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 1997  febbraio 01 Sabato calendario

ìDestini femminili. Storia delle donne in Europa 1500-1800î

• «Nel Seicento la gente si lavava di rado. I bagni pubblici furono chiuse per lo spettro della peste e le donne che vi lavoravano, trattate come prostitute, dovettero cercare lavoro altrove. C’era una specie di culto della sporcizia: si credeva che le secrezioni corporee fossero necessarie a mantenersi in buona forma e che non andassero asportate lavandosi... Giacomo I d’Inghilterra non si lavava mai più in là delle mani ed esistono descrizioni del tanfo emanato da re Enrico IV di Francia».
• Dal diario di Luigi XIII, nato il 27 settembre 1601: «11 novembre 1601: gli viene fregata la testa per la prima volta»; «4 luglio 1602: viene pettinato per la prima volta»; «3 ottobre 1606 (cinque anni): per la prima volta gli vengono lavate le gambe con acqua tiepida»; «2 agosto 1608 (quasi sette anni): gli viene fatto il primo bagno, insieme con Madame, sua sorella».
• «La tradizione di tenere i figli sporchi fu dura a morire. La cura dei figli comportava usanze cme quella di non lasciare che nessuno fuorché la madre mangiasse le unghie al bambino – il modo più comune per tagliarle prima dell’avvento delle forbicine – perché altrimenti sarebbe diventato un ladro (alle unghie tagliate venivano attribuite virtù malefiche)».
• «Insegnare ai bambini l’uso del vasino era un problema più per chi abitava in città che in campagna, anche se le abitudini variavano da paese a paese e le aspettative erano diverse a seconda della classe sociale. La balia di Madame Roland le indicava semplicemente l’angolo del giardino usato di solito dalla famiglia, ma nelle campagne francesi le madri venivano redarguite dai vicini se lasciavano che i figli defecassero liberamente per casa: era segno di negligenza nei confronti dei figli. Lo stesso si pensava se i bambini erano infestati da troppi pidocchi. C’era un limite insomma: era normale che pulci e pidocchi tormentassero i piccoli, ma era compito della madre tenerli per quanto possibile sotto controllo. La maggior parte dei bambini viveva in campagna, a stretto contatto con gli animali, e dormiva sulla paglia dove le pulci circolavano indisturbate. Se poi si considera che d’inverno in Inghilterra anche nelle famiglie contadine più ricche ai bambini veniva spalmato grasso d’oca sul petto e si cucivano addosso i vestiti perché non se li potessero togliere e prendere freddo, è difficile immaginare perché fossero infestati dai parassiti. Anche i vermi erano frequenti. Nell’intestino di un contadino francese del XVII secolo, sottoposto ad autopsia, ne furono trovate ben 39 specie diverse. La tenia veniva dalla carne di maiale trattata in maniera inadeguata e da sotto le unghie si prendevano vermi di tutti i tipi. D’estate era enorme la diffusione della cosiddetta ”diarrea estiva”».
• «Un settore non conteso della macelleria era quello di interiora, trippe e zampe di bovini. La vescica veniva usata per insaccare le salsicce, il grasso di rognone di bue per i sughi e dalle zampe bollite si ricavava una sostanza gelatinosa che veniva usata sia per fare la colla sia per addensare le minestre. Sgradevoli da maneggiare e maleodoranti se non erano più che freschi, questi sottoprodotti della macelleria davano scarsi guadagni, ma erano considerati adatti alle vedove, che a Strasburgo avevano il monopolio del settore».
• Ascesa nel Settecento delle sarte «che cominciano a invadere territori fino allora monopolio dei sarti, approfittando della moda lanciata dalle regine di Francia e Inghilterra, che sempre più spesso sceglievano di farsi confezionare gli abiti dalle donne piuttosto che dagli uomini».
• «Una donna a capo della servitù che sa cucinare, fare il pane bianco, la birra e il malto ed è in grado di sorvegliare gli altri domestici può ottenere 20 scellini l’anno di paga e 6 scellini e 8 pence per l’uniforme...una che non sa preparare la carne, né fare il pane, la birra e malto del migliore può prendere 18 scellini di paga l’anno e 5 per l’uniforme... una serva semplice che non sa fare altro che lavori di fatica e all’aria aperta può prendere 12 scellini l’anno di paga e 4 per l’uniforme» (1563, valutazioni di magistrati del Rutland).
• «Alla fine del Settecento una donna della classe lavoratrice in città poteva metterci anche due ore al giorno per fare la fila per l’acqua e portarla a casa nei secchi e altrettante per fare la spesa al mercato. Se teneva meno alla pulizia rispetto alle donne del nostro secolo, doveva comunque spazzare per terra, svuotare i vasi da notte, girare i materassi. L’espressione ”lavori di casa” aveva un significato ben diverso da quello che ha oggi».
