Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 12 gennaio 2004
Come fu che gli Usa presero Marte lasciando a terra la Ue
• Come fu che gli Usa presero Marte lasciando a terra la Ue.
Da sessantamila anni Marte non è mai stato così vicino alla Terra come ora, un allineamento spaziale che lo ha portato a soli 35 milioni di miglia (poco più di 56 milioni di chilometri). La Nasa ne approfitterà per mandare ogni 26 mesi una sonda, tutte le volte che i due pianeti incrociano le loro orbite intorno al Sole.
• La perfezione ha segnato l’intera spedizione della Nasa iniziata col lancio da Cape Canaveral il 10 giugno scorso. Dopo un viaggio di 487 milioni di chilometri, Spirit si tuffa nell’atmosfera marziana con un’esattezza tale da rendere superflue le ultime manovre d’aggiustamento. Preoccupano le tempeste di sabbia scoppiate nelle ultime settimane: l’atmosfera s’è riscaldata e un po’ gonfiata. Così Richard Cook, il ”pilota delle traiettorie” di tante spedizioni interplanetarie, anticipa di un paio di secondi l’apertura del paracadute per controllare meglio la discesa.
• All’inizio i due lander americani erano solo Mars Exploration Rovers (Mer) A e B. Poi sono arrivati i nomi, Spirit e Opportunity, scelti da una bambina di nove anni durante un concorso.
• Spirit, 173 chili di peso, arriva su Marte in perfetto orario, alle 5,35 (ora italiana) di domenica 4 gennaio. Otto secondi prima di toccare il suolo enormi airbag le creano un’imbottitura tutt’intorno. Così Spirit può schiudere i petali della sua capsula e dispiegare i pannelli solari coi quali ricaricherà le batterie. La sonda subito issa la macchina fotografica ad alta definizione e comincia a trasmettere foto alla sonda-madre Odyssey, mentre questa passa sopra: pochi minuti dopo immagini di Marte giungono al centro di controllo di Pasadena, in California.
• Appena tocca il suolo Spirit incomincia a rimbalzare protetto dagli airbag, una decina di salti che, prima di smorzarsi, in due minuti e mezzo lo portano a un chilometro di distanza: effetto ”rock and roll”, lo chiamano alla Nasa.
• I ricercatori del Jpl hanno scelto come punto d’arrivo di Spirit il cratere Gusev, dal nome dell’astronomo russo Matvei Gusev. La regione è poco accidentata e potrebbe essere un antico bacino prosciugato: le sue rocce sembrano promettenti per la ricerca di tracce di vita. Il clima di Marte non è mite. La temperatura di notte scende a 100 gradi sotto zero, in pieno giorno raggiunge a stento lo zero. Spirit dovrà lavorare per 90 Sol, cioè per novanta giornate marziane, equivalenti a 92 giorni terrestri.
• Già coi ”Viking” (poi col ”Mars Global Surveyor” e il ”Mars Odissey”) gli americani sono responsabili di tre delle missioni sul Pianeta Rosso. Ma poi, nel ’99, vedono svanire una dopo l’altra due sonde, il ”Mars Climate Orbiter” e il ”Mars Polar Lander”: la prima perché qualcuno aveva dimenticato di convertire alcuni dati al sistema metrico; la seconda per un errore di software.
• "We’re baaaack", siamo tornati, grida nella notte di sabato 3 gennaio nel controllo missione di Spirit il direttore della Nasa, Sean O’Keefe, riprendendo la battuta di un film di Schwarzenegger.
• " una gran notte per la Nasa e per la storia dell’esplorazione cosmica", commenta stappando una bottiglia di champagne, annata ’82
• Art Thompson, capo dell’attività tattica dei rover: "La realtà ha superato la fantasia. Siamo come dei bambini in un negozio di caramelle".
• Lo scrittore 83enne Ray Bradbury: "Non possiamo rimanere sulla Terra, sarebbe troppo noioso. E ci lasceremo alle spalle le guerre, così come quando siamo arrivati in America 500 anni fa ci siamo lasciati alle spalle le futili politiche europee e abbiamo formato un nuova nazione".
• Per garantirne il successo, la Nasa ha sottoposto Spirit e Opportunity a test senza precedenti, esponendole a fonti di luce due volte più potenti del Sole e a suoni di una tale forza che, da soli, possono provocare un terremoto. Louis Friedman: "Nello spazio puoi fare bene 10 mila cose. Poi ne sbagli una e sei finito".
