L’Illustrazione Italiana, 7 maggio 1916
La guerra d’Italia
(Dai Bollettini Ufficiali) Le operazioni dal 22 al 30 aprile
23 aprile. – Nella zona del Tonale la notte sul 22 il nemico tentò tre successivi attacchi contro la linea delle nostre opere a difesa del passo. Fu ogni volta respinto con perdite.
Attività delle artiglierie e movimenti nemici sul tratto di fronte da Valle Lagarina a Valsugana.
Nell’Alto Cordevole batterie nemiche di ogni calibro concentrarono intenso fuoco sulla cresta del Col di Lana senza peraltro scuotere la salda resistenza dei nostri.
Lungo l’Isonzo Alto e Medio il mal tempo ostacolò ieri l’azione delle artiglierie.
Sul Carso è segnalato un nuovo brillante successo delle nostre armi. Nella zona ad est di Selz, nel pomeriggio del 22 le nostre fanterie, col consueto ed efficace appoggio delle artiglierie e vincendo l’ostinata resistenza nemica, espugnarono un forte trinceramento lungo 350 metri. L’avversario, ricevuti rinforzi, pronunciò nella notte due violenti contrattacchi riuscendo la seconda volta a penetrare in parte del perduto trinceramento. Ne fu tosto ributtato con un furioso corpo a corpo che gli costò gravissime perdite; nel complesso dell’azione caddero nelle nostre mani l33 prigionieri, dei quali 6 ufficiali, due mitragliatrici, circa 200 fucili, apparecchi lanciafiamme e numerose casse di munizioni e di bombe.
24 aprile. – Le persistenti intemperie rallentano l’attività delle nostre truppe senza interromperla.
Nell’Alto Cordevole furono respinti nuovi persistenti attacchi nemici contro la cresta del Col di Lana.
Alla testata del Sexten (Drava) fu completata l’occupazione del passo della Sentinella, a 2717 metri di altitudine. Prendemmo al nemico una diecina di prigionieri, una mitragliatrice, armi e munizioni.
Sul Carso l’artiglieria avversaria tempestò ieri di proiettili di ogni calibro il trinceramento da noi conquistato ad est di Selz. Le nostre truppe sgombrarono a nord del vallone di Selz un breve tratto maggiormente esposto alle offese del fuoco nemico. A sera l’avversario rinnovò in forze l’attacco contro il trinceramento a sud del vallone, ma fu ancora vigorosamente respinto.
25 aprile. – Azioni delle artiglierie particolarmente intense nell’Alto Cordevole e nella zona del Monte San Michele (Carso).
Nessun importante avvenimento altrove.
26 aprile. – Nella Valle Lgarina granate nemiche appiccarono in Mori un incendio, presto domato. Nostre batterie provocarono lo scoppio di munizioni in Manzano e Nomesino.
Nell’Alto Cordevole fu respinto il consueto attacco nemico contro le nostre posizioni avanzate sulla cresta del Col di Lana a nord-ovest della vetta. Lungo l’Isonzo attività delle artiglierie.
Nella zona di Selz (Carso), nel pomeriggio del 25 l’avversario concentrò violenti tiri di demolizione sul trinceramento da noi conquistato il 22. A sera e nella notte lanciò masse di fanterie all’assalto della posizione. Fu sempre respinto con gravi perdite.
27 aprile. – Lungo la frontiera del Trentino dal Garda al Brenta attività delle artiglierie e dei velivoli.
Nell’Alto Cordevole la nostra artiglieria bersagliò le difese nemiche di Monte Sief.
In Valle Drava la stazione ferroviaria di Innichen fu più volte colpita da tiri aggiustati dei nostri grossi calibri.
Sull’Isonzo e sul Carso consuete azioni di artiglieria. Una colonna nemica di carreggi lungo la strada da Oppacchiasella a Rubbia fu fatta segno al fuoco di una nostra batteria. Alcuni carri esplosero con grande fragore.
Nella zona all’est di Selz l’avversario, con sperpero di munizioni e grave sacrificio di uomini, insiste nel vano intento di ricacciarci dal trinceramento da noi conquistato a sud del vallone. Anche nella passata notte, dopo parecchie ore di intenso bombardamento, lanciò quattro successivi violenti attacchi contro le nostre posizioni. Le dense colonne di fanteria falciate dai nostri tiri furono ributtate ogni volta in grande disordine. Prendemmo al nemico una ventina di prigionieri.
28 aprile. – Lungo tutto il fronte azioni delle artiglierie, più intense nella zona del Tonale e in quella di Rovereto. nell’Alto Cordevole e alla testata del But.
Nella Conca di Plezzo un reparto nemico riuscì ad irrompere di sorpresa in un nostro posto avanzato nelle falde del Monte Cukla. Accorsi nostri rincalzi, l’avversario fu prontamente contrattaccato e respinto.
Sullo Javorcek tentativi di attacco, più volte rinnovati contro le nostre posizioni, fallirono con sensibili perdite pel nemico.
Nella zona di Selz (Carso) dopo il grave scacco sofferto nella notte sul 27, il nemico si limitò il 27 a battere con salve di artiglieria il perduto trinceramento, ma non osò rinnovare alcun attacco con le fanterie.
29 aprile. – Lungo la frontiera del Trentino, attività limitata, in genere, ad azioni delle artiglierie.
In Valle Sugana respingemmo piccoli attacchi nemici contro il tratto di fronte da Monte Collo al fondo valle.
Nostri grossi calibri bersagliarono le stazioni di Innichen (Drava) e di Saifnitz ( Alto Fella).
Nella Conca di Plezzo, dopo violento fuoco di artiglieria, le fanterie nemiche accennarono ad un attacco contro le nostre posizioni di Ravnilaz; furono arrestate dal nostro tiro di sbarramento.
30 aprile. – Dalle Giudicarie a Valle Sugana attività di artiglieria e ricognizioni aeree.
Velivoli nemici diretti su Verona furono fugati dal tiro dei nostri pezzi antiaerei e dal pronto levarsi di una nostra squadriglia da caccia.
Nell’Alto Cordevole la notte sul 23 l’avversario rinnovò l’attacco contro le nostre posizioni sulla cresta del Col di Lana. Dopo violento corpo a corpo fu respinto con gravi perdite.
Nel Medio Isonzo e sul Carso duelli delle artiglierie.
Velivoli nemici lanciarono bombe su piccoli abitati nella pianura del Basso Isonzo; qualche vittima e lievi danni.