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 1999  febbraio 08 Lunedì calendario

In Giappone un’équipe di medici, guidati dal ricercatore greco Nikolaos Sofikitis, ha prodotto spermatozoi umani coltivandoli nei testicoli di topi e ratti

• In Giappone un’équipe di medici, guidati dal ricercatore greco Nikolaos Sofikitis, ha prodotto spermatozoi umani coltivandoli nei testicoli di topi e ratti. I ricercatori hanno prelevato degli spermatogoni (cellule primitive da cui poi si sviluppano gli spermatozoi) da 18 uomini sterili e li hanno trapiantati nei testicoli di altrettanti topi e ratti. Nel giro di cinque mesi in tre ratti e due topi si sono prodotti spermatozoi umani del tutto distinguibili da quelli animali. L’équipe ha già chiesto all’Associazione di ginecologia giapponese l’autorizzazione a compiere un esperimento di fecondazione di ovuli umani.
• Nel mondo i bambini nati con la fecondazione artificiale sono circa 350.000. In Gran Bretagna, Danimarca, Francia, Olanda e Israele rappresentano l’1% dei nuovi nati. In Italia le coppie sterili sono 100.000, 50.000 quelle che si rivolgono a centri specializzati. In Europa le coppie con problemi di fertilità sono il 4-5%.
• La procreazione assistita consente a uomini e donne che hanno problemi di sterilità di avere figli attraverso tecniche di fecondazione artificiale omologa (utilizzando il seme e l’ovulo della coppia) o eterologa (con l’uso di semi o ovuli di donatori estranei alla coppia).
• La proposta di legge sulla procreazione assistita uscita dalla commissione Affari Sociali della Camera, partendo dal presupposto che la sterilità è una patologia da curare, permetteva alle coppie di adulti maggiorenni coniugate o stabilmente conviventi, con alle spalle due anni di tentativi non protetti, di ricorrere alle tecniche di fecondazione omologa o eterologa. La normativa prevedeva inoltre la donazione di gameti volontaria e gratuita, da effettuarsi solo in centri pubblici.
• La Camera, con 251 voti a favore e 215 contro, ha approvato un emendamento all’articolo 4 della normativa sulla procreazione assistita, che vieta l’accesso alla fecondazione eterologa. A pronunciarsi contro l’articolo, uno schieramento trasversale composto da An, Ccd, Lega, una parte di Fi, alcuni esponenti del Gruppo misto (tra cui Irene Pivetti), Ppi, Udr, Cristiano-sociali. L’emendamento approvato obbligherà a rivedere l’intero impianto della legge.
• Un gruppo di deputati di Forza Italia guidato da Marco Taradash ha votato con la sinistra e chiede che la legge faccia il suo iter rilanciando l’idea di un referendum. Taradash: «Il paese non la pensa come il palazzo, questo è certo. Ed è il paese che dovrà pronunciarsi con un referendum».
• Il risultato della Camera ha spinto la relatrice del progetto di legge Marida Bolognesi, classe 1952, livornese, diessina, ex Rifodazione, a dimettersi: «Ha vinto il Paese dell’ipocrisia, quello che per vent’anni ha lasciato che le cose accadessero. Il ministro dc Degan proibì la fecondazione eterologa nei centri pubblici e la permise in quelli privati consegnandola ai rischi del mercato. Il democristianissimo Donat Cattin spiegò in una circolare come doveva essere lo sperma del donatore, parola che presuppone la fecondazione eterologa. Il ministro Bindi ha censito i centri, limitandosi a prendere atto di quel che succede».
• Rosy Bindi: «Io ho votato contro la fecondazione eterologa, come tutti i popolari, ma vedo con preoccupazione il ripetersi di un vuoto legislativo, di una carenza di normativa, che lascerà il campo aperto ad ogni speculazione [...] Per adesso non farò alcun regolamento [...] Soltanto una legge può tutelare una coppia che decide di sottoporsi alla procreazione assistita e i bambini che verranno messi al mondo».
