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 1916  maggio 14 Domenica calendario

Corriere

Le note tra Wilson e la Germania. Il principe di Galles sul fronte italiano. Sukomlinoff in carcere. L’ora estiva e lo splendore di Venere.

 

Settimana di «note». Quella della Germania agli Stati Uniti e quella degli Stati Uniti alla Germania – sempre sulla interminabile questione della guerra tedesca dei sommergibili con pericolo e danno della libera navigazione dei neutri. O modificare tali metodi di guerra – dissero gli Stati Uniti il 20 aprile alla Germania – o rottura fra noi. La Germania vi ha pensato su tredici giorni, poi la sera del 4 maggio ha comunicato agli Stati Uniti una nota nella quale promette che «non saranno affondati piroscafi mercantili senza il preavviso ed il salvataggio delle vite umane, salvo il caso in cui tentino di fuggire od oppongano resistenza».

Però la Germania dichiara di non dubitare che «il Governo degli Stati Uniti chiederà ormai energicamente al Governo della Gran Bretagna la sollecita osservanza di quelle norme di diritto internazionale che prima della guerra erano generalmente riconosciute» – e, cioè, il libero approvvigionamento alimentare, direm così, dei popoli belligeranti.

Sperando che il Governo Americano ripeta le già espresse insistenze presso il Governo Britannico, la Germania chiude dichiarando che «ove le pratiche del Governo degli Stati Uniti (verso la Gran Bretagna) non conducessero al successo voluto, cioè, a far valere la legge dell’Umanità presso tutte le Nazioni belligeranti, il Governo germanico si vedrebbe di fronte ad una nuova situazione per la quale deve riservarsi piena libertà di azione».

Dunque, la risposta della Germania, è condizionale.

Ma non la intende così il presidente Wilson, il quale, pur protestando i suoi sentimenti amichevoli, dichiara nella sua rispost – recata questa mattina dai giornali – «di credere che la Germania non abbia l’intenzione di far dipendere in checchessia il mantenimento della politica (di guerra sottomarina più mite) che essa ha annunciato, dall’andamento e dal risultato dei negoziati tra il governo degli Stati Uniti ed un altro governo belligerante». Gli Stati Uniti – aggiunge Wilson – non possono «neppure per un momento ammettere, ed ancor meno discutere l’idea che l’osservanza da parte delle autorità marittime tedesche dei diritti dei cittadini americani sul mare, dipenda in una maniera qualsiasi e comunque dalla condotta di un altro governo rispetto ai diritti dei neutri e dei non combattenti.

«La responsabilità per queste questioni – conclude sentenziosamente il dottor Wilson – è personale e non comune, è assoluta e non relativa».

– Ma garantiteci voi la libertà dei mari! –grida la Germania.

– Noi?... – obbietta Wilson. – Ma noi siamo pronti a mandare roba, ogni genere di roba, a voi, come all’Inghilterra, come alla Francia, alla Russia, all’Italia; noi siamo qua, a cavallo degli oceani, per fare affari, molti affari, buoni affari – business for ever! – Ma non è colpa nostra se voi, tedeschi, non avete forze navali sufficienti per tenere liberi i mari, in confronto di quella tremenda Inghilterra che ne ha due volte più di voi. Noi vi spediamo roba – se l’Inghilterra la ferma, la sequestra, la tiene per sé, cosa possiamo farci noi?... Abbiamo protestato; torneremo magari a protestare. E poi? Pretendereste forse che facessimo scortare le navi mercantili da nostre corazzate?... E dovremmo fare la guerra contro l’Inghilterra, che si limita a sequestrare; e farla contro di lei, per voi, che affondate senza misericordia?... Non siamo oggi all’anniversario dello spietato affondamento del Lusitania, con un migliaio di vittime, e voi non avete continuato ancora per un anno così, come se affondare navi mercantili e far affogare passeggeri innocenti fosse meno che nulla?!... Ringraziateci almeno che non vi mandiamo che delle note, e ci accontentiamo delle vostre!...

