Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 7 luglio 1997
Marte dista dalla Terra 497 milioni di chilometri
• Marte dista dalla Terra 497 milioni di chilometri. La sonda Pathfinder, che è arrivata sul pianeta venerdì sera, ha percorso in sette mesi 497 milioni di chilometri
• Altre caratteristiche: la pressione atmosferica di Marte è un centesimo di quella della Terra. Gli sbalzi termici sono enormi: all’Equatore si va da 60° sottozero di notte a una decina di gradi sopra lo zero a mezzogiorno. Non c’è ossigeno e l’amtosfera, assai sottile, è costituita da anidride carbonica. il giorno marziano, detto ”sol”, dura 24 ore, 37 minuti e 22 secondi. L’anno marziano è lungo 687 giorni terrestri.
• Su Marte c’é ancora un po’ d’acqua. La cima del Monte Olimpo, un vulcano estinto alto 26 mila metri, ogni tanto si imbianca di neve. Ai poli ci sono calotte di ghiaccio: si tratta di ghiaccio secco, cioé anidride carbonica allo stato solido. Sopra c’è una sottile crosta di ghiaccio d’acqua. Secondo James Fletcher, ex direttore della Nasa, il clima marziano potrebbe essere modificato sciogliendo la calotta del Polo Nord. Lo scioglimento si potrebbe ottenere spargendo pigmento di nerofumo sulla sua superficie per consentire ai raggi solari di essere assorbiti anziché riflessi. Vapore acqueo e anidride carbonica verrebbero così immessi nell’atmosfera creando un effetto serra che farebbe salire la temperatura. Una volta riscaldato il pianeta, alcuni organismi, come le alghe verdazzurre potrebbero essere piantate sulla superficie. Poi si potrebbe tentare di far vivere altre piante dalla fotosintesi più efficace. Con la formazione di ossigeno dopo un certo tempo si avrebbe un’atmosfera respirabile. Però dovrebbero passare da 8 mila a 12 mila anni per rendere abitabile il pianeta. Una colonia umana potrebbe anche liberare ossigeno dalle rocce con procedimenti chimici. Si dovrebbe poi ”terraformare” il suolo di Marte, cioé renderlo fertile con funghi e batteri. Ultimo problema: l’atmosfera di Marte essendo molto sottile, i raggi ultravioletti non vengono filtrati. Anche questo rende impossibile ogni forma di vita. Prima che l’eventuale nuova atmosfera riesca a bloccare i raggi ultravioletti dovranno passare centomila anni.
• Nome completo di Pathfinder: Mars Environmental Survey (Mesur). Per costruirlo ci sono voluti tre anni. Costo: 266 milioni di dollari, più di 450 miliardi di lire. Non è molto. La Nasa ora lavora economia, in ossequio alla nuova filosofia del ”Better, Faster, Cheaper” (migliore, più veloce, più economico), inaugurata dall’attuale amministratore dell’agenzia spaziale Daniel S. Goldin. Si lavora in economia dal disastro del Challenger, 28 gennaio 1986.
• C’è una storia dietro alla questione dei finanziamenti di Pathfinder. Un anno (24 luglio del 1996) il budget delle agenzie scientifiche governative venne ridotto dai 35 miliardi di dollari del 95 a soli 26. Questo fino al 2002. C’era poi un piano per altri tagli non meno drastici. Significava che la Nasa avrebbe potuto trovarsi nel 2000 con un budget di soli 11,6 miliardi di dollari contro i 13,9 ottenuti nel 96. Troppo pochi soldi per finanziare anche solo le missioni in cantiere e in particolare per il programma di esplorazione di Marte senza uomini, l’attuale missione Pathfinder. Il capo della Nasa Goldin andò allora da Clinton e Clinton gli rispose più o meno: «Inventati qualcosa con quelli del bilancio federale». Poco tempo dopo Goldin (era la prima settimana di agosto, un periodo nel quale i giornali hanno molto spazio a disposizione) convocò una conferenza stampa e annunciò al mondo che la Nasa aveva buoni indizi relativi alla vita su Marte. Si trattava di questo: in un meteorite marziano siglato ALH84001, trovato ad Allan Hills, in Antartide, da David McKay e dal suo gruppo dekl Johnson Space Center di Houston, erano state trovate tracce fossili di organismi viventi risalenti a 3,56 miliardi di anni fa. Clinton, che doveva ancora essere rieletto presidente, vide subito l’opportunità di aprire una campagna elettorale kennediana in stile nuova frontiera. La Nasa oltre a recuperare i tagli di bilancio potè inaugurare una nuova serie di imprese.
