Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 15 marzo 1999
Stanley Kubrick nacque il 26 luglio 1928 a New York nel quartiere del Bronx da una famiglia ebrea americana originaria dell’Europa centrale
• Stanley Kubrick nacque il 26 luglio 1928 a New York nel quartiere del Bronx da una famiglia ebrea americana originaria dell’Europa centrale. I suoi nonni, partiti dalla Galizia, erano arrivati a Ellis Island sul Lusitania nel 1899.
• Il padre Jacob, un noto medico, gli trasmise la passione per gli scacchi e la fotografia. Per il suo tredicesimo compleanno gli regalò una macchina fotografica Graflex, che lo distolse da un’altra delle sue passioni giovanili, il jazz (voleva diventare batterista professionista).
• Il giovane Stanley andava male a scuola e si diplomò con un punteggio mediocre che non gli permise di entrare all’università. «Io penso che il più grande errore della scuola è provare a insegnare ai ragazzi qualsiasi cosa. Lo studio per passione sta a quello per paura come un’esplosione nucleare sta ad un petardo. Non ho imparato niente a scuola e non ho letto un libro per piacere prima di compiere diciannove anni» (John Baxter).
• A 14 anni riuscì a farsi pubblicare su ”Look” la sua prima fotografia che mostrava una fila di automobili in coda per la benzina razionata. Nell’aprile del 1945 mentre andava a scuola, fotografò uno strillone con in mano il giornale che dava la notizia della morte di Roosvelt. Corse a sviluppare la foto e la portò alla redazione di ”Look”, dove gli offrirono 25 dollari. Da allora divenne collaboratore del giornale. Kubrick disse sempre che quella foto fu un colpo di fortuna, ma a Walter Trueman confessò che aveva sudato sangue per convincere lo strillone a mostrarsi sufficientemente avvilito.
• A 21 anni Kubrick realizzò il suo primo cortometraggio Il giorno del combattimento: «Ero cosciente che non sapevo nulla su come fare un film ma ero convinto che non potevo farli peggio della maggior parte di quelli che avevo visto. I cattivi film mi hanno dato il coraggio di tentare di fare cinema».
• Nel 1961 i gruppi americani «per la salvaguardia della morale» gli impedirono di girare Lolita negli Stati Uniti. Si trasferì in Gran Bretagna e vi rimase fino alla morte (7 marzo 1999). vissuto per anni recluso a St. Alban’s nel Hertfordshire, a due ore di macchina da Londra, nella Childwickbury Manor House, ribattezzata il ”castello di Kubrick”, protetto da 70 ettari di parco con recinti e cancelli elettrici, insieme alla terza moglie Christiane, pittrice, e le tre figlie Katherine, Anya e Vivian.
• Kubrick: «Non mi piace dare interviste. C’è sempre il problema di essere citato in maniera deformata, oppure di essere citato correttamente e di dover poi vedere stampato quello che si è detto, il che è pure peggio» (Michel Ciment).
• Kubrick ha girato 13 film in 46 anni. Ha definito la sua opera: «Una riflessione riguardante l’uomo del Ventesimo secolo gettato su una barca senza timoniere in un mare sconosciuto».
• Ha vinto un solo premio Oscar: per gli effetti speciali di 2001: Odissea nello Spazio.
• Kubrick aveva paura di volare e il terrore della macchina: al suo autista chiedeva di non superare la velocità di 60 Km l’ora. Mangiava poco e sempre le stesse cose, indossava pantaloni, camicia con il colletto aperto e parka. Evitava di vedere i giornalisti e di conoscere gente nuova. Cambiava il numero di telefono ogni 15 giorni. Lavorava per quanto possibile in casa, dove aveva fatto installare una sala di montaggio e una di proiezione. Comunicava con gli altri via computer. Dei suoi film controllava la distribuzione nel mondo, l’attrezzatura tecnica, la capienza dei cinema in cui i film venivano proiettati, la grafica dei manifesti, lo stile e le misure della pubblicità sui giornali, i sottotitoli delle versioni per l’estero, la qualità delle copie, il doppiaggio nelle diverse lingue. Non scriveva quasi mai soggetti originali perché non era sicuro di esserne capace e perché aveva «troppo rispetto per le buone storie». Diceva che la sua forza stava anche nel non aver «rinunciato alla libertà artistica in cambio della paga».
• Kubrick: «Il set di un film è forse il peggior posto che sia mai stato approntato, per fare un lavoro creativo».
• Ronald Bregan sul ”Guardian”: «Da anni cercava di fare un film su Napoleone, un personaggio col quale sembrava identificarsi. Una volta paragonò le meticolose campagne militari di Napoleone al suo metodo di regia».
• Lolita. Kubrick: «Se fosse stato scritto da un autore meno bravo, sarebbe stato un film migliore».
• Malcolm McDowell, protagonista di Arancia meccanica: «Nelle scene delle torture, Stanley evitò accuratamente ogni forma di finzione. Quando mi avete visto legato ad una sedia con gli occhi spalancati da due morsetti d’acciaio, la situazione sul set era esattamente quella del film, senza nessun trucco. Sono stato in quella posizione per tre giorni, e ho rischiato seriamente di perdere la vista».
• In Inghilterra dal 1973 è impossibile vedere Arancia meccanica: Kubrick vi mise i sigilli e lo ritirò dalle sale cinematografiche, sconvolto dall’ondata di stupri di gruppo e omicidi ispirati al film.
• Giancarlo Giannini, doppiatore di Barry Lyndon e Shining: «Morti Fellini, Kurosawa e Kubrick che cosa resta?».
• Barry Lyndon è stato il più grande insuccesso economico di Kubrick: costato 30 milioni di dollari, ne incassò appena 9,5.
• Kirk Douglas, protagonista di Orizzonti di Gloria e Spartacus: «Stanley Kubrick è una merda di talento».
• >? ?io 1983 Federico Fellini scrisse a Kubrick per farsi consigliare qualcuno a cui affidare il doppiaggio del suo film E la nave va: «...Mi rivolgo a lei con grande fiducia perché so quanto ami questo lavoro e con quale perfezione lo faccia...».
• A una riunione di collaboratori Kubrick annunciò che da allora in poi una campana avrebbe interrotto chiunque avesse parlato più a lungo di un minuto.
• Ultimo film di Kubrick, forse rimasto incompiuto. Ispirato ad un racconto dell’austriaco Arthur Schnizler, Doppio sogno. Kubrick: "Eyes wide shut esplora l’ambivalenza sessuale di un matrimonio felice". Le riprese sono durate oltre due anni. Tom Cruise, protagonista del film insieme alla moglie Nicole Kidman, ha ripetuto 95 volte la ripresa dell’attraversamento di una porta.
• Rivelazione di Agent1900 (pseudonimo adottato da Kubrick per celare la propria identità) sul sito Internet www.dejanews.com.: «Il regista Stanley Kubrick, impegnato a Londra nelle riprese del film Eyes Wide Shut, ha fatto arrivare sacchi di spazzatura dall’America per girare una scena ambientata a New York».