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 1998  dicembre 28 Lunedì calendario

Anacleto Lupo, ex giornalista de ”La Gazzetta del Mezzogiorno”, andava tutti i giorni a San Giovanni Rotondo a fare servizi su padre Pio, un giorno «nella stanza del religioso c’era un giovane con in mano una radiolina spenta

• Anacleto Lupo, ex giornalista de ”La Gazzetta del Mezzogiorno”, andava tutti i giorni a San Giovanni Rotondo a fare servizi su padre Pio, un giorno «nella stanza del religioso c’era un giovane con in mano una radiolina spenta. Padre Pio a un tratto gli disse con tono burbero: ”E tu che fai con quell’aggeggio?”. Il giovane accese la radiolina. Si stava trasmettendo la partita Benevento-Foggia, squadre allora di serie C. Padre Pio gridò: ”Forza Foggia! Viva Foggia!” Immediatamente lo speaker annunciò un gol del Foggia”». Altri episodi: Herrera, alla vigilia di un Foggia-Inter, si presenta con tutta la squadra per ricevere la benedizione e si sente dire: «Sì, va bene, ma stavolta perderete» (in effetti finì 3 a 2 per il Foggia); famosa una lavata di capo a Oronzo Pugliese dopo una serie di sconfitte del Foggia (Pugliese cominciò la tradizione dei pellegrinaggi a piedi fino a San Giovanni Rotondo, da farsi alle sei di mattina per ringraziare la Vergine Maria, continuati poi dagli allenatori successivi Toneatto, Puricelli, Maestrelli. Anche Zeman, devotissimo, ci tornò per pregare in favore della Lazio).
• Il teologo francese Joachim Bouffet ha censito in Italia 21 persone che hanno sulle mani le stesse stimmate di Padre Pio. Secondo lo studio, nel ’900 hanno vissuto nel nostro Paese 200 stimmatizzanti, 93 dei quali già defunti.
• Il 2 maggio 1999 Padre Pio sarà beatificato: diverrà così il più giovane beato italiano di questo secolo (a soli 31 anni dalla morte, avvenuta nel settembre del 1968).
• Il sindaco di Pietrelcina Masone: «Ora l’intera deputazione parlamentare deve stringersi intorno a noi. Deve dare a Pietrelcina una legge speciale che consenta a questo piccolo comune del Sannio di tremila anime di poter affrontare con serenità il grande evento».
• Il processo di canonizzazione, cioè d’iscrizione nell’elenco dei santi, è articolato in quattro gradi: ”servo di Dio”, ”venerabile” (lo stato attuale di padre Pio), ”beato” (padre Pio lo sarà a maggio) e infine ”santo”. necessario il riconoscimento ufficiale di un miracolo per passare al grado di beato, e di un altro miracolo ancora per diventare santi.
• «La mano, dicono insolitamente ferma, del Papa firmava ieri il decreto».
• Consiglia De Martino, la cui misteriosa guarigione è stata riconosciuta come miracolo di padre Pio (le apparve in sogno dicendole ”ti opero io” e salvandola da una grave emorragia): «Vi prego, lasciatemi in pace, non fate di me una diva. Sono felice, ma non vorrei dire niente di più, la gente per strada mi tocca come se fossi una santa, qualcuno mi chiede addirittura un miracolo».
• In cosa consiste l’anomalia di Padre Pio? «Di solito, in vita e in morte, i santi sono parchi di miracoli; lui, invece, ne ha combinate, e ne combina, di tutti i colori. Ha compiuto una tale quantità di prodigi, che per la Congregazione (il ministero della Chiesa che controlla la legittimità di una candidatura alla santità) la difficoltà è stata quale miracolo scegliere» (Vittorio Messori a Stefano Montefiori).
• Altri miracoli di padre Pio. Molte persone sostengono di averlo visto alla finestra del convento di San Giovanni Rotondo il giorno che il suo corpo venne posto nella bara, molti affermano di averlo visto in un posto quando era sicuramente in un altro (bilocazione), da una sua statua di bronzo colarono rivoli di sangue, il giorno della morte gli sparirono le stimmate dalle mani, fece guarire dal cancro alla gola una Wanda Poltawska amica del Papa (al quale avrebbe anticipato l’elezione e l’attentato di Agca).
• Vittorio Messori: «Il prodigio è una sorta di imprimatur divino, un beneplacito del Padreterno di cui la Chiesa ha bisogno prima di concludere le pratiche di beatificazione e, in seguito, di canonizzazione. La guarigione miracolosa riconosciuta ufficialmente dal Pontefice domenica è da considerarsi una sorta di timbro della divinità. Il via libera del Padreterno al fatto che il frate venga legittimamente proposto ai fedeli come esempio, e come intercessore presso il divino».
• Giulio Andreotti ha appena scritto per la San Paolo un libro sulla storia di Fra’ Giuseppe da Copertino, ”frate volante” che visse nel leccese tre secoli fa: «La vicenda di Fra’ Giuseppe sembra una copia cartacarbone di quello che è capitato a padre Pio, anche se il cappuccino di Pietrelcina apparteneva, quanto a miracoli, alle truppe di terra, visto che lui non volava». Motivo dell’antipatia di Andreotti per padre Pio: «Negli anni Cinquanta parlava male della riforma agraria che, a suo dire, toglieva ai ricchi ma non aiutava i poveri».