• ”Ammartaggio”, neologismo per ”atterraggio” in analogia con ”allunaggio”.
• La sonda Pathfinder è arrivata su Marte alle 19 e 07 ora italiana di venerdì 4 luglio, le 3 di notte circa in America. Trentaquattro minuti prima dell’ ”ammartaggio”, quando era ancora a 8500 chilometri di distanza, il modulo si è staccato dalla navicella e si è avvicinato al pianeta alla velocità di 6,1 km al secondo, 27 mila chilometri orari. Pathfinder ha quindi rallentato utilizzando nell’ordine lo scudo termico (perso a nove chilometri d’altezza e che era servito soprattutto come protezione dall’attrito con l’atmosfera), un megaparacadute (fino a 6 chilometri d’altezza), e, 8 secondi prima dell’impatto con la superficie, 24 enormi palloni, detti spiritosamente ”airbag”. La caduta è stata frenata anche da retrorazzi. Nonostante questo enrome impianto di frenata la sonda è rimbalzata ancora tre volte sulla superficie: salti di dieci metri d’altezza e cento di lunghezza. Dopo aver rotolato per 90 secondi la sonda si è fermata, i palloni si sono sgonfiati, e i pannelli che ne compongono la struttura si sono aperti: al centro un modulo bianco dotato di antenne ed il Sojourner, il mini rover telecomandato che subito ha inviato via un rassicurante segnale alla stazione di terra. Tre ore dopo con i primi raggi del sole i pannelli solari hanno preso a immagazzinare energia e a esplorare il terreno. La zona dell’atterraggio è la valle di Ares, posta a 22 mila chilometri d’altezza.
• ”Pathfinder è sceso nell’alveo di un antichissimo fiume prosciugato da almeno due miliardi di anni. Che lì scorresse acqua si capisce dal fatto che ci sono ex isole allungate, a forma di goccia, con linee idrodinamiche: intorno ad esse evidentemente passava una corrente impetuosaî
• Il Sojourner è stato definito dai suoi progettisti ”un forno a microonde con le ruote”. Sojourner Truth significa ”ospite della verità” ed è il nome di battaglia che una ex schiava nera, Isabella Van Wagener, si diede nel 1827 quando venne liberata. Isabella aveva allora 30 anni e cinque figli concepiti con un altro schiavo. Non sapeva né leggere né scrivere. Era animata da un’incrollabile fede in Dio, nell’integrazione razziale e nell’eguaglianza dei sessi, concetti predicati con un lungo cammino attraverso tutta l’America. La Nasa ha trovato il nome mediante un concorso internazionale, vinto da Valerie Ambrose, 12 anni, afroamericana.
• Il sistema di ”air-bag” che ha protetto il modulo durante l’atterraggio è stato progettato da un ingegnere italiano, Tommaso Rivellini, 29 anni, ricercatore del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. La struttura è composa da 24 semisfere. I cuscini sono stati realizzati in Vectran, lo stesso materiale che si usa per i giubbotti antiproiettile. La fibra è stata tessuta in una fabbrica del New Hampshire su un vecchio telaio in legno con la spola ricoperta di pelle di opossum.
• Gli scienziati si aspettavano che dopo l’ ”ammartaggio” i macchinari non sarebbero stati in grado di trasmettere, tanto più che le riserve di energia sarebbero state rinnovate solo con il sorgere del sole. E’ stato giudicato un grande successo il fatto che il primo segnale è arrivato immediatamente dopo l’atterraggio con l’ultima energia delle batterie. Donna Shirley, manager della missione ha detto: «E’ come una telefonata che dice: mamma tutto bene...».