• Ricercatori. Ginecologi, biologi e ricercatori che da anni lavorano sulle frontiere più avanzate della procreazione assistita contestano la decisione della Camera. Tra loro c’è chi propone un referendum e chi invita alla ”disobbedienza civile”. Alessandro Di Gregorio, ginecologo torinese: «L’Italia rimarrà l’unico paese al mondo dove la donazione di spermatozoi e di ovociti è vietata per legge. Le coppie sterili se ne andranno in Francia, chi non ha abbastanza soldi sarà condannato a non avere figli [...] E gli unici veramente contenti saranno gli operatori senza scrupoli, disposti a correre e a far correre ai loro pazienti tutti i rischi che il mercato nero delle inseminazioni comporta». Adolfo Allegra, fondatore di European Fertility Research Associates: « incredibile che sia stata bocciata l’inseminazione eterologa: si tratta di un provincialismo che ci fa precipitare agli ultimi gradini della scala mondiale». Carlo Flamigni, presidente del Cecos che associa i centri per la conservazione del seme: «Stanno costruendo un mostro medievale [...] Odioso sarebbe dover dire alle coppie non sposate: se fate un figlio per conto vostro va bene, se invece chiedete un aiuto a noi dobbiamo negarvelo. Ma se la sterilità è una patologia da curare, bisogna concludere che questo Stato vuole curare solo le persone sposate». Si dissocia Romano Forleo, 53 anni, cristiano-sociale, figura di spicco del mondo dell’ostetricia e ginecologia cattolica: «Mi sento di aver vinto non solo da cattolico [...] Ho sempre visto come un grande pericolo per gli scienziati il miraggio dell’onnipotenza: il sogno di entrare senza limiti nei delicati momenti del nascere».
• L’unica normativa in materia vigente nel nostro Paese è l’ordinanza del ministro della Sanità Bindi, reiterata per la sesta volta lo scorso 30 dicembre. Emessa per la prima volta nel marzo 1997 e valida fino al giugno 1999, vieta il commercio e la pubblicità di embrioni, ovuli e spermatozoi. I centri della sterilità segnati sul registro dell’Istituto superiore di Sanità, nato nel 1993, sono 240: 60 pubblici, 180 privati, per un totale di 15 mila cicli di trattamento.
• La riproduzione medicamente assistita muove un giro d’affari di 200 miliardi di lire l’anno. A una coppia sterile che per curarsi deve utilizzare ovuli o spermatozoi donati, un’eterologa costa dai cinque ai dieci milioni di lire. La tecnica più cara è la microinseminazione dei gameti: 14 milioni (ma la gravidanza non sempre è assicurata). La semplice inseminazione, che consiste nel selezionare il liquido seminale e inserirlo nell’utero: 1-1,5 milioni. In California con 120 milioni si può avere un ”pacchetto tutto compreso”: reperimento della donatrice dell’utero, parto, baby-sitter per i figli della donatrice, ufficio legale per i certificati necessari all’espatrio del neonato.
• Lara, 33 anni, sposata con Giulio, 37 anni, sterile: «Che c’è di sporco nel voler generare una vita? Non capirò mai il veto della Chiesa. In fondo neanche Giuseppe era il padre biologico di Gesù, eppure ha potuto allevarlo come fosse suo, accanto a Maria, la madre vera».
• «Il bambino fatto in provetta ha almeno il diritto di essere fatto da suo padre e da sua madre, e non da un padre con l’ovulo di chissà, o da una madre con il seme di chissà...».
• Fabio Mussi: «Che cosa dobbiamo dire ai bambini già nati con questi metodi: che sono degli errori giuridici, che sono contra legem?».
