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 1996  ottobre 05 Sabato calendario

ìIl caso e la necessit࿡î

• Uno scienziato, nato insieme all’Universo e consapevole dei primi princìpi della Natura, avrebbe potuto prevedere l’evoluzione generale del Cosmo, magari fino a dedurre l’apparizione della vita e addirittura dell’uomo?
• Il fine di un organismo è quello di riprodurre un organismo uguale a se stesso.
• I tre processi fondamentali dell’evoluzione: replicazione, mutazione, selezione.
• E’ stato l’istinto sessuale, cioè in ultima analisi il desiderio, a creare le condizioni per la selezione di certi magnifici piumaggi.
• Invece di difendersi o di nascondersi, gli antenati del cavallo decisero di fuggire davanti a un predatore. Da ciò, dopo una lunga evoluzione, la sua caratteristica attuale di correre sulla punta di un dito solo.
• L’ostrica di 150 milioni di anni or sono doveva avere lo stesso aspetto e senza dubbio lo stesso sapore di quelle che oggi vengono servite nei ristoranti.
• In ogni generazione umana si verificano da cento a mille miliardi di mutazioni circa. Che vengono tutte respinte dai meccanismi della selezione.
• Le cellule, macchine della vita, impegnate a ripetere miliardi di volte le stesse azioni, come in un’immensa catena di montaggio. Tuttavia di tanto in tanto con un qualche sbaglio, che crea possibilità alternative a quelle note. Nella quasi totalità dei casi, queste possibilità alternative sono scartate dai meccanismi della selezione. Qualche volta, tuttavia, esse ”passano”. Soltanto il caso è all’origine di ogni novità, di ogni creazione nella biosfera.
• Il Dna passa le informazioni alla proteina, ma non si è mai dato il caso inverso, di un’informazione che dall’esterno modificasse il Dna. Di qui la natura interamente e profondamente conservatrice del sistema, la sua chiusura totale al mondo esterno.
• Come è noto, il Dna è un codice che detta le istruzioni per la fabbricazione della vita. Come ogni codice, però, ha bisogno di essere tradotto, ci vuole cioè un meccanismo che legga le istruzioni e gli dia corso. Questo meccanismo comporta almeno cinquanta costituenti macromolecolari, anch’essi codificati nel Dna. Il codice genetico può dunque essere tradotto solo dai prodotti stessi della traduzione.
• «Il sistema nervoso centrale fornisce una rappresentazione impoverita della realtà esterna, costruita ai soli fini che interessano l’animale. L’analizzatore posto dietro l’occhio della rana non le consente di vedere la mosca quando sta ferma, ma solo quando si muove: per questo le rane acchiappano solo mosche in volo».
• «Ogni essere vivente è al tempo stesso un fossile. Egli porta in sè, fin nella struttura microscopica delle sue proteine, le tracce, se non le stimmate, della sua ascendenza».
• «Mi sono sorpreso nell’atto di identificarmi con una molecola proteica».
• Dal batterio all’uomo, l’apparato chimico della vita è essenzialmente identico come struttura e come funzionamento.
• Si è potuto dimostrare che cellule isolate, appartenenti a uno stesso tessuto, sono effettivamente capaci di riconoscersi reciprocamente, in modo differenziale, e di riunirsi in gruppi.
• Il batterio Escherichia coli pesa 1/50.000.000.000.000 di grammo, cioè cinquantamila miliardesimi di grammo.
• «Le idee hanno pur conservato certe proprietà degli organismi. Come questi, esse tendono a pìerpetuare e moltiplicare la propria struttura, come questi, esse possono fondersi, ricombinarsi, segregare il loro contenuto, come questi, infine, esse si evolvono e, in quest’evoluzione, la selezione,; forse, svolge, una funzione fondamentale».
• Le statistiche rivelano una correlazione negativa tra il quoziente d’intelligenza (o livello culturale) e il numero medio dei figli di una coppia.
• Il sospetto, intollerabile per la scienza, che la comparsa della vita sulla terra sia dovuta a un solo avvenimento, che aveva probabilità quasi nulle di verificarsi, e che invece si è verificato.
• Sullo scienziato dell’inizio: certo egli avrebbe potuto elaborare una teoria capace di dedurre con una certa probabilità statistica la comparsa di oggetti come le galassie o i sistemi planetari. Ma non avrebbe mai potuto prevedere l’esistenza necessaria di un certo oggetto, di un certo avvenimento, di un certo fenomeno particolare, sia esso la nebulosa di Andromeda, il pianeta Venere, il monte Everest, o il temporale di ieri sera. La biosfera non contiene una classe prevedibile di oggetti o di fenomeni, ma costituisce un evento particolare, certamente compatibile con i primi princìpi, ma non deducibile da essi e quindi essenzialmente imprevedibile. Nonostante quello che pensano le religioni, le filosofie e persino una parte della scienza, non era necessario che la vita apparisse.
• Il sogno di ogni cellula: diventare due cellule.