
• «Ho vent’anni e sono in corrispondenza con un uomo che aspetta di morire nel braccio della morte del Texas. Mi sono messa in contatto con lui dopo aver letto degli appelli su un giornale dove lui e altri condannati chiedevano conforto in questo momento di disperazione. Così è iniziata una corrispondenza molto bella, anche terapeutica per me, nel senso che ho imparato a ridimensionare molti dei miei problemi e ad apprezzare di più quello che ho. Lui certo non è un angelo, ma mi sembra dolce e sincero. Ha trent’anni. Non so quando morirà perché non lo sa neanche lui, ma nell’ultima lettera mi scrive che pensa a me tantissimo, platonicamente e sessualmente, che fantastica su di noi, sogna di fare l’amore con me e via dicendo. Dopo tutto è l’unica cosa che gli rimane. Poi mi chiede di mandargli una foto di me nuda, dicendo che così farà l’amore con me ogni giorno e che questo è l’unico modo per «farlo» prima di morire, visto che non gli è nemmeno permesso di stringere la mano a sua madre. Dapprima sono rimasta delusa, un po’ schifata e offesa per il fatto che lui voglia trasformare questo rapporto in qualcosa di «sporco». D’altra parte non nascondo che è bello sentirsi così importanti per qualcuno, in qualche modo mi sento lusingata. Non so cosa sia giusto fare: ho pensato di negargli ciò che mi chiede (in fondo se vuole vedere donne nude può richiedere apposite riviste) poi però mi sono sentita cattiva e stupida. Cosa mi costa regalare a quest’uomo le ultime fantasie di gioia e d’amore? Se lo assecondassi sbaglierei? Forse sarebbe un modo di esprimere il mio narcisismo e la mia civetteria, più che aiutare lui. Non so cosa pensare e in fondo ho paura che se non farò quello che lui dice non mi scriverà più. Intanto il tempo passa, e mentre sto qui a riflettere potrebbe essere già morto.
Margherita - Roma
• Anch’io ho vent’anni. E anch’io ho lo stesso bisogno di affetto e di amicizia che hai tu e a volte mi affeziono a persone che non ho mai visto come, al liceo, potevano essere le svedesi con cui si faceva corrispondenza in inglese. Magari ti affezioni per la sincerità con cui ti puoi affidare a loro e loro a te. Del resto è molto più facile rischiarsi con persone che ti sono lontane rispetto a quelle che ti stanno accanto. A volte pensando alle mie amiche, anche a me viene istintivamente voglia di andare, sessualmente parlando, più in là. Ma per lo stesso fatto di essere amico di quella persona lì, per questo stesso fatto il mio istinto lo reprimo. E non perché sono un gentiluomo, ma perché se in quella cosa lì mi lasciassi andare rovinerei tutto quello che di sincero c’è in questo rapporto: tutto diventerebbe istintivo. L’amicizia è essenziale per la mia vita. Con un amico io voglio camminarci, voglio crescerci insieme, giudicare tutto quello che mi succede insieme a lui. E se in certe occasioni rischio di farmi guidare solo da una voglia del momento, con tutto quello che posso cerco di fermarmi. Sempre perché voglio che quel rapporto sia vero. E nel tuo caso, per quel che ne so io, il rapporto è nato anche con le migliori intenzioni, ma adesso si è a un bivio. Tutto dipende da te: o gli dai la foto che, se non ti costa niente, però trasforma quell’amicizia in qualcosa d’altro (per me di completamente inutile); oppure lo richiami sul fatto che da lui vuoi amicizia (se davvero la vuoi) e non vuoi altro. Se lui non ti scriverà più vorrà dire che per lui questo rapporto sarà qualcosa di puramente istintivo e si rifarà con un bel numero di ”Playmen”.
Francesco, Busto Arsizio
• Soccorri il morituro o Margherita
spezza gli indugi d’ogni ipocrisia
che se ”l’Ammerika” vuol togliergli la vita
una tua foto cosa vuoi che sia?
