L’Illustrazione Italiana, 28 maggio 1916
L’urna monumentale del poeta Lucini
Gian Pietro Lucini, il poeta originalissimo, il pensatore quasi solitario e sdegnoso, morto un anno fa, nell’ora in cui l’Italia accingevasi a sciogliere con le armi il fervido voto della sua forte anima, ha avute le riarse ceneri composte nell’urna monumentale erettagli nel tempio crematorio al Cimitero Monumentale di Milano. Al numeroso ed eletto stuolo accorso di amici ed ammiratori di lui parlò il professor Carlo Bazzi, ponendo l’opera di Lucini accanto a quella di Giovanni Bovio e di Alfredo Oriani. L’urna racchiudente le ceneri del poeta e pensatore repubblicano venne collocata nel ricordo monumentale, opera molto ammirata dello scultore Achille Alberti. Una figura umana in bronzo, interpreta il verso leopardiano: «Tutto è arcano fuor che il nostro dolore», e si eleva sulla grande urna di granito, a un lato della quale un gallo bronzeo simboleggiante il domani sormonta l’epigrafe: «Gian Pietro Lucini – poeta di libertà – visse sofferse cantò – serenamente combattendo – in sé il morbo – per gli uomini la menzogna» – epigrafe lasciata dal Lucini stesso. Su un altro lato del monumento stanno la cetra e lo staffile intrecciati di lauro.
Davanti al monumento, per incarico del gruppo promotore dell’onoranza, parlò Innocenzo Cappa.