Le cose fra Stati Uniti e Germania sono a questo punto, e, probabilmente, non andranno più in là.

Una disillusione per chi vedeva già una «rottura diplomatica» o magari una nuova guerra; una disillusione per chi aspettavasi la sottomissione incondizionata dei tedeschi, e una disillusione per chi figuravasi persino un’iniziativa degli Stati Uniti per la pace!...

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Frattanto la guerra nostra si spiega ogni giorno più su linee grandiose – che attestano tutt’altro che preoccupazioni di pace. Il desiderio è uno – di vittoria – e le cannonate italiane a 3190 metri, sul ghiacciaio dell’Adamello, sorprendono i nemici, stupiscono gli osservatori e sono felice vaticinio.

Il giovine principe di Galles – Edoardo Alberto, il ventiduenne primogenito di re Giorgio – tornando da un viaggio militare in Egitto ha passati cinque giorni sul fronte italiano, nei diversi punti, dal Trentino al Carso. Egli ha certo portata seco per ciò che fanno sulle loro Alpi gl’italiani quell’impressione di maraviglia che così vivamente era resa ieri stesso da un critico militare nientemeno che tedesco! – nel Berliner Tageblatt!... Le condizioni climatiche della regione dell’Adamello – osserva costui – rendono enormemente difficili, a quelle altezze, le operazioni, dovendo i combattenti pei loro impianti affidarsi quasi completamente alla neve discesa sui ghiacciai.

«Che possano compiersi operazioni militari a tale altezza in questa stagione – osserva il giornale tedesco – è un miracolo della guerra odierna».

E i taumaturghi sono gl’italiani!...

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C’è in questo numero fra le tante incisioni il ritratto dell’ex-ministro russo della guerra, generale Sukomlinoff. Egli è di tutta attualità. Fu ministro per la guerra fino al principio di quella ritirata russa impressionante, che mise parte del territorio russo alla mercé degl’invasori. Si cercarono allora le responsabilità; e le alte complicità col nemico apparvero verosimili. Sukomlinoff fu rimosso dal ministero per la guerra, dove gli succedette a tutta prima il generale Policanow. L’ex-ministro fu sottoposto ad inchieste, ad interrogatorii che ora si sono mutati in una vera procedura criminale militare. Egli era sin qui consegnato in casa propria, sorvegliato – ora è passato nella misteriosa fortezza di Pietro e Paolo, dalla quale, di solito, non si esce che condannati, per andare al supplizio, od in Siberia. Egli è pubblicamente accusato, nientemeno, di avere fatto mancare all’esercito russo munizioni e armi precisamente nel momento più tragico della situazione, quando l’esercito russo trovavasi sotto la pressione della grande offensiva tedesca. In conclusione, i reati d’ufficio, pei quali procedeva la prima inchiesta, passano in seconda linea – ora è formulata nettamente l’accusa di «tradimento dello Stato».

Il tarlo «germanofilo» era stato ripetutamente denunziato da giornali russi e da giornali francesi. Sukomlinoff è egli un grande colpevole od un capro espiatorio inevitabile?...

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L’ora estiva, l’ora anticipata... di un’ora ha conquistati altri due paesi: l’Inghilterra e la Danimarca. Alla Camera inglese hanno risuonato grandi elogi ai benefici economici di questo anticipo!... Alla Camera dei Comuni hanno inoltre detto che anche l’Italia adotterà questa riforma. Vedremo!... Che fortuna per il mondo, se tutte le difficoltà si potessero superare spostando di un’ora la lancetta dell’orologio!... In attesa, nel nostro limpido cielo brillano le stelle in pieno giorno. È la gloria, questa, dello splendore di Venere... Nel 1871, di luglio, quando Vittorio Emanuele II, il Gran Re, inaugurò il parlamento nella storica capitale d’Italia, la magica stella brillò agli occhi di tutti, alle 11 del mattino. Ora, dalle Alpi al mare tutti la riveggono ammirati. Valga come vaticinio di sollecita vittoria questa fulgida riapparizione dello stellone d’Italia!

10 maggio