L’Illustrazione Italiana, 30 aprile 1916
La guerra d’Italia
(Dai bollettini del supremo comando) L’avanzata dal 17 al 22 aprile
17 Aprile. Azioni intense delle artiglierie dalle Giudicarie a Valle Sugana e nel tratto del fronte dall’Alto Degano all’Alto But.
In Valle Sugana il nemico attaccò le nostre posizioni dal torrente Larganza a Monte Collo. Fu contrattaccato e respinto e lasciò nelle nostre mani una sessantina di prigionieri, tra i quali due ufficiali. Lungo l’Isonzo e sul Carso minore attività delle artiglierie. La nostra colpì in pieno batterie nemiche postate in caverne nei pressi di Zagomila ( zona di Plava).
18 aprile – Sulle ripide falde del Monte Sperone ( Vallo di Ledro) continuò la nostra avanzata metodica. Nella giornata del 16 nuovi trinceramenti sono stati conquistati e prontamente rafforzati contro il nemico.
Il giorno stesso in Valsugana, dopo intenso fuoco delle artiglierie, l’avversario attaccò con circa 14 battaglioni, le nostre posizioni avanzate tra la testata del torrente Maggio e Monte Collo. Fu respinto, contrattaccato e lasciò nelle nostre mani 206 prigionieri, tra i quali 3 ufficiali.
Nello stesso pomeriggio numerose batterie nemiche di ogni calibro concentrarono un violento fuoco sulla posizione di Sant’Osvaldo. Ad evitare inutili perdite, le nostre truppe si ritrassero in quel punto di circa 500 metri fino alla prossima località di Volto. Nella giornata del 17 il nemico rinnovò tre attacchi contro il tratto di fronte da Volto a fondo Valle Brenta, ma fu ogni volta respinto con gravi perdite.
Idrovolanti nemici compirono nella notte sul 18 incursioni su Treviso, Motta di Livenza e minori località lanciando una trentina di bombe. Sono segnalati 10 morti ed una ventina di feriti e danni ad alcuni edifìci.
Uno degli idrovolanti fu abbattuto a Grado; i due aviatori, dei quali un ufficiale, sono prigionieri.
19 aprile. – Nella zona dell’Adamello i nostri alpini, cacciati gli ultimi drappelli nemici erranti sulle vedette, il giorno 17 occuparono e rafforzarono il passo di Monte Fumo, a 3402 metri di altitudine.
In Valle di Ledro, con la distruzione delle successive linee di resistenza dell’avversario, continua la nostra graduale avanzata verso la vetta di Monte Sperone.
In Valsugana, la notte sul 18, nuovi sforzi del nemico contro le posizioni a ovest del torrente Larganza si infransero per la salda resistenza delle nostre truppe.
La stessa notte sul Col di Lana (Alto Cordevole), sconvolte le linee nemiche con brillamento di poderose mine, i nostri assalirono e conquistarono l’estrema cresta occidentale del monte, ancora in possesso dell’avversario. Il riparto nemico che occupava le trincee restò in gran parte sepolto o ucciso. I superstiti, 164 «Kaiserjäger», dei quali 9 ufficiali, caddero nelle nostre mani, insieme con ricco bottino di armi, munizioni e materiale da guerra.
Il mattino del 19, una colonna nemica accorrente verso il Sief fu ributtata e dispersa dalle nostre artiglierie.
20 aprile. – Nella zona tra Adige e Brenta l’attività da entrambe le parti si limitò ieri ad azioni delle artiglierie. La nostra con tiri efficaci continuò la demolizione dei forti austriaci di Luserna e di Belvedere.
Sul Col di Lana il bottino finora raccolto comprende un cannone, quattro mitragliatrici, alcune centinaia di fucili e grande quantità di munizioni e di viveri.
Sull’Isonzo pioggia e nebbia ostacolarono l’attività delle truppe; tuttavia le nostre artiglierie riuscirono a provocare incendi nell’abitato di San Martino del Carso e lo scoppio di un deposito di munizioni a sud-ovest di detta località.
Un velivolo nemico lanciò tre bombe su Bassano: nessuna vittima e nessun danno.
21 aprile. – Lungo tutto il fronte attività intermittente delle artiglierie e frequenti ricognizioni di velivoli.
In piccoli scontri delle fanterie nell’Alto Astico, in Valsugana e nell’Alto Cordevole prendemmo al nemico una trentina di prigionieri.
Nella zona del Monte Nero la notte sul 20 furono respinti drappelli nemici che tentavano di lanciare bombe contro le nostre linee sul Mrzli e sullo Sleme.
Nel pomeriggio del 20 una squadriglia di «Caproni» bombardò presso Trieste la stazione di idrovolanti, sulla quale lanciò una sessantina di granatemine con risultati visibilmente efficacissimi. I velivoli, fatti segno al consueto ed inefficace tiro delle batterie nemiche controaeree, ritornarono incolumi.
22 aprile. – Azioni di artiglieria nella zona del Tonale, in Valle di Ledro e nel tratto di fronte a Rovereto nell’Alto Colle di Calamento (torrente Maso-Brenta).
In Valsugana il giorno 21 il nemico attaccò in forze le nostre linee ad ovest del torrente Larganza. Arrestato dapprima, fu poi contrattaccato e respinto. Lasciò numerosi cadaveri sul terreno. È di nuovo segnalato l’uso da parte dell’avversario di proiettili per fucileria con pallottola esplodente.
Nell’Alto Cordevole continua l’avanzata delle nostre truppe oltre Cima Lana. Furono presi al nemico una quarantina di prigionieri ed una mitragliatrice.
Lungo l’Isonzo e sul Carso qualche attività delle artiglierie, più intensa nella zona di Plava. Le nostre sconvolsero le difese nemiche oltre Zagora snidandone i difensori, che furono poi battuti con tiri a tempo.
Incursione aerea presso Trieste. Idrovolante austriaco abbattuto presso Venezia
Roma, 18 (ufficiale). – Ieri un nostro idrovolante e tre francesi, scortati da nostre torpediniere, bombardarono efficacemente punti di importanza militare presso Trieste e ritornarono incolumi, malgrado il vivo fuoco del nemico. Quattro idrovolanti austriaci che vanamente tentavano di offendere le torpediniere di scorta mentre esse erano sulla via del ritorno, contrattaccati da tre aereoplani nazionali, furono costretti ad allontanarsi.
Nella notte velivoli nemici si sono avvicinati a Venezia; ma non hanno portato a fondo l’attacco sulla città per il nutrito fuoco delle nostre batterie antiaeree litoranee. Uno di essi, un idrovolante, obbligato a scendere in mare, è stato da noi catturato e sono stati fatti prigionieri un ufficiale di marina ed il volontario motorista che lo guidavano.