• Sul tavolo del camerino Pippo Baudo tiene una foto di padre Pio.
• Mike Bongiorno prega padre Pio anche nelle pause di lavoro. In camerino tiene un ritratto del religioso che gli ha donato Cionfoli, l’ex frate cantante degli anni Ottanta. Giura che una volta, dopo averlo guardato, ha sentito un profumo di violette, lo stesso che si sentiva al passaggio del frate.
• Primo uomo di spettacolo a rivolgersi a Padre Pio: Carlo Campanini nel 1939. «Speravo che quel padre Pio fosse un grande mago. Speravo in vantaggi economici, insomma». L’incontro fu folgorante, Campanini ritrovò la fede e quando pregò di essere scelto al posto di Paolo Stoppa per Addio giovinezza fu accontentato.
• Padre Pio predisse la vittoria di Aurelio Fierro al Festival di Napoli e lo disse al padre del cantante che vinse poi effettivamente con ”Vurrìa”. Andato a trovare padre Pio si sentì dire: «Se rendi felice la gente con passione e amore, Dio non ti abbandona mai».
• Lino Banfi, già premiato con il ”Padre Pio di Pietrelcina” (viene assegnato alle personalità dello spettacolo «che hanno fatto qualcosa di concreto per l’umanità»): «Gli ho aperto il mio cuore nel 1967, da allora la mia vita è cambiata».
• Valeria Marini porta sempre con sé un’immaginetta del frate («non la lascio mai a casa quando devo partire per una tournée o per girare un film»): «C’è stato a un certo punto della mia vita un momento di grande difficoltà. Non sapevo come superarlo, ero in grande crisi. E proprio in quel momento ho sentito vicino a me padre Pio».
• Preghiera di Valeria Marini sulla tomba di Padre Pio: «Aiutami a scegliere sempre il giusto, in amore e nel lavoro».
• Alessandro Greco: «Il mio modo positivo di vedere la vita dipende anche dalla profonda devozione nei confronti di padre Pio. Sono convinto che lui vegli su di me [...] Non credo nel sale, negli oggetti che portano bene e in quelli che tengono lontano la jella [...] Non dimentico mai, ma proprio mai, di farmi il segno della croce, come fanno i calciatori al momento di entrare in campo, e di dire la mia personale preghiera».
• Persone che ogni giorno visitano San Giovanni Rotondo: 20mila (il sabato e la domenica si arriva a 80mila). Cifra spesa ogni anno dai visitatori di San Giovanni Rotondo: 100 miliardi. Abbonati alla ”Voce di Padre Pio”, periodico ufficiale del frate: 240 mila.
• Davanti alla chiesa di padre Pio a San Giovanni Rotondo «Fasci di Madonne color azzurro-Madonna pendono a testa in giù insieme a grappoli di palloni da football dei colori del Milan, della Juventus, della Roma. I mercanti del tempio vendono e svendono pacchi di videotape di padre Pio, Cristi che cambiano espressione, sette nani con e senza Biancaneve, portafortuna brasiliani, legioni replicanti di padripii color bronzo, color legno, peltro, oro, dipinti a mano in bianco e nero [...] Dio non appare neppure come comparsa, tanto la scena è totalmente rubata dall’immagine di un santo frate che non è più lui ma è solo un’icona».
• «Sono stato a San Giovanni Rotondo una decina d’anni fa. stato un viaggio nell’orrore: bancarelle, plastica, cemento a vista. Ma non si deve avere un atteggiamento snobistico: se la gente arriva, prega e vuole tornare a casa con il ricordino, che male c’è?» (Vittorio Messori a Sandro Mangiaterra).
• «Stracciarsi le vesti contro la macchina economica che si mette in moto attorno ai luoghi della devozione popolare è un’ipocrisia, avverte il vicesindaco Maria Falcone (di Foggia? - ndr): anche questo è lavoro. E che il lavoro sia tanto, e prometta di crescere ancora è documentato dal numero di progetti per strutture ricettive a basso costo (ristoranti, pensioni e alberghi a due stelle) presentato e approvato in vista del Giubileo: ben 190. Il fiume in piena dei pellegrini, quantificato in 6 milioni nel ’97, sembra destinato a raddoppiare nel Duemila. Dunque, tanto vale attrezzarsi».
• Problema principale di San Giovanni Rotondo: il traffico. Ogni domenica 30 vigili fronteggiano l’assalto di 600 torpedoni e migliaia di auto. Paolo Guzzanti: «I vigili urbani in moto e a piedi fanno multe a raffica, bersagliando le macchine dei pellegrini e mettendo foglietti sul parabrezza, ma non importa perché tutti sono disposti a pagare qualcosa pur di esserci». I fondi per il Giubileo prevedono 23 miliardi per la realizzazione di parcheggi a San Giovanni Rotondo.
• Renzo Piano ha progettato per San Giovanni Rotondo una megacattedrale con diecimila posti a sedere e venticinquemila posti in piedi: «Tecnologie d’avanguardia, portali semoventi, arcate immaginifiche». Il santuario gli sarà intitolato solo quando diventerà santo (ai beati non possono essere dedicate chiese). Costo: 33 miliardi.