Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1916  maggio 21 Domenica calendario

La guerra d’Italia

(Dai Bollettini Ufficiali) L’avanzata dal 7 al 14 maggio 9 maggio. – Continuano lungo il fronte le azioni di artiglieria, benché ostacolate dal maltempo. Nella zona della Tofana, a nord-est della terza vetta, un nostro riparto occupò una importante posizione a 2835 metri di altitudine.
Sul Monte Nero, nostre ardite pattuglie, calatesi dal Vrata nel versante del torrente Lepenje, lanciarono bombe contro le posizioni nemiche.
Nei pressi della Chiesa di San Martino del Carso la notte sull’8 il nemico fece brillare mine provocando qualche danno in un nostro approccio ed il crollo di un tratto dei propri trinceramenti. Di rimando a sud-ovest di San Martino facemmo brillare nostre mine con sconvolgimento delle linee nemiche, completato da tiri intensi ed aggiustati delle nostre artiglierie.
10 maggio. – Consueta attività delle artiglierie. Sul Carso facemmo brillare altre mine provocando danni nelle linee nemiche.
11 maggio. – Azioni delle artiglierie più intense alla testata di Val d’Assa e nell’Alto But, ove con tiri aggiustati sconvolgemmo le difese avversarie. Nel pomeriggio di ieri (10) batterie nemiche aprirono il fuoco sugli abitati della Conca di Drezenca (Alto Isonzo). Di rimando le nostre artiglierie rinnovarono il bombardamento di Tolmino.
Nella Conca di Plezzo, dopo efficace preparazione delle artiglierie, i nostri alpini, con vigoroso attacco, espugnarono una forte e munita linea di trinceramenti e ridotte sulla vetta del Monte Cukla e sulle pendici meridionali del Monte Rombon. Prendemmo al nemico 123 prigionieri, dei quali 4 ufficiali, 4 mitragliatrici, buon numero di fucili, grande quantità di munizioni ed altro materiale da guerra.
Piccoli attacchi della fanteria avversaria contro le nostre posizioni sulla cresta del Podgora, sulle pendici settentrionali del Monte San Michele e a sud-ovest di San Martino del Carso furono dalle nostre truppe prontamente respinti.
Un velivolo nemico lanciò bombe presso la stazione di Ospedaletto ( Valsugana) uccidendo alcuni cavalli. Nostri velivoli bombardarono la stazione di San Pietro di Gorizia e le vicinanze di Aisovizza.
12 maggio. – Lungo la frontiera del Trentino, azioni di artiglieria, più violente nella zona del Col di Lana.
Nella Conca di Plezzo l’avversario tentò ieri due attacchi contro le nostre nuove posizioni. Fu ogni volta prontamente arrestato e respinto dal nostro fuoco di artiglieria e fucileria.
Sul Carso, lotta di mine. L’avversario fece anche uso di liquidi infiammati, senza nostro danno.
13 maggio. – Continuano nella regione del Trentino i movimenti delle truppe nemiche, di carreggi e di treni, frequentemente disturbati da tiri aggiustati delle nostre artiglierie.
Azioni dell’artiglieria nemica, controbattute dalla nostra, produssero qualche danno agli abitati di Ponte di Legno in Valle Camonica e di San Giovanni in Valle di Ledro.
In piccoli scontri alla confluenza dei Due Leno (Adige) e presso Bisele in Valle Torra (Astico) fu di nuovo constatato l’uso da parte del nemico di proiettili di fucileria a pallottola esplodente.
Nella Conca di Plezzo, insistenti tiri dell’artiglieria nemica contro le nostre posizioni di Cukla. Di rimando le nostre batterie colpirono le linee nemiche sul Rombon incendiando alcuni baraccamenti.
Velivoli nemici si aggirarono sul Basso Isonzo, ricacciati dai nostri che lanciarono qualche bomba su accampamenti di truppe di Nova Vas e di Ranziano.
14 maggio. – Nel Trentino, Alto Adige, azioni di artiglieria, particolarmente intense nella zona del Col di Lana.
Furono respinti piccoli attacchi nemici sul Cukla e sull’altura soprastante Lucinico.
Sul Carso le nostre artiglierie provocarono esplosioni nelle linee nemiche presso San Martino e dispersero colonne in marcia nelle vicinanze di Devetaki ed Oppacchiasella.
15 maggio. Nella zona dell’Adamello i nostri alpini completarono il possesso della cresta occidentale delle vedette di Fargorida e di Lares, occupandone il tratto tra il Crozzon di Fargorida e il Crozzon di Lares. Fu anche espugnata l’antistante posizione del Crozzon del Diavolo a 3015 metri di altitudine: prendemmo una ventina di prigionieri.
In Valle di Ledro sono segnalati nuovi progressi della nostra avanzata sul Monte Sperone.
Dopo intenso fuoco di artiglieria contro tutte le nostre posizioni della Valle di Concei il nemico tentò un attacco contro Cima delle Coste a nord di Lenzumo, ma fu prontamente ricacciato.
Lungo il fronte da Valle Lagarina alla testata di Valle d’Assa l’artiglieria avversaria eseguì ieri un violento bombardamento al quale risposero con efficacia le nostre batterie. Qualche proiettile di grosso calibro cadde su Asiago. Vi furono pochi feriti nella popolazione.
Uguale intenso bombardamento si ebbe lungo il fronte dell’Isonzo dal Monte Nero al mare.
Seguirono durante la notte piccoli attacchi nemici nelle zone di Plava e di San Martino del Carso, ma furono subito respinti.
 
Occupazione in Cirenaica di centri di rifornimento per sommergibili
Dopo conveniente preparazione, le truppe italiane hanno occupato sulla costa cirenaica, verso il confine egiziano, il 4 corrente, per via di mare, Marsa Moresa e da Marsa Moresa, il 5 corrente, per via di terra, Porto Bardia (Burgi Suleiman), due centri di rifornimento per i sommergibili nemici e di contrabbando verso l’interno.
A bordo di una delle regie navi, scortanti il convoglio, si trovava Saied Hillal, fratello del Senusso, insieme con alcuni tra i principali capi della Marmarica, associatisi volonterosamente alla spedizione.
L’occupazione delle due località in territorio di ribelli ed in acque minate si è compiuta senza alcun incidente marittimo e terrestre.
 
Trasporto austriaco affondato da un sommergibile francese
Il 9 maggio nel Basso Adriatico, un sommergibile francese aggregato alle nostre forze navali ha silurato ed affondato un trasporto nemico carico di materiale da guerra.