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 1997  novembre 15 Sabato calendario

Mussolini segreto nemico di Hitler

• Nel 1924 il neo presidente Usa Calvin Coolidge fece approvare il National origins act, una legge che imponeva limitazioni etniche all’immigrazione per salvaguardare il carattere anglosassone degli americani. Gli imigrati, per esempio, dovevano essere in proporzione superiore all’80% di provenienza nordica. Gli arrivi degli italiani calarono dagli oltre 300mila del 1920 ai circa 30mila del 1924.
• Quasi sicuramente i primi approcci con la lingua tedesca Mussolini li ebbe durante il soggiorno svizzero tra il 1902 e il 1904, quando cominciò a leggere in lingua originale Nietzsche, Lassalle e Kautsky.
• Nel 1909, a 26 anni, Mussolini si trasferì a Trento per ricoprire il posto di segretario della Camera del Lavoro di Trento e dirigere il periodico "L’Avvenire del Lavoratore". Il suo soggiorno durò poco più di sette mesi: le autorità asburgiche lo espulsero il 26 settembre 1909 con l’accusa di aver svolto attività tesa ad eccitare azioni «immorali e proibite dalla legge e all’odio e al disprezzo contro le autorità dello Stato».
• Durante il suo viaggio a Berlino nel marzo del 1922, Mussolini sostenne buona parte dei colloqui con i politici in tedesco, la lingua straniera che meglio padroneggiava. Nel tedesco di Mussolini, secondo Roberto Suster (il corrispondente del "Popolo d’Italia” che gli faceva da guida) l’accento straniero era identificabile soprattutto nella pronuncia di qualche suono, profferito "alla romagnola".
• I primi contatti - indiretti - tra Hitler e Mussolini avvennero nel 1922. Nel settembre del ’22 Kurt G.W. Ludecke ottenne un appuntamento con Mussolini qualche giorno prima della marcia su Roma. L’emissario di Hitler scrive nelle sue memorie: «Fu subito evidente che dovevo cominciare dal principio. Mussolini non aveva mai sentito parlare di Hitler».
• Il 24 aprile 1931 Göring ricevette da Mussolini una foto con dedica per Hitler e, sempre diretti a Hitler, «i suoi consigli sul modo migliore per esautorare il governo in carica».
• Hitler e Mussolini si incontrarono per la prima volta all’aeroporto di San Nicolò di Lido a Venezia. Mussolini era in alta uniforme e strinse la mano di Hitler, che vestiva in borghese, senza togliersi il guanto. Secondo la leggenda l’italiano aveva fatto sapere all’ospite che avrebbe preferito un incontro in borghese, per non dare un tono troppo cerimonioso alla visita. Invece Hitler si trovò davanti Mussolini in uniforme impeccabile e dovette fare buon viso a cattivo gioco di fronte ai tanti fotografi presenti. I due si incontrarono due volte, entrambi i colloqui si svolsero in tedesco, anche se i lunghi monologhi di Hitler spesso mettevano l’italiano in difficoltà. Durante una pausa del primo colloquio, Mussolini si affacciò alla finestra e indicando con il pollice l’ospite che stava dentro, disse ai gerarchi che aspettavano in cortile: ”E’ matto, è matto”.
• Dopo la notizia del fallito golpe dei nazisti a Vienna (25 luglio 1934) Mussolini fece schierare alla frontiera alcuni reparti di quattro divisioni di stanza al Brennero. In vena di atti dimostrativi, fece sostituire una statua che si trovava a Bolzano: al posto di quella del poeta medioevale tedesco Walther von der Vogelweide venne eretta quella del generale romano Druso che, sconfiggendo i germani, aveva portato i confini dell’Impero fino al fiume Elba.
• Nel settembre del ’34 Mussolini andò al Vittoriale per incontrare Gabriele D’Annunzio. I due, si racconta, risero insieme alla lettura di una poesia che derideva Hitler.
• Il 6 dicembre del ’34 Mussolini disse a von Hassel di essere stato informato del fatto che ”al momento nessuna guerra era popolare in Germania quanto quella contro l’Italia”. Un mese prima Mussolini aveva fatto annullare la vendita di 24 aerei Fiat alla Germania.
• Spese per la difesa sostenute dalla Germania: nel 1930, 162 milioni di dollari contro i 266 dell’Italia, i 498 della Francia e i 512 della Gran Bretagna. Nel 1933, primo anno di governo di Hitler: Germania 452 milioni di dollari, Italia 351, Gran Bretagna 333, Francia 524. Nel 1934 la Germania spese 709 milioni di dollari contro i 455 dell’Italia, i 707 della Francia e i 540 della Gran Bretagna.
• Quando Franco chiese a Mussolini di inviargli aerei per trasportare le sue truppe dal Marocco alla Spagna, per i primi 12 aerei da trasporto S.81 l’Italia si fece pagare 1 milione di sterline. 5.699 aviatori e 74.285 soldati italiani combatterono in Spagna fino alla fine della guerra, nell’aprile 1939. I morti furono 4mila, i feriti 12mila, la spesa finale superò gli otto miliardi di lire.
• Secondo Alfred Rosenberg, la razza nordica in Italia poteva contare su una presenza pari al 15%. La maggioranza degli italiani era rappresentata da razze orientali e occidentali. La "razza occidentale" (westrasse), che predominava nell’Italia centro-meridionale, secondo i teorici tedeschi si distingueva per: superficialità, indolenza, gusto del divertimento, mancanza di serietà etica e coscienza e non produceva "uomini di qualità veramente superiore”.