• Spirit, 6 ruote e 4 pannelli solari per ricaricare batterie al litio da 140 Watt, sormontato da un braccio verticale: una coppia di telecamere panoramiche (è come vedere Marte con gli occhi di un astronauta), e accanto altre due che servono a individuare gli ostacoli e a pilotare i movimenti. Sul dorso, tre antenne. I dati vengono inviati a una navicella in orbita, che poi li rimanda alla Terra. Sul lato anteriore, una telecamera mobile fornita di microscopio per fotografie particolareggiate. Davanti al microscopio, uno strumento che ricorda un trapano da dentista (progettato da un odontotecnico di Hong Kong) raschia le rocce e mette a nudo gli strati interni, dove, non arrivando radiazioni e particelle del vento solare, potrebbe annidarsi qualche forma di vita.
• Opportunity atterrerà il 24 gennaio nel Meridianum Planum, pianura vicina alla linea zero della longitudine. Qui è stata rilevata l’ematite, la cui formazione sarebbe legata alla presenza dell’acqua. La ricerca dell’acqua è l’obiettivo principale delle spedizioni marziane.
• Spirit è lungo quasi come un’utilitaria (1,6 metri), ha ruote da 26 centimetri e può superare pietre e arrampicarsi su pendenze di 45 gradi alla velocità di 5 centimetri al secondo (180 metri all’ora). Durante la notte marziana, quando la temperatura scende a -105 °C, le batterie non possono funzionare e tutte le apparecchiature vanno in letargo fino al ritorno del Sole.
• Nel giorno di Natale la navicella Mars Express, lanciata con un razzo russo il 2 giugno da Baikonour per conto dell’Agenzia spaziale europea (Esa), avrebbe dovuto raggiungere il pianeta e far scendere sul suolo di Marte un piccolo robot, chiamato Beagle 2 in onore della nave su cui Charles Darwin compì il viaggio che gli permise di elaborare la teoria evolutiva. Questo avrebbe raccolto dati da trasmettere a Mars Express, che a sua volta li avrebbe rilanciati verso la Terra, al Deep Space Network, un sistema di antenne sparse in Australia, in Sud America (Kourou) e negli Stati Uniti.
• Le prime manovre sono andate bene. Il 19 dicembre alle 9,31 ora italiana gli scienziati dell’Esa hanno impartito l’ordine di separazione tra la madre Mars Express e il figlio Beagle 2, che da quell’istante non è più stato controllabile: l’esplosione che lo ha liberato dal grembo materno è paragonabile al colpo di racchetta di un tennista, si poteva solo sperare che la mira fosse giusta, e che la sonda finisse come programmato nella Isidis Planitia, intorno a 9 gradi di latitudine Nord e 91 gradi di longitudine Est.
• Sette gli strumenti italiani a bordo di Mars Express, tra questi: il radar Marsis che deve tracciare una mappa della distribuzione dell’acqua sulla crosta marziana; Pfs, uno spettrometro planetario per studiare l’atmosfera del pianeta.
• Grande più o meno come una ruota di bicicletta (chiuso ha un diametro di 65 centimetri scarsi), Beagle 2 ha la struttura d’una conchiglia bivalve, fatta in modo che non abbia importanza su quale dei due lati s’appoggia. Il Beagle 2 europeo differisce dai lander americani perché non ha ruote. Il braccio robotico, lungo 110 centimetri e dotato di 5 tipi di movimento, è progettato per tastare il suolo e le rocce, portarne dei campioni in un micro-laboratorio chimico e qui riscaldarli a centinaia di gradi per verificare l’eventuale presenza di organismi fossili.
• Il computer della sonda è programmato per compiere altri 13 tentativi di collegamento radio. Attualmente vengono trasmessi messaggi pulsati di un minuto ciascuno: 10 secondi di segnale e 50 di silenzio, una specie di lentissimo codice Morse. Le ultime tre chiamate avverranno il 12, il 13 e il 17 gennaio. Poi bisognerà rassegnarsi: i marziani non ascolteranno la canzone del complesso rock ”Blur” che Beagle 2 porta con sé.
• Che cosa può essere successo? Forse l’esplosione che ha prodotto il distacco ha rotto qualche pezzo vitale. Forse l’angolo di ingresso nell’atmosfera marziana non era quello previsto e la sonda s’è arrostita per l’attrito. Forse il paracadute non s’è aperto. Forse l’airbag ha urtato qualche roccia aguzza e s’è danneggiato (i test a terra tendono a escludere questa eventualità). Forse il contatto col suolo è stato più brutale del previsto e ha guastato l’impianto radio. Forse, semplicemente, la sonda è finita un po’ troppo lontano dalla zona d’atterraggio programmata (lo scarto massimo tollerabile era di 200 chilometri) e adesso bisogna cercarla a tentoni. Forse, ancora, la posizione in cui si trova ostacola il collegamento radio: potrebbe essere finita in una cavità. La potenza di radio-Beagle è appena di 5 watt, inferiore a quella di un telefono cellulare.