Bruno Roatta, Vezzano Ligure (Sp)
• ...è per questo che ti propongo di accettare un successivo rapporto epistolare, sostitutivo, con me. Ho settant’anni e quindi non durerà fastidiosamente a lungo. Fatalmente col tempo anche io ti chiederò una foto di te nuda. Ti suggerisco di inviarmi la foto di una donna anziana e passabilmente repellente, e di gabellarla per tua.
Un ginecologo di Padova
• La lettera di Margherita merita una lunga riflessione. Comunque, un uomo di 84 anni, industriale affermato, dirigente da 60 anni, afferma NO all’invio della foto, in quanto aumenterebbe i desideri. Mentre una segretaria di 45 anni, madre amorosa di due figli, dice SI per soddisfare l’ultimo desiderio di un morente.
Saverio
• La vita, anche la tua, è troppo breve e piena di coperture socio-comportamentali per lasciarti sfuggire questa occasione: viene a pelle un’emozione così forte. Godine Margherita e grazie per la tua semplice franchezza.
Dino Monciatti
• Sei l’ultima vera romantica in questo mondo così tragicamente tecnologico. Romantica e (perdonami) credulona. Perdonami anche per il dubbio: ma quell’uomo prigioniero che scrive appelli su di un giornale esisterà veramente? Cioè esisterà come egli si descrive? Togliti dalla mente le figure immortali di Heatcliff, Frankestein e quanti altri protagonisti infelici, eroi negativi dei romanzi delle sorelle Brontë e di Mary Shelley. Figure create da donne giovani vissute nella noia zitellare e nell’emulazione ed in perenne ricerca di brividi di paura e d’amore. Non mescolare la comprensione con il narcisismo ed il fatto di sentirti lusingata. Se si risponde ad un appello lanciato da una persona disperata, sola ed in punto di essere giustiziata lo si fa per amore del prossimo non per amore di se stessi. Se dall’altra parte (pensando che tu non abbia sollecitato nessun ”prurito”) si replica con la richiesta di una tua foto con l’intento di farne un oggetto onanistico sembra a mio parere evidente che il prigioniero texano ti sta trattando come una bambola di gomma. Rispondigli con una lettera decorosamente umana, ribadendo la tua convinta, assoluta e completa partecipazione al suo dolore, alla sua totale disperazione, senza toccare il tasto della richiesta di foto straordinarie e del tuo turbamento. Se il ragazzo replica con lo stesso tono e richiesta vuol dire che o è un finto prigioniero che maschera un qualcosa di losco o è un prigioniero vero che gareggia coi compagni a chi ha più foto osées in cella. Allora mandagli la foto della donna più brutta e vecchia che ci sia in Italia. Con molto affetto
Una nonna, Castiglione della Pescaia
• La nuda trasparenza
dei tuoi vent’anni
sollievo d’un momento,
offri a chi muore solo:
svela gli inganni, le pretese
il dolo
di chi ti dice ”Mai”.
Guai a cedere a quanti
credono d’aver capito
(di tutto) il motivo.
Illumina una cella
a quest’uomo terminale
- almeno finch’è vivo.
Manda subito quella foto
(e brucia il negativo)
Mario Gazzeri, Roma
• Cara lettrice del ”Venerdì di Repubblica”, è assolutamente necessario che Ella, senza indugi, ottemperi a quanto richiesto dall’anonimo texano. La foto, a colori e traslucida, dovrà misurare almeno 12 cm. nel lato minore e recare appropriata dedica sul recto. Il corpo è preferibile si mostri disteso su coltri candide, illuminato in guisa tale da favorirne la fruizione. utile, ma non mandatorio, che la carta sia stata resa impermeabile. Poiché la corrispondenza del nostro è certamente controllata, accompagni la foto con dichiarazione firmata trattarsi di ottemperanza ad «ultimo desiderio di condannato a morte», diffidando chicchessia a manometterla a norma del Terzo Emendamento. Appena la busta sarà caduta nella buca delle lettere, si conceda 12 minuti, uno per ogni cm. del lato minore, per valutare se non sia eccessivo pretendere che, per ottenere una Sua foto, un uomo debba farsi condannare a morte.
