L’Illustrazione Italiana, 7 maggio 1916
I funerali delle vittime degli aereoplani austriaci a Treviso
La gentile, elegante città di Treviso fu bersaglio la settimana avanti Pasqua alle bombe di velivoli austriaci, che vollero prendersi una piccola rivincita sull’incursione poderosa fatta un mese prima dai velivoli italiani Caproni su Lubiana. Qui si trattava di un centro di concentrazione militare: niente di tutto questo a Treviso, dove le bombe austriache sventrarono due misere case, facendo undici vittime.
I solenni funerali di queste ebbero luogo il 20 aprile. La città era tutta a bandiere abbrunate; i negozi erano chiusi. Intervennero le autorità militari, civili, la truppa, tutto il Capitolo della cattedrale e una folla di circa 15000 persone. Precedevano i feretri 50 grandi corone. Nella cattedrale, pontificò il vescovo Longhin, il quale, prima delle esequie, salutò le vittime con commosse parole ed augurò la vittoria alle armi italiane, affermando essere solo con questa che si potrà giungere ad una vera pace. Il corteo poi attraversò le vie principali della città. Alla stazione parlarono il generale Lombardi, a nome anche del generalissimo Cadorna e dell’esercito; quindi il sindaco Bricito salutò le salme a nome di Treviso.