• Il Sojourner, perlustrerà la Ares Vallis per circa trenta giorni
• Nei negozi di giocattoli americani sono già in vendita i modelli di Pathfinder e Sojourner, a prezzi che variano dalle 10 alle 100 mila lire.
• Il computer della navicella Pathfinder gestisce l’intera operazione. Alla distanza di 120 milioni di chilometri tra Marte e la Terra, I segnali radio coprono il pecorso tra Marte e la Terra (120 milioni di chilometri) in 12 minuti. Le informazioni ed i comandi necessari alla missione sulla superficie sono scritti dentro una memoria da 128 megabyte. La macchina usa un’intelligenza artificiale interna sviluppata al Massachussets Institute of Technology attraverso lo studio degli scarafaggi. La macchina vede gli ostacoli, li riconosce, li aggira, alza una delle ruote oppure un’altra.
• Sojourner è mosso da energia elettrica creata da celle solari che forniscono al motore una potenza di 16 watt, quanta ne consuma una lampadina da frigorifero.
• Sojourner si sposta alla velocità di un centimetro e mezzo al secondo, 24 metri l’ora. Le foto vengono poi ritrasmesse a terra un minuscolo quadratino alla volta.
• ”Donna Shirley parlando del mini rover usa il femminile ”she” anziché il neutro ”it”, «E’ la mia creatura preferita. Vi ho dedicato anni di lavoro intenso ed è il capostipite di una serie di analoghi, più grandi e più complessi esploratori automatici da spedire su Marte nei prossimi anni, uno ogni venticinque mesi, quando cioé il pianeta Rosso si avvicina alla Terra». La Shirley al Jet Propulsion Laboratory ha trovato anche l’amore, un ingegnere dal nome italiano, Pivirotto, anch’egli tecnico della Nasa. Da lui ha avuto una figlia, Laura, ora ventenne. Date le cure che sua madre ha dedicato a Sojourner dice a tutti gli amici e ai giornalisti: «Trattandosi di una creazione di mia madre e io non posso non considerarla una simpatica sorellina»”.
• Ad un migliaio di chilometri a sud della Ares Vallis dovrebbe trovarsi ancora la Viking, la sonda che ventuno anni fa inviò le prime immagini, fisse ed in bianco e nero, del pianeta. Soujourner è dotato di una telecamera a colori.
• Un’altra sonda si sta dirigendo su Marte. Si tratta di Mars Global Surveyor. Partita nel novembre del 96 diventerà un satellite artificiale di Marte l’11 settembre.
• «Atterrare su Marte è un’esperienza eccitante, mistica».
• Per investigare seriamente sulla possibilità di trovare forme di vita, o loro tracce, su Marte, si deve neessariamente scavare, e per far questo serve una missione umana.
• Nel 1877 l’astronomo italliano Giovanni Schiapparelli, direttore dell’Osservatorio di Brera, studiò a lungo la superficie del pianeta, tracciando su di una mappa le linee scure che vedeva e che designò come ”canali”.
• La Nasa ha predisposto un sito in Internet basato su tecnologia Java. Quello che gli scienziati ricevono dalla sonda viene immesso in rete. Usando l’applicazione WITS (Web Interface for Telescience) sviluppata dalla Nasa insieme agli esperti della Sun Microsystems è possibile interagire con il robot, seguirlo, ricevere dati e guardare le immagini, con un ritrdo di circa 11 minuti. La versione ”casalinga” del WITS è disponibile sul sito www.sun.com/mars. L’indirizzo del sito della Nasa dal quale attingere notizie sulla missione e sopratutto vedere le immagini è www.jpl.nasa.gov/mars.
• Nel nostro sistema solare solo Marte potrebbe essere un giorno ”terraformato”, cioè reso simile alla Terra. Quando vent’anni fa la prima delle due sonde Viking scese sul pianeta, Carl Sagan, vedendo sullo schermo la prima immagine del suolo marziano, esclamò: «Ma questo è un posto». Voleva dire che a differenza di quanto gli astronauti ci avevano mostrato della Luna, Marte era un corpo celeste meno estraneo alla nostra esperienza di terrestri, era un luogo dove si poteva immaginare di andare a fare un picnic.
• C’è vita su Marte?
«Un pochino, il sabato sera» (Carlo Dapporto).