Libero, 26 ottobre 2016
E la barista serba rischia il posto
Abito in Italia dal 1989. Sono scappata dalla Serbia pochi mesi prima che scoppiasse la guerra in Jugoslavia. Lavoro qui a Gorino da cinque anni, tutti i giorni, dalla mattina alla sera. Ma le pare possibile che questi signori volevano sequestrarmi tutto per fare posto ai profughi?». Samela Nikolic, 30 anni, è la titolare dell’ostello «AmoreNatura» di Gorino. Ha il viso provato. Ieri notte non ha chiuso occhio. Mora, con la carnagione scura, parla a Libero seduta dietro al bancone del bar dell’ ostello: «Questo locale è l’unico che non mi avevano requisito». Il bar è affollato: c’è gente che discute coi carabinieri ma ci sono anche dei bambini che corrono attorno a un tavolo sui cui è posata una zucca di Halloween.
Quando le hanno comunicato che l’ostello era stato requisito?
«Ho scoperto tutto lunedì pomeriggio. Ero tornata da una visita dal medico. Sente che ho l’influenza? Mi hanno messo in mano un foglio dicendomi che dovevano arrivare i profughi».
E lei cos’ha fatto?
«Non sapevo cosa dire. Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. Non ho fatto nulla. Subito dopo però ho chiamato tutta la gente che conosco qui in paese e abbiamo protestato».
Una parte dell’Italia vi accusa di razzismo.
«Mi fanno ridere. Che vengano qui a vedere invece di parlare per niente. Io sono serba. Ci sono un sacco di stranieri in paese. Non ci sono mai stati problemi tra di noi. Ci conosciamo come dei fratelli ormai. Ma lo sanno cosa significa essere razzisti?»
È l’unico albergo del paese.
«Infatti. Vogliono impedirci di lavorare? È vero che qui non c’è moltissimo, ma quel poco che c’è è bello: abbiamo percorsi per le biciclette e tanti posti dove pescare. Nel weekend abbiamo sempre le stanze prenotate».
È vero che le avevano sequestrato anche la sua stanza, qui all’ostello?
«Sì, è vero, ma ci sono andata lo stesso. Dove andavo a cambiarmi sennò?»
E adesso cosa succederà?
«Guardi, sono stanca, non ci capisco più niente. Prima dicono una cosa, poi ne fanno un’altra, nessuno ti spiega nulla. È una vergogna: abbiamo impiegato tanto tempo per crearci un po’ di giro, per far conoscere questo posto. Cosa succederà non lo so. Intanto penso solo a lavorare, come ho sempre fatto da quando sono arrivata qui. Domani devo pagare acqua, luce e gas. Non ho proprio tempo di pensare ad altro».
Anche lei ha partecipato alla protesta in strada?
«E chi viene qui al mio posto?»
Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha detto che per quello che è successo questa non è Italia.
«Non sa di che cosa sta parlando».