L’Illustrazione Italiana, 23 aprile 1916
La guerra d’Italia
(Dai Bollettini Ufficiali) L’avanzata dal 10 al 16 aprile.
11 Aprile. – Nel tratto del fronte tra Valle d’Adige e Valle Sugana il nemico ha aperto il fuoco con nuove batterie di grande potenza efficacemente controbattuto dalle nostre. Tiri aggiustati delle nostre artiglierie produssero vasti incendi nei pressi di Calceranica (Lago di Caldonazzo) e danneggiarono gravemente il forte di Luserna (Alto Astico).
Sull’ Isonzo anche ieri (lo) si ebbe intensa attività delle artiglierie, e lungo tutto il fronte, specialmente sulle alture a nord-ovest dì Gorizia.
Sul Carso colonne nemiche, che si dirigevano su Oppacchiasella ed Hudilog, furono bersagliate dal nostro fuoco.
La notte sul 10, idrovolanti nemici lanciarono 11 bombe su Grado. Nessuna vittima e danni insignificanti.
12 Aprile. – In Valle dì Ledro, con metodiche operazioni offensive, migliorammo la nostra occupazione sulle alture a settentrione del Rio Ponale, tra Valle di Concei ed il Garda. Col consueto efficace appoggio delle artiglierie le nostre fanterie espugnarono una forte linea di trinceramenti e di ridotte lungo le falde meridionali di Monte Fari e Cima d’Oro e sulle rocce di Monte Sperone. I presidi nemici, dopo aver subito gravi perdite, favoriti dal terreno, riuscirono a ritirarsi. Tuttavia furono da noi presi una ventina di prigionieri.
Continuarono ieri (11) intense azioni delle artiglierie nella zona tra Adige e Brenta, alla testata del But, sul Fella e lungo l’Isonzo.
Tiri efficaci di nostre batterie impedirono all’avversario di restaurare il forte di Luserna (Alto Astico) e distrussero depositi di rifornimenti in Santa Caterina e Uggowitz ( Valle del Fella).
13 Aprile. – In Valle di Ledro la notte sul 12 il nemico, con improvviso e violento attacco, riuscì ad irrompere in una parte delle trincee da noi conquistate sul Monte Sperone. La sera del 12, dopo intensa preparazione delle artiglierie, le nostre truppe contrattaccarono riuscendo, dopo accanita lotta, a riconquistare le posizioni ed a compiere nuovi progressi sulle balze del Monte Sperone.
In Valle Sugano, in piccoli brillanti scontri, le nostre fanterie presero al nemico 22 prigionieri, dei quali 2 ufficiali.
Nella Conca di Plezzo la notte sul 12 l’avversario assalì in forze le nostre posizioni di Ravnilaz. Arrestato dapprima dal nostro fuoco, fu poi contrattaccato e respinto. Uguale sorte subì un tentativo del nemico di irruzione sullo Javorcek.
Sul Carso nostri arditi drappelli, avvicinatisi alle trincee nemiche tra San Michele e San Martino, le sconvolsero con lancio di bombe e di tubi esplosivi.
Continuarono lungo tutto il fronte duelli di artiglierie. Le nostre provocarono nuovi e gravi danni nel forte di Luserna, incendi nella zona di Caldonazzo e dispersero una colonna nemica in Valle Lepenja (Isonzo).
14 Aprile. – Nella zona dell’ Adamello, imperversando forte tormenta, arditi nostri riparti attaccarono il giorno 11 le posizioni nemiche sulla cresta rocciosa di Lobbia Alta e Desson di Genova emergente da ghiacci ad oltre 3300 metri di altitudine.
Alla sera del 12 le posizioni erano completamente espugnate e subito rafforzate dai nostri. Furono presi al nemico 31 prigionieri tra i quali un ufficiale ed una mitragliatrice.
Nella Conca di Plezzo la notte sul 13 il nemico rinnovò l’attacco contro le nostre posizioni di Ravnilaz, ma fu ancora respinto.
Sul Mrzli (Monte Mero) un attacco iniziato dall’avversario nella mattinata di ieri (l3) si prolungò per tutto il giorno con alterne vicende. A sera le nostre truppe, con ultimo vigoroso assalto, appoggiate da tiri efficaci delle artiglierie, ributtarono definitivamente il nemico dalle contrastate trincee.
15 Aprile. – Sulle posizioni conquistate al nemico nella zona dell’Adamello le nostre truppe si impadronirono di una seconda mitragliatrice; una terza fu distrutta dal nostro fuoco delle artiglierie.
Continuano i duelli delle artiglierie nel tratto di fronte tra Valle Giudicaria e Valsugana. Granate lanciate dal nemico appiccarono incendi nell’abitato di Prezzo (Chiese). In Valsugana il giorno 12 le nostre truppe espugnarono con brillante attacco la posizione di Sant’Osvaldo ad ovest del torrente Larganza. Furono presi al nemico 74 prigionieri fra i quali tre ufficiali. Nella giornata del 13, nonostante il fuoco dell’artiglieria avversaria, la posizione fu dai nostri saldamente rafforzata.
Nella notte sul 14 un piccolo attacco sul Javorcek fu prontamente respinto. Tiri delle nostre batterie sconvolsero una ridotta nemica sulle cime del Monte San Michele.
16 Aprile. – Attività delle artiglierie e movimenti di truppe nemiche nella zona fra Valle Lagarina e Valsugana. Furono respinti piccoli attacchi dell’avversario contro le nostre posizioni di Soglio d’Aspio e di Milegrobe (Alto Astico).
In Valsugana obbligammo il nemico a sgombrare dalla posizione di Monte Carbonile a sud-est di Levico, che manteniamo sotto i tiri di interdizione delle nostre artiglierie.
In Carnia duelli delle artiglierie lungo il tratto di fronte dall’Alto Degano all’Alto But.
Sul Mrzli nella notte sul 15 l’avversario diresse innocue raffiche di mitragliatrici e di fucileria contro le posizioni che aveva invano assalito il giorno 13.
Sul Carso ardite irruzioni delle nostre fanterie ad est di Selz e di Monfalcone ci procurarono il possesso di nuove posizioni avanzate. Furono presi al nemico una ventina di prigionieri e casse ili munizioni e bombe.