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 2003  luglio 19 Sabato calendario

Sergio Noja

• Purità. Condizione preliminare per compiere atti rituali. Se l’impurità è ”minore” (per aver da poco soddisfatto a necessità corporali) si toglie con l’abluzione di alcune parti del corpo, se è ”maggiore” (per fatti sessuali) va via soltanto con la ”lavanda generale del corpo”.
• Hadat. "Un giorno Abu Hurayrah raccontò: ”Disse il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - : ”Non è accetta la preghiera di chi sia colpito dal hadat sino a che non ha provveduto all’abluzione”. Un uomo del Hadramawt gli domandò allora: ma Abu Hurayrah, che cos’è il hadat? Una scorreggia – egli rispose – o una loffa" (durante la preghiera l’uomo non deve interrompersi "finché non abbia sentito rumore o abbia avvertito odore").
• Demoni. Ciò che si dice al momento di andare al gabinetto: "Mi rifugio in Te, o Dio, dai demoni maschi e dai demoni femmine".
• Qiblah. Direzione verso la quale ci si deve rivolgere per la preghiera. Non ci si pone verso qiblah per defecare o urinare, a meno che in mezzo non vi sia una costruzione, un muro o qualcosa di simile.
• Macchie. Che cosa deve fare la donna che "inizia le mestruazioni nel vestito": "Deve strofinare le macchie, inumidirle con le dita e sciacquarle via: poi potrà pregare tranquillamente tenendosi il vestito".
• Sogni. Secondo il Profeta, la donna che abbia avuto un sogno voluttuoso ha l’obbligo di compiere la lavanda "se ha visto il bagnato".
• Esagerazioni. I sapienti riprovano che si esageri nell’obbedire al precetto dell’abluzione (una sola dovrebbe purificare ogni parte del corpo), in particolare che si vada al di là di quanto fece il Profeta stesso, che in più occasioni la praticò non superando mai le tre volte.
• Costole. "La donna è come una costola. Se la vuoi raddrizzare, la spacchi, e se la vuoi usare, la devi usare storta com’è".
• Spine. "Di tutti i danni che colpiscono il Musulmano, non ce n’è nessuno che Dio non accetti come espiazione, compresa la spina che lo punge".
• Come foglie. "Per ogni sofferenza patita dal Musulmano, Dio gli cancella i suoi errori: cadono come le foglie dell’albero".
• Steli e cedri. "Il credente è come lo stelo vivo di una pianta che il vento una volta piega e una volta raddrizza, mentre l’ipocrita somiglia al cedro del Libano: sta saldo finché non crolla tutto in una volta".
• Sandali. "Quando v’infilate i sandali, cominciate da quello destro e, quando ve li togliete, cominciate dal sinistro, in modo che quello di destra sia il primo indossato e l’ultimo tolto".
• Tinture. "Gli Ebrei e i Cristiani non si tingono i capelli; voi perciò fate il contrario".
• Amicizia. "Venne un uomo dall’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – e gli disse: ”o inviato di Dio, chi è più meritevole della mia buona amicizia?”. ”Tua madre”. ”E poi chi?”. ”Poi tua madre”. ”E poi chi?”. ”Tua madre”. ”E poi chi?”. "E poi tuo padre”".
• Affetto. All’uomo che rivolgendosi al Profeta gli disse d’avere dieci figli e di non averne mai baciato uno, Maometto rispose: "Chi non sente affetto, non riceverà affetto".
• Libidine. Delitto per cui il Corano o la tradizione prevedono una pena fissa (mentre per altri illeciti la decisione è lasciata all’apprezzamento del giudice). Si configura ogni qual volta due persone che non vivono in regolare rapporto di matrimonio o concubinato hanno un rapporto sessuale. Tra le punizioni, la lapidazione (non prevista dal Corano), l’esilio e le frustate. Quando l’accusato di libidine nega la sua colpa, il fatto può essere confermato da quattro testimoni maschi (in caso di assoluzione, sono loro a essere puniti).
• Permessi. La questione se si debba chiedere alle donne il permesso "per quanto riguarda la loro cosa" fu risolta in senso positivo dal Profeta. Ma se in particolare si domanda il permesso a una vergine, che sia sopraffatta dalla vergogna e stia zitta: "Il suo silenzio sarà il suo sì".
• Zihar. Formula preislamica per ripudiare la donna: "Tu sei per me la schiena (ziahr) di mia madre (o di mia sorella)". Con queste parole il marito s’interdiceva ogni rapporto sessuale con la moglie. Una volta mutuata dal Corano, la modalità fu classificata come revocabile.
• Matrimoni. Valido secondo il Corano quello tra un musulmano e una ebrea o una cristiana. Sono considerate nulle, invece, le nozze tra una musulmana e un cristiano o un ebreo.
• Sul tirarsi indietro. Sulla questione del tirarsi indietro all’ultimo istante durante il coito, il Profeta ripeté tre volte: "Se un’anima deve esistere per il Giorno del Giudizio, nulla le impedirà di esistere".
• Invidia. "Non sono più di due quelli che sono invidiati: uno è l’uomo al quale Iddio ha dato ricchezza, autorizzandolo a consumare nel giusto, e l’altro è colui al quale Iddio ha dato saggezza, sì ch’egli giudica in base ad essa e la insegna".
• Spazzolini. Narrò Abu Hurayrah che l’Inviato di Dio aveva detto: "Se non fosse che imporrei un peso alla mia nazione, certo ordinerei loro l’uso del siwak" (ramoscello corto della pianta tropicale salvadora persica; la sua punta, ridotta a spazzolino separandone le fibre, serve a pulire i denti).