• Testamento.«...e lascio a Rose, mia moglie, un posto per dormire nella mia cucina con l’uso del focolare...» (dal testamento di Robert Salmon, lavoratore agricolo dell’East Anglia, XVI secolo).
• «Il rapporto sessuale era una cosa seria, che non doveva ripetersi troppo spesso perché l’utero non diventasse troppo umido e scivoloso e impedisse al seme di fare presa. Dopo il rapporto la donna doveva stare sdraiata sul fianco destro perché il bambino fosse maschio (i maschi erano sempre associati con la destra e c’era persino chi credeva che il seme dei maschi venisse dal testicolo destro e quello delle femmine dal sinistro) ma soprattutto doveva star ferma per almeno mezz’ora dopo il congiungimento sessuale per non espellere il seme».
• Secondo l’opinione generale, le prostitute erano sterili perché l’eccesso di sperma ricevuto doveva per forza rendere l’utero scivoloso e inospitale.
• Secondo la legislazione di quasi tutti i paesi europei una donna rimasta incinta non poteva sostenere di essere stata violentata per la convinzione di giudici e scienziati che non potesse esservi concepimento senza partecipazione e piacere.
• In tutta Europa, nessuna denuncia di stupro presentata dopo cinque giorni dal fatto veniva presa in considerazione.
• «I guidici del resto d’Europa, più di quelli inglesi, davano molta importanza al modo in cui la madre si sbarazzava del corpo del bambino. Una donna olandese raccontò piangendo al giudice di aver partorito, come avevano sospettato i vicini vedendola tanto grossa, e aggiunse che siccome la creatura era nata morta l’aveva riposta con cura in una scatola e sepolta ed era talmente addolorata che l’aveva riesumata due volte per accertarsi che fosse veramente morta. Fu assolta. Viceversa, da studi su casi di infanticidio in Belgio e in Francia, risulta che nascondere il cadaverino nel mucchio di letame della fattoria... era segno di colpevolezza, una mancanza di rispetto per la vita umana che la madre pagava con la sua stessa vita».
• Alcuni tra i metodi più comuni per abortire: salassare i piedi, assumere alcolici.
• Donne che morivano di parto in Inghilterra nel XVI e XVII secolo: 25 ogni mille. Oggi: 0,12 ogni mille.
• «Fra i primi tipi di forcipe c’erano dispositivi a spruzzo per battezzare i neonati destinati a morire prima di nascere. Quando morivano tutti e due spesso il bambino veniva risistemato nella pancia della madre per la sepoltura».
• In Alsazia le madri morte durante il parto venivano sepolte con scarpe assai robuste perché la strada dell’eternità è lunga e si supponeva che durante il primo mese le mamme sarebbero tornate indietro ogni notte per assicurarsi che il bambino venisse cresciuto bene.
• Le scarpe, uno degli articoli più rubati dai banchi del mercato.
• I nobili francesi non volevano le balie rosse di capelli perché quel colore significava che erano frutto di un rapporto consumato durante le mestruazioni. Esse inoltre dovevano essere sposate, perché le madri dei bastardi non erano virtuose e le lacune morali potevano passare, attraverso il latte, dalla madre al figlio.
• Convinzione comune: la donna mestruata che tocchi il granoturco lo fa avvizzire, quella che afferri la pasta le impedisce di lievitare, ecc.
• Nel XVII secolo si credeva che un uomo infetto potesse curarsi avendo rapporti con una vergine, da ciò la quantità di bambine che avevano contratto malattie veneree.
• Dalla folla che assisteva all’arresto di una strega sbucava sempre qualcuno che la pungeva con uno spillone o un ago o una spina o la feriva con un coltello, poiché si credeva che cavar sangue da una strega fosse il modo per liberarsi del malocchio.
• Nel 1663 i teologi olandesi cercarono di mettere al bando le bambole sostenendo che favorivano l’idolatria.
• «I religiosi raccomandavano ai genitori di trattare con severità i figli, per domarli. Tutte le confessioni religiose insegnavano che il figlio era concepito e nasceva nel peccato. Gli uomini di chiesa consigliavano vivamente punizioni corporali e aspri rimproveri, una dieta frugale e nessuna manifestazione d’affetto».
• Uno dei rari casi in cui, nelle liti in tribunale tra coniugi, il giudice dava certamente torto al marito: quando, per esempio per procurarsi da bere, era arrivato al punto di vendere il letto coniugale.