Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 14 settembre 1998
Quest’anno gli studenti di istituti di ogni ordine e grado sono 7
• Quest’anno gli studenti di istituti di ogni ordine e grado sono 7.705.424 (un calo di 53 mila unità rispetto allo scorso anno).
• «Il primo giorno di scuola è molto importante l’abbigliamento del bambino: niente eleganze né lussi eccessivi, né abiti volutamente trasandati o palesemente ispirati all’idolo del momento. La sua ”impronta” il bambino potrà esprimerla scegliendo cartella e astuccio». (Micol Fontana).
• Rispetto all’anno scorso diminuiscono i ragazzi delle medie inferiori (1.719.173) e delle superiori (2.453.215). Aumentano i bambini che frequentano materne (901.264) ed elementari (2.631.772): non si tratta di una ripresa della natalità ma di un aumento degli extracomunitari. Soprattutto a Roma, Napoli e Milano le classi stanno diventando multiculturali.
• I ragazzi stranieri che frequentano le scuole italiane sono 60.659. Nel 1984 erano 6.104.
• Dall’anno scolastico 1999-2000, i ragazzi dovranno andare a scuola fino a 15 anni (un precedente provvedimento del governo prevedeva l’obbligo a 16 anni). In Belgio la scuola dell’obbligo dura fino a 18 anni, in Francia, Inghilterra, Spagna, Danimarca fino a 16 anni, in Austria e Irlanda a 15.
• I prezzi dei testi scolastici adottati per l’anno ’98-’99 sono aumentati del 3,5 per cento, il doppio rispetto al tasso d’inflazione. Ogni alunno spenderà in libri di testo 1.282.400 lire per il triennio delle medie inferiori, 1.737.650 per i cinque anni delle superiori, 2.702.800 per i licei classici e scientifici.
• L’Adusbef (Associazione difesa consumatori utenti): «Ancora una volta gli editori hanno pensato bene di rivedere i prezzi nel tentativo di scaricare completamente sulle famiglie la drastica diminuzione di introiti dovuta al calo degli studenti».
• «I libri di testo sono come gli esseri umani: alcuni cattivi, altri buoni o perfino eccellenti. Un difetto però, hanno in comune: negli ultimi anni si sono dilatati a dismisura» (Tullio De Mauro, linguista).
• Al costo dei libri va aggiunta la spesa di qualche centinaio di migliaia di lire per quaderni, astucci, penne, zaini, diari, etc. Ultima moda tra gli studenti: lo zainetto con le ruote che concilia gusti giovanili e benessere della schiena. Costo: da 25 mila lire a 140 mila lire per le versioni superaccessoriate e griffate. Altro accessorio: la calcolatrice con conversione in Euro.
• Maretta Scoca, parlamentare dell’Udr, ha proposto un prelievo fiscale sul prezzo di vendita dei prodotti scolastici griffati da devolvere a favore degli studenti più bisognosi.
• In Italia, su 1000 iscritti alla prima media, 47 abbandonano prima della licenza, 953 la prendono. Di questi 847 si iscrivono alla scuola superiore: 167 l’abbandonano prima del diploma, 23 escono con una qualifica professionale (prima del quinto anno), 684 arrivano alla maturità. Si iscrivono all’università in 467: 302 abbandonano prima della laurea, 165 si laureano.
• In Europa l’80 per cento dei giovani raggiunge il diploma di scuola superiore .
• Migliaia di bambini italiani non vengono iscritti alla scuola dell’obbligo. Secondo fonti ufficiali per la scuola elementare pubblica si tratta di 173.787 bambini, dei quali 80.960 del Sud, 58.541 del Nord e 34.186 del Centro (vanno sottratti i bimbi iscritti alla scuola privata, il cui peso però è marginale).
• Nell’anno scolastico 1996/97 per ogni 10.000 bambini iscritti alle elementari, a fine anno sette mancavano all’appello per ragioni non dovute a problemi di salute o trasferimenti. In Calabria si sale a 27 bimbi ogni 10.000.
• In Inghilterra gli studenti assenteisti vengono riaccompagnati a scuola dai bobbies. «La proposta di Blair non piace (in Italia) a sindacalisti, insegnanti, pedagogisti. Ho letto con interesse le loro opinioni, ma non ne condivido il presupposto fondamentale: che coercizione e educazione siano inconciliabili. Chiunque abbia figli sa che, purtroppo, non è vero. Ci sono passaggi del rapporto adulto/bambino (pochi, per fortuna) che in assenza di coercizione perdono di senso: e niente è più diseducativo dell’insensatezza. La scuola dell’obbligo, del resto, non si chiama così perché è stata concepita da torvi maestri dell’ancien regime. Si chiama così perché le società democratiche che hanno ritenuto loro dovere garantire l’istruzione di massa hanno voluto sottolinearne l’ineluttabilità, di fronte a minori e soprattutto a genitori che non sempre considerano la cultura un diritto fondamentale. Altri obblighi (non prevaricare, accettare gli infiniti limiti della convivenza) sono, in assenza di sanzioni e divieti, ugualmente poco comprensibili ai bambini, impegnati a rafforzare il proprio ego anche quando dormono. il loro mestiere. Il nostro è molto più ingrato e scomodo. Ma l’odiosità di sanzioni e divieti, negli spiriti liberi, è seconda soltanto all’odiosità del menefreghismo» (Michele Serra).
