L’Illustrazione Italiana, 28 maggio 1916
Le principessine e la missione francese ad Aquileja
Quasi una settimana la delegazione francese, politica e letteraria, venuta a visitare il fronte di guerra italiano, ha dedicato alla ispezione dell’ampia linea dove dallo Stelvio all’Adriatico gl’italiani combattono per il loro diritto nazionale e per la buona causa dei popoli liberi. Componevasi degli ex-ministri francesi Barthou e Pichon, di Barrès, l’illustre accademico, e di Giuseppe Reinach. Tutto essa visitò: essa dedicò alcuni giorni anche alle bellezze dell’arte: fu ad Aquileja – dove Ugo Ojetti le fece da guida nel glorioso Museo – e sostò anche a Venezia, dove rimase due giorni. Quivi, ricevuta dal Comando della piazza, esaminò le difese del fronte a terra e del fronte a mare e visitò la squadriglia francese d’aviazione; ed anche, in velivolo e in dirigibile, volò a più riprese sopra Venezia, la sua laguna, il suo mare.
«Pensate – ha detto Barrès con un reporter del Giornale d’Italia – che, in cinque giorni soltanto, abbiamo percorso, nel vero senso della parola (perché siamo discesi nelle trincee e abbiamo volato sugli accampamenti) tutto il teatro della guerra; abbiamo sentito il sole sulla nudità dell’Isonzo, ed avuto la pioggia nelle montagne di Carnia. Abbiamo, come in un immenso caleidoscopio, assistito a questa opera di guerra cosi variata e pittoresca, opera di titani pazienti. Sono stato estremamente colpito dalle difficoltà già superate che presentavano tutto il terreno e tutte le zone».
Parlando dei nostri capi, Maurizio Barrès ha soggiunto: «Sono stato molto impressionato del loro carattere, sopra tutto della loro serenità e della loro forza, che si trasmettono fino all’ultimo soldato e che fanno del vostro esercito un insieme che ispira la fiducia. Ma anch’essi, gli uomini, i soldati, sono degni di avere tali capi».
«Bisogna – scrive Barthou – vedere il terreno per rendersi conto degli ostacoli. Confesso che i comunicati dei giornali e le carte geografiche non mi avevano dato alcuna idea approssimativa. Confesso anzi che talvolta mi è accaduto di deplorare mentalmente la lentezza delle operazioni italiane. Altri forse commettono questa ingiustizia. Vorrei metterli in guardia. La guerra dell’Italia non somiglia alle altre». Negli ultimi giorni di permanenza della missione francese al Quartiere generale, si trovò presso il Re anche la Regina Elena con le principesse Jolanda e Mafalda; e visitarono entrambe i monumenti di Aquileja, loro spiegati da Ojetti. La sovrana con la principessa partirono la sera del 16, e viaggiarono da Belluno a Padova mentre sul treno, nella notte buia, tentava sfogarsi – invano – il fervore austriaco col lancio di bombe incoscienti ed innocue.