Felicio Manzo, Genova
• Non capisco che ci sia di sporco nell’atto onanistico di un trentenne recluso e destinato alla camera a gas e all’iniezione letale. Si rassereni dunque, Margherita, e spedisca pure al suo caro condannato la foto senza veli. Del resto, prima o poi, dovrà pur esibirsi davanti a un qualche ginecologo.
Fulvio Stinchelli, Roma
• Sono certo che se mai quell’infelice dovesse vedere la sua immagine, la troverebbe molto diversa da quella giovane con la quale spesso e volentieri fa l’amore nella sua cella e che, guarda caso, si chiama ”Margherita”. E se ne rimanesse deluso e decidesse di non scriverLe più? Non escluderei che abbia già strappato una pagina di qualche rivista, magari dov’è ritratta una modella che pubblicizza una marca di collant e nell’intimità La chiami con il Suo nome. Non credo che la Sua foto nuda possa aiutare quest’uomo ad affrontare il suo destino. Al contrario un Suo ritratto potrebbe invece accrescere quel legame epistolare che si è creato tra voi. Il resto lo lasci alla fantasia del suo corrispondente
Angelo Bai, Merate
• Ma perché non prestar servizio di volontariato al Cottolengo, invece di intrattenersi via lettera con condannati a morte? Chacun prends son plaisir ou il le trouve? Invii la foto così come richiesto: non credo si possa instaurare un rapporto tanto complesso come quello con un condannato a morte e poi negargli una piccola porzione di sogno. Con un solo preciso accorgimento: qualora lei non fosse abbastanza avvenente, rinunci o mandi la fotografia di una donna bella e misconosciuta.
Riccardo Riccardi, Torino
• Io penso che la tua civetteria e il tuo narcisismo dovrebbero trovare affermazione nella realtà dei legami reali piuttosto che in un’esperienza virtuale; non credo che le fotografie nude rendano in qualche modo più intimo il rapporto che esiste tra te e questo amico così speciale, come d’altronde dubito che la nudità di per se stessa abbia significato, e il solo timore che tu esprimi che lui non ti scriva più riduce le tue fotografie, cui è stata annessa una prescrizione di nudità, a mera merce di scambio, e questo è il vero scandalo. evidente che l’idea di tuoi ritratti ”in the nude” ti risulti titillante, tanto più quanto scatena in te reazioni ambivalenti e perciò profondamente perturbanti. Mi sembra anche dalle tue parole che mentre tu consideri la richiesta sporca, schifosa e offensiva, cioè immorale rispetto a un’immaginaria etica sessuale, hai invece bisogno di rivestirne il lato erotico, qualora tu la soddisfacessi, di bontà, gioia, amore e altre emozioni di natura narcisistica, e moralmente accettabile: « bello sentirsi importante per qualcuno». Il richiamo che tu senti invece è profondamente erotico, la soluzione che ti viene proposta (le fotografie) è asettica in quanto si limita a una rappresentazione erotica di te senza che tu possa davvero sperimentarti eroticamente. Su questo io credo dovresti interrogarti. Ricordati comunque che potresti non essere l’unica a mandargli questo genere di foto e allora il tuo nudo, con tutto il valore simbolico che tu gli attribuisci, diventerebbe semplicemente un multiplo di altri corpi, cioè solamente osceno.
Claudia Schmid
• In fondo mi sembra che lei desideri mandarla questa foto: un po’ per pietà, un po’ per narcisismo e civetteria, come ha scritto. Non se ne deve vergognare: sono tutte motivazioni sane, che purtroppo si scontrano da noi con i retaggi di una cultura cattolica che le ha da un lato alimentate dall’altro sempre accostate a devastanti sensi di colpa. Le consiglio una foto solare e giocosa, magari mentre mangia un hamburger vestita solo di un cappellaccio e di un paio di stivali texani.