• In Gran Bretagna e Spagna la fecondazione eterologa è permessa a coppie coniugate, a coppie stabili di conviventi, a donne single. In Francia, Austria, Norvegia, Svezia e in quasi tutti gli Stati Usa a coppie coniugate o stabilmente conviventi. In Germania alle sole coppie sposate. Il Parlamento europeo il 16 marzo 1989 definì «non auspicabile» la fecondazione eterologa.
• Walter Veltroni, segretario dei Ds: «Il naufragio della legge è un segno pesante di arretratezza e una battuta di arresto nei confronti di quella modernità che il Paese sta faticosamente conquistando». L’’Osservatore Romano”: «La posizione del leader Ds è la più dura e dimostra che cambiano le generazioni, passano gli anni, ma non muta la mentalità di alcuni politici. E non cambiano affermazioni, argomentazioni e terminologie».
• Il cristiano sociale Mimmo Lucà ha rivelato che D’Alema era personalmente «contrario» alla fecondazione eterologa. Il leader della Quercia durante un incontro con il forum delle associazioni delle famiglie il 22 giugno ’98: «Sono contrario perché in questo caso non c’è pari responsabilità tra uomo e donna nei confronti della vita».
• Francesco Cossiga: «Il voto di oggi deve far riflettere soprattutto il giovane Veltroni [...] Bene ha fatto il presidente del Consiglio a rivendicare su questioni di ”così grande rilevanza etica” libertà di coscienza, ponendo l’esecutivo al riparo da ogni pericolosa lacerazione [...] Il nostro Paese, dopo un periodo di dissacrazione di valori ritenuti inadeguati e non essendone stati prodotti dei nuovi [...] deve affermare e difendere quelli fondamentali dell’individuo e della famiglia».
• proprio la considerazione e il rispetto della famiglia, come nucleo fondamentale della società, alla base di una legge come questa. Una famiglia per così dire ”sui generis” [...] ma pur sempre una famiglia, padre, madre e figlio; una famiglia voluta, consapevole, responsabile».
• Giorgio Bogi, responsabile per le istituzioni dei Ds: «Nella società l’inseminazione eterologa di fatto c’è visto che sono molti i figli adulterini [...] La Chiesa non accetta i metodi anticoncezionali, ma guardandomi intorno, fra i miei colleghi, non vedo queste famiglie numerose. Qualcosa useranno. Come tutti gli italiani, del resto, visto che siamo un Paese a crescita zero».
• Anna Finocchiaro,ex ministro, presidente della commissione Giustizia della Camera: «Ciò che fa paura è la libertà della donna, la sua totale possibilità di scelta [...] Più la libertà della donna è grande più aumenta la voglia di fare leggi che la fermino, la imbriglino». Tiziana Parenti: «Non siamo maturi per fare una legge, rischiamo un arretramento medievale». Stefania Prestigiacomo, Forza Italia: «Non ricorrerei mai al seme di un donatore o all’ovocita di una donatrice, ma questa tecnica è presente in molti paesi d’Europa, e vietarla in Italia non farebbe che favorire il mercato clandestino, i viaggi della speranza...» (m.n.d.l., ”la Repubblica” 4/2/99). «Appare paradossale la volontà del Parlamento di imporre norme e divieti ispirati alla morale cattolica, a uomini e donne che sempre più numerosi hanno già scelto e scelgono, laicamente, di adottare diversi stili di vita e altri valori» (Miriam Mafai, ”la Repubblica” 4/2/99). «L’emendamento leghista passato alla Camera, che di fatto taglia fuori le coppie di fatto e le persone che vogliono, pur vivendo da sole, un figlio, è un’aggressione a tutta la società civile, a una malevola e quasi patologica rimozione del mondo attuale, delle sue libertà, e delle sue costrizioni».
• «Prima ancora di chiederci se alcuni aspetti della legge sono validi, chiediamoci se è giusto che a occuparsi della nostra volontà di riprodurci siano D’Alema e Fini, Cossiga e - santocielo - Casini, Buttiglione e Bertinotti...» (Giordano Bruno Guerri).