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 2000  giugno 03 Sabato calendario

Il cannibalismo

• Andrej Chikatilo nacque nel ’36 a Rostov, sul Don. Quando era piccolo, la mamma gli raccontava di continuo del fratello maggiore rapito e mangiato dai contadini durante la terribile carestia degli anni Trenta (stessa sorte era toccata al cugino). A 35 anni si laureò in letteratura russa e prese a insegnare, ben presto fu costretto a dimettersi perché molestava le studentesse. La sua prima vittima, nel ’78, fu una bimba di nome Lena. Nel ’90 confessò di aver ucciso 53 volte, quattro anni dopo fu giustiziato con un colpo di pistola alla nuca.
• In Australia, i fattucchieri rafforzavano i loro poteri mangiando grasso umano.
• Albert Fish ha 65 anni quando, nel ’35, viene processato. Impossibile quantificare il numero delle vittime (circa 400). Orfano di padre, è stato allevato in un istituto; spesso percosso dalla direttrice, prova piacere a essere frustato da lei con la cinghia. Mentre ascolta il verdetto (sedia elettrica) è visibilmente eccitato per l’estrema tortura. Durante l’esecuzione, la prima scarica provoca un corto circuito (Fish ha conficcati in corpo molti aghi da marinaio). La seconda è fatale. Questa la descrizione di quando mangia un bimbo di quattro anni: «Gli aprii le natiche e le tagliai, così feci con gli organi genitali e lavai tutto. Misi il tutto in un tegame, aggiunsi del bacon, accesi il gas, riponendo l’intingolo in forno. Ultimata la cottura, versai un un po’ dacqua per rendere più appetibile l’arrosto e aggiunsi quattro cipolle a fette. La carne presentava un aspetto invitante. In meno di due ore rosolò a dovere; non avevo mai gustato un arrosto di tacchino che fosse saporito la metà di quel piatto. Mangiai quella delizia in quattro giorni. Il pene del bambino era dolcissimo, ma i testicoli, troppo duri, fui costretto a gettarli».
• Nell’Africa nera ci sono state tribù cannibali e si crede ancora che i cannibali siano esseri dotati di poteri eccezionali, per questo circolava la leggenda che dittatori come Bokasa e Amindada avvessero le dispense piene di carne umana.
• In Brasile, presso i Guaranì, chi catturava un prigioniero da macellare lo affidava alle donne della sua famiglia. Una delle donne aveva anche il compito di far sesso col prigioniero, e siccome la detenzione durava anche per anni c’era l’eventualità che lei s’innamorasse e lo aiutasse nella fuga. In caso contario, la vittima veniva lavata e uccisa. Subito dopo le donne afferravano pezzi di braccia e gambe correndo come forsennate verso i quattro punti cardinali (in modo da favorire la prosperità del gruppo).
• Gli Aztechi erano dediti - in alcune stagioni - al cannibalismo sacro, mangiavano i nemici fatti prigionieri. Le parti migliori (arti, natiche), tagliate con un coltello di ossidiana, venivano riservate agli uomini delle caste più elevate. Le donne mangiavano la testa bollita, la trippa, i genitali.
• La diffusione del cannibalismo fu spesso esagerata dagli occidentali per giustificare lo sterminio di intere popolazioni (il caso degli spagnoli e dei portoghesi, che distrussero la civiltà azteca).
• Una volta morti, gli anziani tupuya venivano arrostiti e mangiati dalla famiglia che ne offriva anche al resto della comunità. Il pasto era accompagnato da urla e lamenti, alternati a racconti delle qualità del defunto.
• Presso i Tupuya, indigeni nomadi brasiliani, i bambini venivano mangiati solo in caso di carestia e solo dalla madre: si pensava di non potere offrire una tomba migliore del corpo da cui erano nati.
• In Totem e tabù, Freud dice che il cannibalismo è una forma di sessualità orale, pregenitale, comune a tutti gli esseri umani.
• Come nell’atto sessuale, anche nel cannibalismo si realizza una sorta di comunione tra esseri umani. Nella mitologia amazzonica compare spesso una figura temuta, la «vagina dentata», antenata ancestrale.
• Il bacio è un’evidente simbologia cannibale in cui è coinvolto il morso e la degustazione con la lingua.
• Cannibalismo quotidiano. «Sei buono come il pane. E’ davvero una persona squisita».
• Quasi tutte le tribù cannibali mangiano carne umana solo di notte.
• Tribù antropofaghe sono ancora presenti in aree ben delimitate dell’Amazzonia brasiliana e nella zona dell’Iryan Jaya (Nuova Guinea).
• L’antropologo Claude Lévy-Strauss in un suo studio sui Tupì è arrivato alla conclusione che il metodo di cottura della carne umana (bollito per uso domestico, arrosto quando ci sono ospiti) ricorda quello del pollo in Francia.
• Bebe, potente cacicco, capo Tupinik (cannibali sudamericani). Lo descrisse nel XVI sec. il mercenario tedesco Staden, che per nove mesi fu prigioniero dei Tupinik, con l’incubo di finire in padella. Si salvò e pubblicò un resoconto dettagliato della sua esperienza in un libro, la cui copertina raffigura Bebe, beatamente sdraiato su un’amaca, che rosicchia una gamba arrosto.
• Il termine «cannibale» è una deformazione di Caribi, tribù della Guadalupa. Colombo, al suo ritorno in Europa, raccontò la pratica caribica di mangiare carne umana e da lì, per antonomasia, «cannibale».
• L’esploratore James Cook assistette a vari pasti rituali di carne umana ignorando che il ruolo di spettatore non era previsto: venne infatti identificato con una divinità e ucciso in omaggio a essa.
• Frietz Haarman, con un patentino di investigatore privato, entra nelle sale d’aspetto della stazione dove controlla i documenti dei giovani viaggiatori. Li adesca, poi li azzanna alla gola, ne beve il sangue, smembra i cadaveri e li vende a pezzi al mercato. Viene arrestato nel ’24. Secondo lo psicologo Theodor Lessing, è l’emblema dell’uomo contemporaneo nella Germania di Weimar: in lui istinto vitale e istinto omicida convivono indistricabili.