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 1916  aprile 23 Domenica calendario

Necrologi

Alessandro Vanotti Conosciutissimo ed universalmente amato, per la sua tipica bontà ambrosiana, per la sua generosa rettitudine, per la squisitezza sua di uomo di cuore e di artista era l’ing. Alessandro Vanotti, pittore. Nato a Milano nel ’52, suo padre, costruttore di importanti tronchi ferroviari nell’Italia meridionale, lo avviò verso l’ingegneria. Laureatosi, Alessandro entrò nello studio di Giuseppe Colombo. Ricco di censo, curioso di cose
intellettuali, desiderò di divenire pittore. Studiò con Achille Formis. Dipinse, da prima, lodati paesaggi, poi si diede allo studio della figura, e si specializzò nella pittura di ritratti. Tra i più notevoli da lui eseguiti sono quelli di sua madre, della Regina Margherita, della signora Maria Rossi, del conte Oldofredi, della marchesa Ponti. E accanto a questa attività altre ne svolse, dirigendo la «Famiglia artistica» attorno al ’90, partecipando utilmente a importanti Commissioni, e coprendo, fino quasi alla morte, la carica di sindaco a Bollate, dove da qualche anno s’era ritirato. A Milano aveva svolta la sua cara, simpatica personalità negli ambienti intellettuali ed i artistici; aveva avuta vera devozione di amico per Giacosa, per Boito. per Rovetta: nella miglior società era ricercato, ed una gentile figlia sua entrò sposa al conte Alessandro della storica famiglia  Sormani-Andreani-Verri, ufficiale d’ordinanza del  generale conte Porro.
 
Federico di Palma
In questa epoca storica, nella quale la fortuna per l’Italia di avere una valida marina da guerra è tanto più riconosciuta ed altamente apprezzata, è più dolorosa che mai la morte, a soli 47 anni, di un propugnatore della potenza e grandezza marinara d’Italia quale fu Federico di Palma, deputato di Taranto, che nella stampa quotidiana, nelle riviste, con apprezzati volumi, poi nell’Assemblea legislativa fu un vero apostolo indefesso di un grande programma marinaresco.
Era nato a Grottaglie (Lecce) nel 1869; il temperamento suo, le attitudini del suo pronto ingegno lo portarono al giornalismo, nel quale appunto si rivelò specialista, per assiduità di studii, e per passione, dei progressi nazionali sul mare. Nel 1900, appena trentenne, riuscì ad essere eletto deputato per Taranto, di cui propugnò sempre l’accrescimento come porto militare marittimo, volendo che divenisse una vera Spezia del mare. Ionio. Dopo quattro anni, cadde in aspra lotta elettorale, ma, cinque anni dopo – nel 1909 – fu rieletto, battendo da ultimo – nel 19l3 – un radicale ed un socialista.
I suoi non numerosi, ma notevoli ed equilibrati discorsi alla Camera, furono quasi tutti orientati intorno al problema da lui prediletto della nostra marina da guerra. Nell’ottobre 1912 egli riuscì a persuadere il ministro della Marina, Leonardi Cattolica, a fare una visita ufficiale alla città di Taranto, sopratutto per studiare la costruzione di un secondo canale navigabile fra il Mar Grande e il Mar Piccolo, e l’impianto di un grande bacino di carenaggio, adatto al raddobbo delle dreadnoughts.
Ma il sogno di tutta la sua vita fu l’escavazione di un grande canale navigabile fra Taranto e Brindisi lungo non più di 70 chilometri, che avrebbe seguito press’a poco il tracciato della ferrovia Brindisi-Taranto, mettendo cosi in diretta comunicazione l’Jonio coll’Adriatico, risparmiando alle navi la traversata del canale d’Otranto. Ma egli è morto portando seco il suo sogno prediletto!...
Noi ricordiamo con vivo rimpianto il Di Palma quale collaboratore dell’Illustrazione nelle cui colonne propugnò bellamente la grandezza dell’Italia sul mare. Era proprietario e direttore della Rivista Navale, e l’anno scorso fu relatore del bilancio della Marina.