• La spesa italiana per l’istruzione è la più bassa d’Europa: il 3,4 per cento del Pil (7,9 in Finlandia, 5,9 in Francia, 5,2 in Spagna, 4,9 in Germania). Dal ’93 al ’97 si è scesi da 67.822 miliardi a 59.594 miliardi.
• «La scuola italiana è malata di eccessiva burocrazia. Nel 1997 dalla Pubblica istruzione sono partiti tra circolari, ordinananze e provvedimenti, ben 947 documenti» (Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil scuola).
• In Italia il rapporto tra professori e alunni è il più alto fra i paesi industrializzati: 11,3 insegnanti ogni 100 allievi di scuola media inferiore (5,7 in Gran Bretagna). Insegnanti in esubero: 200 mila.
• Secondo i dietologi, uno studente è ben nutrito se consuma cinque pasti al giorno: una colazione e uno spuntino a metà mattina, pranzo tradizionale, merenda e cena.
• Dallo statuto degli studenti pubblicato a fine luglio sulla ”Gazzetta Ufficiale”: è abolito il 7 in condotta; nessuna infrazione connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto; non può essere sanzionata la libera espressione di opinioni «correttamente manifestata»; le sanzioni, contro le quali si può fare ricorso, devono essere «sempre temporanee, proporzionate all’infrazione, ispirate al principio della riparazione del danno» e prese tenendo conto della situazione personale dello studente.
• Presidi: «l’entrata in vigore del nuovo Statuto renderà più complesso il lavoro di chi gestisce una scuola». Studenti: «Berlinguer ci ha deluso» (ragazzi dell’Uds), « sostanzialmente inutile» (Zeroincondotta, movimento vicino alla destra), «Inutile e demagogico» (An).
• Durante l’anno scolastico, il Comune di Milano distribuisce ogni giorno 64 mila pasti ai bambini di nidi, materne, elementari e medie: più di mille sono preparati ”su misura” per i bimbi che rispettano diete rigorose prescritte dalle loro religioni.
• Quest’anno gli studenti dell’ultimo anno delle superiori affronteranno la nuova maturità: scompare il giudizio di ammissione da parte del consiglio di classe; il voto viene espresso in centesimi (60/100 è il minimo per essere dichiarati maturi); tre prove scritte e tutte le materie dell’ultimo anno per gli orali; commissioni di otto membri, quattro interni e quattro esterni, affiancati da un presidente esterno; vengono introdotti il ”credito scolastico” (un punteggio attribuito negli scrutini degli ultimi tre anni) e il ”credito formativo” (esperienze culturali, artistiche, sportive, lavorative).
• Berlinguer ha emanato una circolare contro le telefonate in classe, malcostume che sta prendendo piede nel corpo docente.
• La scorsa primavera la metà degli studenti del liceo scientifico ”Galileo Ferraris” di Varese andava a scuola col cellulare.
• Con il decreto dello scorso novembre il ministro Berlinguer ha sancito l’autonomia giuridica degli istituti: ogni scuola potrà disegnarsi su misura orari e calendari (purché siano salvi i 200 giorni di lezione l’anno), scomporre le classi, introdurre nuove materie, collaborare con altri istituti, etc.
• «Nessuno è obbligato ai cambiamenti, chi vuole può. Comunque, entro il Duemila l’autonomia sarà a regime» (Luigi Berlinguer). «Però non c’è una lira, i cinquecento miliardi stanziati sono una goccia nel mare. Per attuare i cambiamenti previsti dalla Bassanini occorrono risorse economiche ben più consistenti» (Luisa La Malfa, presidente della Fnism, Federazione nazionale degli insegnanti).
• Schermi al posto di lavagne, cd interattivi, Internet. Modello d’avanguardia: le scuole materne emiliane, dove i bambini giocano con il computer. Il governo ha stanziato lo scorso anno mille miliardi per rendere multimediali 15 mila scuole (il 25% del totale) e formare 100 mila insegnanti. La Eds Italia, leader mondiale nei servizi informatici, si è aggiudicata l’appalto da 630 miliardi per l’impianto dell’infrastruttura tecnologica. Le scuole più attive si stanno dando da fare per trovare sponsor che finanzino i progetti didattici high-tech.
• «Molti insegnanti, di una certa età, non sono disponibili a imparare le nuove tecnologie. Diffidano dei compiti e dei calcoli con il computer, aggrappandosi all’idea che sia importante saper fare i conti e scrivere a mano» (Vittorio Midoro, direttore della rivista ”Td”. Ricercatore all’Istituto di tecnologie didattiche del Cnr di Genova).
• «Se il bambino vuole fare un regalo all’insegnante, si deve scegliere tra i doni classici e sarà meglio optare per regali di gruppo, meglio della classe intera. Penne, libri d’arte, piante, oggetti da scrivania». (Micol Fontana).
• Al Parlamento sono state presentate undici proposte di legge sulla parità tra scuola pubblica e privata.
• In America oltre 700 mila famiglie hanno deciso di educare i figli a casa, nella maggior parte dei casi per motivi religiosi. Esistono oltre 150 organizzazioni e gruppi di supporto, una fiorente industria di produzione di materiali per l’insegnamento a casa, un servizio di assistenza legale, tantissimi manuali.
• «Alla scuola di Pitagora i discepoli erano obbligati a tacere per almeno i primi cinque anni, prima di poter porre delle domande. ”Gli schiamazzi e gli applausi” era solito ripetere il maestro ”riservateli agli attori quando andate a teatro”» (Seneca).