• Tra il 1933 e il 1940 circa 20mila ebrei fuoriusciti dalla Germania si rifugiano in Italia. Nell’aprile del ’33 l’Unione delle comunità israelitiche italiane apre in Italia la prima sottoscrizione pro-ebrei perseguitati. Alla fine di quell’anno sono quasi 5mila gli ebrei iscritti al Pnf (12% della comunità italiana).
• Nel 1934, dopo la pubblicazione su "L’Universale" di un articolo antirazzista, il giovane Indro Montanelli venne convocato a Palazzo Venezia e accolto da Mussolini con un: «Bravo! Il razzismo è roba da biondi».
• Le leggi razziali italiane prevedevano: l’espulsione per gli ebrei giunti in Italia a partire dal 1919, l’esclusione degli ebrei dalle cariche politiche, amministrative e civili e da ogni livello di insegnamento, l’iscrizione obbligatoria degli studenti ebraici a scuole ebraiche, la proibizione ad avere aziende con oltre 100 dipendenti, terreni e fabbricati al di sopra di certe dimensioni. Proibiti i matrimoni misti, l’esercizio della professione di notaio, l’avere domestici ariani. Professioni sottoposte a limitazioni: giornaista, medico, farmacista, avvocato, geometra, chimico. Le leggi non venivano applicate: ai familiari dei caduti "per la causa fascista", a quelli delle guerre di Libia, Etiopia, Spagna e della prima guerra mondiale, ai feriti, mutilati, invalidi e decorati delle stesse guerre, ai partecipanti all’impresa di Fiume, a chi avesse una tessera del partito fascista dal 1919 al 1924.
• Secondo Mario Di Stefano, 1° segretario d’ambasciata a Varsavia, nell’inverno 1939/1940 il governo fascista «impartì istruzioni di intervenire per far conceder permessi di uscita dalla Polonia a personalità ebraiche». Tra loro la famiglia del rabbino capo di Gora Kalwaraya, Alter, che in Polonia veniva chiamato "il papa degli ebrei”.
• Il primo dei 43 treni che portarono ebrei dall’Italia ai lager nazisti partì il 16 settembre 1943.
• Secondo il generale Karl Wolff, capo delle Ss in Italia, «Mussolini non era a conoscenza di ciò che di particolare si effettuava nei lager, soprattutto dell’ordine segreto per la sistematica e programmata distruzione della razza ebraica nell’Europa dominata dalle forze politiche e militari tedesche». Secondo quanto dichiarato dall’ammiraglio Erich von Raeder davanti al Tribunale militare internazionale di Norimberga, il numero delle persone al corrente di tale segreto non superava la sessantina. Chi avesse divulgato il segreto sarebbe stato punito con la morte della moglie e dei figli.
• Nelle prime settimane del 1938 venne pubblicato il primo aggiornamento dei 35 volumi dell’Enciclopedia Italiana, pubblicata alla fine dell’anno precedente: tra le voci aggiornate quella sul fascismo, che non elenca la Germania tra i paesi che hanno imitato, a tutto il 1937, il movimento mussoliniano.
• Secondo Vittorio Emanuele III il Führer era un degenerato sessuale, in cambio il tedesco lo aveva soprannominato "re Schiaccianoci".
• Durante la visita a Roma del ’38 Mussolini notò che Hitler usava il rossetto per nascondere il pallore del volto.
• All’arrivo di Htler a Roma (1938) Papa Pio XI si ritirò a Castelgandolfo e, saputo che il dittatore intendeva visitarli, fece chiudere i Musei Vaticani.
• Quando, nell’agosto del 1939, Hitler fa capire a Mussolini che l’ora dell’azione si avvicina, l’italiano accampa clamorose carenze di materie prime e armi. I tedeschi chiesero un elenco delle cose ritenute necessarie e si vedono recapitare una lista ”tale da uccidere un toro", secondo Ciano. La lista comprendeva: 170 milioni di tonellate di tungsteno, carbone, nafta, ferro, legname, colofonia, toluolo, zirconio e 150 batterie contraeree.
• La frontiera settentrionale venne rafforzata a partire dal dicembre ’39. Si chiamava Vallo Littorio, ma era nota come linea "Non mi fido".
• Tra l’agosto del ’39 e il luglio del ’43 gli italiani continuarono incessantemente a lamentare con i tedeschi scarsità di materie prime e armi. Ma i tedeschi che occuparono l’Italia trovarono nei magazzini: 1.250mila fucili, moschetti e mitra, 500mila pistole, 38mila mitragliatrici, 10mila cannoni, 2.800mila bombe a mano, quasi un1 milione di tonnellate di munizioni, 15mila autocarri, 970 carri armati, 3mila autoblindo, 12mila motociclette, 867mila tonnellate di viveri in conserva, 500mila divise, 67mila tra cavalli e muli, 123mila metri cubi di carburante.
• Per il "pagamento delle spese di occupazione" i tedeschi chiesero alla Rsi all’inizio 10 miliardi di lire al mese, negli ultimi mesi 17 miliardi. Il denaro doveva servire a mantenere ed equipaggiare le truppe tedesche in Italia costruire fortificazioni e piste d’atterraggio, pagare il materiale bellico.
• Sotto la "protezione tedesca" il Duce, nome in codice Karl Heinz, era, secondo il generale delle Ss Karl Wolff «un libero prigioniero che poteva lasciare Gargnano soltanto con il mio premesso, e dal mio permesso dipendevano anche gli incontri con Claretta Petacci (...) Doveva informarmi prima anche se voleva distribuire ai poveri buste di denaro».
• Quando, nel luglio del ’44, Hitler sfuggì ad un attentato, Mussolini si mostrò felice perché anche tra i nazisti c’erano traditori: «Anche a lui, può succedere anche a lui».