• Il tedesco ”Der Tagesspiegel” difende la missione europea nonostante l’atterraggio riuscito di Spirit voglia dire che l’Europa ha perso la "corsa su Marte". L’austriaco ”Die Presse”: "Considerando le sue capacità politiche e scientifiche, l’Europa probabilmente dovrà continuare ad agire senza il titolo di potenza mondiale".
• In fondo non è andata così male... "La missione del Mars Express è come una torta a sette strati con la ciliegina sopra. I sette strati sono i 7 strumenti scientifici che sono a bordo della sonda in orbita intorno a Marte, e la ciliegina è Beagle 2 sul pianeta. Ma la torta rimane buonissima" (il portavoce dell’Esa, Franco Bonacina).
• Rosicate/1. "Gli americani sono arrivati sul pianeta, ma ancora non hanno trovato nulla" (Colin Pillinger, che ha partecipato al progetto Ue).
• Rosicate/2. "Il solo programma Nasa per Marte corrisponde a una volta e mezzo tutto il programma dell’esplorazione del sistema solare dell’Esa" (Marcello Coradini, responsabile dell’esplorazione del sistema solare dell’Esa).
• Marziani e Venusiani. " ora di finirla di credere che europei e americani condividano il punto di vista sul mondo o che vivano lo stesso mondo. Su una questione essenziale, quella del potere le prospettive americane e quelle europee divergono. L’Europa sta voltando le spalle al potere, o se si preferisce, sta andando verso un mondo autonomo di leggi e regole, di negoziati e cooperazione transnazionali. Sta entrando in un paradiso post-storico di pace e relativa prosperità: la realizzazione della ”pace perpetua” di Kant. Gli Stati Uniti, invece, restano impigliati nella storia, a esercitare il potere in un mondo anarchico, hobbesiano, dove le leggi e le regole internazionali sono inaffidabili, e la vera sicurezza e la difesa e la promozione dell’ordine ancora dipendono dal possesso e dall’utilizzo della forza militare. Questo è il motivo per cui sulle maggiori questioni internazionali, oggi, si può dire che gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere: su poche cose son d’accordo e s’intendono sempre meno" (Robert Kagan).
• L’Europa non è l’unica ad aver fallito. La sonda giapponese Nozomi (’speranza”) partì verso Marte il 4 luglio 1998. L’accensione difettosa la portò su una traiettoria sbagliata, che avrebbe finito per farla perdere definitivamente nel cosmo. Ma gli ingegneri dell’Agenzia spaziale giapponese riuscirono a guidarla verso una rotta di emergenza. Ci avrebbe messo molto più tempo, ma sarebbe comunque arrivata a destinazione. La sonda fu poi investita da una dose spaventosa di radiazioni causate da alcune esplosioni solari. Riportò danni molto seri. Doveva entrare nell’orbita di Marte il primo gennaio, ma si preferì lasciarla andare a morire lontano nello spazio. Poteva precipitare su Marte e sarebbe stato un guaio: non era stata sterilizzata e poteva portare batteri terrestri sul pianeta, contaminando l’ambiente.x
• L’Esa ipotizza lo sbarco con equipaggio umano per il 2030; la Nasa non fissa date e aspetta un segnale politico. Imponenti i costi, l’ordine di grandezza è quello della Stazione Spaziale Internazionale, cioè sui 100 miliardi di dollari: quasi il doppio del pil dell’Iraq, un quarto della spesa militare Usa nel 2004.
• La Casa Bianca ha annunciato che il presidente Bush farà un discorso per tracciare le linee della grande iniziativa spaziale americana. Le amministrazioni ufficiali fanno sapere d’aspettarsi che Mr. Bush proponga un programma di ricerca e sviluppo con lo scopo di stabilire una stazione sulla Luna, come preludio a un progetto a lungo termine: mandare l’uomo su Marte.
• Cinesi. "Saranno loro a volerci arrivare per primi, e noi li rincorreremo come sfidammo i russi per la Luna" (Ray Bradbury).
• Oriente rosso. Dopo 14 giri intorno alla Terra e 21 ore di volo sulla Shenzhou V (’veicolo divino”), prima sonda cinese con equipaggio, il cosmonauta Yang Liwei è rientrato la notte tra il 15 e il 16 ottobre nel deserto del Gobi. Il debutto spaziale della Cina, negli anni 70 quando un razzo Chang Zheng portò in orbita il loro primo satellite, che ruotava attorno alla Terra trasmettendo l’inno patriottico L’Oriente è rosso.