Fabrizio Valente, Brescia
• Se il tuo uomo del Texas fosse libero e, incontrandolo, ti confermasse di piacerti, tu ti concederesti a lui? Se sì, allora puoi mandargli la foto che lui ha richiesto e che idealizza un’unione fisica impossibile. Altrimenti inviagli quella che ti hanno scattato da piccolina i tuoi genitori sul fasciatoio: accontenti la sua richiesta di vederti nuda e osservi le sue reazioni per vedere se ti sembra ancora dolce e sincero. Un abbraccio da
Un papà di una ragazza
di vent’anni, Vimercate
• In C’era una volta il West un bandito tocca il sedere di una puttana. Fuori, l’America cresce intorno a una stazione di ferrovia. Chissà quanti uomini hanno respirato il suo odore: eppure lei non può sapere cosa significhi per quei poveri senza niente, per quegli operai, per quegli ubriaconi, avere vicino, solo vedere, una donna così. Questo le dice il bandito: se ti mettono una mano sul sedere, tu lasciali fare. La bella storia è che Spartaco non possiede e avvolge in una coperta la puttana che gli mettono in cella. Ma la storia vera è che - se mai nelle carceri si potesse - ognuno, privato in quel modo dell’odore di donna, prenderebbe selvaggiamente il corpo di una ventenne. Gli animi delicati sarebbero presi, poi, da una specie di infelicità: per la coazione che in lui crea il bisogno, in lei la spinta ad esaurirlo. Esaurirlo? Sarà un’altra più brava a chiudere tutti i bisogni di quel carcerato. E quando la morte dilagherà nel suo corpo, una per una spegnerà tutte le cose che avrebbero potuto essere di quell’esistenza: e tra quelle cose non per coazione, ma per scelta, tu, Margherita, non ci saresti mai stata. Scrivi a chi vuoi, invece, ma non a quel disgraziato, che tu non vuoi mai più avere rapporti coi detenuti e chiudere i loro bisogni. E che sappiano tutti che nel tuo mondo, nel nostro mondo, a nessun uomo deve accadere di star chiuso in quel modo, di morire in quel modo, ”libero” di trattare e di veder trattati così i propri bisogni.
Iuri Maria Prado, Milano
• La pena di morte lede il diritto all’autoproprietà dell’individuo; spedire le tue foto a qualcuno vuol dire mettere la tua immagine a disposizione dell’altro e delle sue intenzioni. Dalle pratiche solitarie di un galeotto alle copertine dei giornali il passo può essere breve, pensaci. Ciao
Marco PerDuca
• Ma chi, cara, Le scatterà la foto?
Bruna Rosselli, Genova
• La risposta della Aspesi
Non so che dirle. La condanna a morte di un individuo anche colpevole di efferatezze a me sembra comunque riprovevole, perché non posso aver fiducia in uno stato che si fa assassino come l’assassino che vuole punire: chi punirà lo stato assassino, se non altri criminali che continueranno a uccidere incuranti della possibilità di essere presi e giustiziati? questo senso di ingiustizia, credo, che ci fa provare sensi di colpa verso chi aspetta nel braccio della morte di espiare la sua condanna senza possibilità di riscatto. Per questo lei ha iniziato una corrispondenza con un condannato, per aiutarlo in qualche modo, da lontano, a sopportare il suo orrendo destino. Ma questo suo gesto di fratellanza e di umanità non credo implichi anche che lei si spogli e si offra nuda sia pure in fotografia, a uno sconosciuto, anche se martoriato dalla solitudine, dalla paura, dall’agghiacciante attesa della morte. Mi spiace di non poterla davvero aiutare, le posso solo dire che deve seguire il suo istinto, non la sua ragione o il suo narcisismo, né il desiderio di non ferire quell’uomo. E il suo istinto, mi pare, è quello di proteggere il suo corpo da una richiesta che la offende. Per sognare di sesso e di amore, non sono necessarie le immagini, basta la fantasia. Lei può cercare con molta sincerità e dolcezza di riportare la sua corrispondenza su quel piano di amicizia e vicinanza umana che è stata la ragione che l’ha spinta a scrivere.