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 1996  novembre 02 Sabato calendario

ìTeatrino italianoî

• Impotenza. Suo marito è gia impotente, signora Pina? «E chi lo sa?”»
• Generazione. «Vorrei poter esprimere il disagio di quelli della mia generazione, ma si calano tutti gli anni».
• Tempi. I tempi esigono onestà intellettuale, rigore morale e competenza, caro il mio. «E cos’altro vogliono che gli diamo, il culo?»
• Valori. Babbo, dimmi un valore a cui credere. «Quante lettere?».
• Culti. Lei è laico? «Sì, ma mica praticante».
• Angoscia. L’angoscia mi divora, Arturo. «Chissà quanto ci mette».
• Noi donne. «Non mi ricordo più se noi donne veniamo prima dei disoccupati e dopo i giovani o tra il Mezzogiorno e i pensionati».
• Giovani. Disoccupazione giovanile in aumento, onorevole. «Ma, Dio bono, non invecchiano mai?»
• Merda. C’è una merda sul pavimento dell’ingresso, onorevole. «Convochi la direzione, che le facciamo quadrato intorno».
• Mamma. Dicono che per il potere, onorevole, lei venderebbe sua madre. «Mia madre non ha bisogno di intermediari».
• Sigarette. «Vado all’angolo a comprare le sigarette, dice mio marito. E dopo dieci minuti è già di ritorno».
• Destra e sinistra. Destra e sinistra so’ concetti superati, Peppì. «E sopra e sotto, so’ scaduti pure quelli?»
• Pene. Mi domando a cosa ti serve possedere il famoso pene. «Non lo so, Luisa. Ce lo tramandiamo di padre in figlio».
• Miliardi. Siamo cinque miliardi, Luisa. «E mi toccava di incontrare proprio te».
• Inserto. Prendimi, Arturo! «Ti prenderò sabato, Luisa, con l’inserto a colori».
• Giornali. «Uno splendido giornale: i pettegolezzi separati dalle insinuazioni».
• Fuga di notizie. Lei è un coglione. «Maledizione: un’altra fuga di notizie».
• Mi hanno chiamato figlio di puttana, mammà! «E’ impressionante come si sappia tutto in tempo reale».
• Erezione. Ho un’erezione, Luisa. «Proprio quest’anno che sono così occupata?»
• Coso. Mi si è indurito il coso, Luisa. «Tieni duro che gli scatto una polaroid».
• Età. «Macché disoccupazione giovanile! L’avessi io la loro età!»
• Babbo. Babbo, che ne sarà di me? «Per intanto, sei giovine. Poi farai l’emarginato, il soldato e il disoccupato. Poi scegli: o meridionale o donna».
• Mamma. Mamma, sono donna! «Non è niente. Ci sono ottimi prodotti. Piccoli e con l’adesivo».
• Giudici. «Come giudice, lo so che bisogna applicare il codice, ma Dio bono! saranno più di mille pagine!»
• Corrotti. Ma allora, mi dica lei: chi giudicherà i giudici? Chi controllerà i controllori? «E soprattutto, caro signore: chi corromperà i corruttori? Chi ruberà ai ladri?»
• Auto. Weekend di sangue sulle strade, Luisa. «E tu sempre qui in casa, Ugo».
• Figli. Mio figlio è morto nel sonno ieri a mezzanotte, signora Pina. «Già a letto a quell’ora? Che bravo ragazzo».
• Politici. «Ma a questa classe politica, dovevano dargli il soggiorno obbligato proprio in Italia?»
• Leghisti. Sunto: i leghisti sono ignoranti, fissati col federalismo e si vestono da cani. «E i difetti?»
• Secessione. E se fanno ’sta famosa secessione? «Diventamo esotici, Carmé!»
• Lusso. Mammà, son piena di voglia di vivere. «I tempi son mutati: non s’ha più diritto al lusso, piccina».
• Storia. E la storia dell’umanità, babbo? «Ma niente: prima si fanno delle cazzate, poi si studia che cazzate si sono fatte».
• Amore. «Mi sono fatto sterilizzare per amor tuo, mi ha detto; così se resti incinta ti lascio».
• Immigrati. Luisa, cosa ci fa questo straniero nel letto, al posto mio? «Uno dei lavori che gli italiani non vogliono più fare».
• Protagonisti. Sono la più gran merda mondiale, Luisa. «E dàila col protagonismo».
• Situazione economica. «Quanto alla situazione economica vige una cauta disperazione».
• Fondo. «Abbiamo toccato il fondo e, pare, ci stiamo comodi».
• Babele. «Siamo alla post-babele: tutti parlano la stessa lingua e nessuno ascolta».
• Cassa integrazione. «Ero in cassa integrazione e mi hanno sfrattato: visto che hai fatto trenta, fai trentuno, hanno detto».
• Crisi. «Il paese sta attraversando la crisi più grave degli ultimi tre o quattro giorni».
• Regia. «Mi dicono dalla regia che non è peraltro escluso che l’Italia slitti a data da destinarsi».
• Buio. «Ma, gli dico, lei si sveglia così alla mattina e mi licenzia? E lui: cosa vuoi, che mi svegli quando è ancora buio?»
• Intelligenza artificiale. «Siamo a due passi dall’intelligenza artificiale: l’ultimo tipo di chip è così piccolo che non ci sta dentro niente».
• Eiaculazione. Ho ingaggiato una nuova guardia del corpo, Maria. «Bravo. Quell’altro aveva l’eiaculazione precoce».