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 1968  maggio 13 Lunedì calendario


Sciopero contro gli immigrati

«Per delle ragioni di classe ereditate dal trauma del maggio del 1968, una parte delle élites di destra porta la responsabilità condivisa del caos attuale. Quando cito il maggio 1968, non faccio riferimento al movimento studentesco che fece da catalizzatore degli ‘avvenimenti’, ma allo sciopero generale iniziato il 13 maggio 1968. Sono quelle élites mescolate, énarques (ex allievi dell’Ena, ndr) del partito socialista e ‘benpensanti’ di sinistra che frequentano i rappresentanti della grande borghesia francese che hanno difeso l’immigrazione di popolamento. Coniugata al compimento della forte crescita alla fine degli anni Sessanta, questa immigrazione di massa ha contribuito a spezzare il mondo del lavoro e del sindacalismo. Ha disorientato, socialmente e identitariamente, le classi popolari già colpite dalla disoccupazione. Queste élites hanno esaltato un multiculturalismo sinonimo, in questo quadro, di difesa del forte e di schiacciamento del debole. Circoli importanti della borghesia francese tradizionale, e in particolare il mondo del grande padronato, hanno difeso questo modello demografico (raggruppamento familiare, 1976) e sociale che significava parallelamente lo schiacciamento delle classi popolari. A contatto con una immigrazione culturalmente diversa, a volte addirittura ostile (come nel caso di una parte della immigrazione algerina, per ragioni storiche), le classi popolari furono quelle che ebbero da soffrire maggiormente del malessere identitario, di una ‘insicurezza culturale’ coniugata all’insicurezza della disoccupazione e della precarietà del lavoro. Mentre, di fronte, ci si abbandonava al ‘déni des cultures’ della quale parlava il sociologo Hugues Lagrange. E’ questo mondo, quello degli operai e degli impiegati, che è stato confinato ai margini e condannato al silenzio. E’ questa ‘Francia periferica’, così denominata dal geografo Christopher Guilluy, una Francia popolare che nel passato votava in massa a sinistra e che oggi si ritrova, spesso, nel Front National. I responsabili di questa decadenza sono da ricercare in primo luogo nelle élites borghesi, finanziarie, accademiche e culturali, di sinistra come di destra, che hanno guidato il paese dopo la scossa del maggio 1968, che rimane una delle chiavi del dramma attuale» (Giulio Meotti)