L’Illustrazione Italiana, 30 aprile 1916
Fra i valorosi caduti
Dal primo dell’anno ineluttabile necessità ci ha imposto di omettere i brevi cenni biografici coi quali solevamo accompagnare i ritratti dei valorosi che, per l’ideale di una più grande e più rispettata Italia vanno prodigando la vita nell’aspra lotta contro l’ostinato nemico. Ma, a quando a quando, qualche eccezione bisogna pur farla, e fra tanti benemeriti, a qualcuno dobbiamo ben tributare anche il nostro devoto omaggio particolare. È fra questi l’avv. Enrico De Gaetani, del Consiglio Direttivo del Gruppo Nazionalista Romano, capitano di complemento nel... reggimento di fanteria, caduto nella recente avanzata del l3 marzo scorso, sull’altipiano Carsico.
Nato trentasei anni fa a Siverie, in Dalmazia, da famiglia romana, l’avv. De Gaetani è un altro di quelli eroi che, attraverso gli ufficiali di complemento e di Milizia Territoriale in pochi mesi trasformati in vecchi soldati, la borghesia delle professioni, dei commerci, degli impieghi, ha saputo esprimere dal proprio seno ed offrire in olocausto alla Patria.
La notte sul l3 marzo, in una lettera da cui traspare la tranquilla veggenza della morte che è nella sua schietta modestia una pagina di sublime poesia, il De Gaetani scriveva ai parenti che quella mattina la sua compagnia era al posto d’onore, perché doveva per prima andare all’attacco di una posizione nemica e aggiungeva la speranza che questa essendo a pochi passi, l’assalto potesse riuscir di sorpresa.
La sorpresa era infatti riuscita e il valoroso capitano per il primo, attraverso un foro del reticolato, era entrato nella trincea nemica, quando, improvvisamente ferito ad una gamba, cadde, venne sopraffatto e fatto prigioniero. Avvenne allora un fatto degno delle antiche storie, se il nostro Esercito non ci avesse ormai abituati al pensiero che il suo valore supera qualsiasi esempio del passato. Veduto cadere il loro capitano, i soldati della compagnia si slanciarono sul nemico, gli strapparono insieme la posizione e il corpo ferito del giovine capo. Mentre questi però, felice della propria liberazione e dell’ottimo esito del combattimento, veniva trasportato lontano, la feroce viltà austriaca con un’ultima scarica colpiva i barellanti e il ferito.
Alla sezione sanitaria di Sagrado il l5 marzo si chiudeva il martirio del giovine Eroe, di cui la morte ha destato largo compianto non soltanto nei suoi compagni di fede, ma in quanti ne conoscevano la bontà dell’animo e le qualità dell’intelletto. Egli è stato degnamente commemorato al Consiglio Comunale di Roma; al Senato, al cui ufficio di stenografia il De Gaetani apparteneva, il senatore on. Melodia nella seduta del 23 marzo fra la commozione dell’Assemblea ne ricordava la fine eroica, e a lui si associavano il Presidente on. Manfredi e il Ministro della Guerra, on. Zupelli.