Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1916  aprile 16 Domenica calendario

La guerra d’Italia

(Dai Bollettini Ufficiali) Le operazioni dal l° al 10 aprile
Lungo tutto il fronte da Valle Lagarina a Valle Sugana, nei giorni 1 e 2, continuò con crescente vigore il fuoco delle artiglierie nemiche energicamente controbattute dalle nostre.
Dagli osservatori furono segnalati intensi movimenti di truppe e carreggi che le nostre artiglierie bersagliarono con efficacia.
Velivoli nemici tentarono frequenti ricognizioni sulle nostre linee tenuti a grandi altezze dal fuoco dei nostri pezzi controaerei e fugati da squadriglie di caccia.
In Valle di Cismon i nostri avamposti attaccarono e respinsero un riparto austriaco nei pressi di Malga sopra Ronz.
In Valle di San Pellegrino (Avisio) la notte sul 2 fu respinto un attacco nemico contro la nostra posizione di Costabella.
Nella zona del Cristallo (Alta Rienz)l’artiglieria nemica apri un violento fuoco contro le nostre nuove posizioni sul Rauchkoff. Fu battuta e ridotta al silenzio. Le nostre fanterie ampliarono la recente conquista occupando la vetta di quota 1979 a dominio della valle del Cristallo.
Durante tutta la giornata del 2 nell’Alto But e lungo il fronte dell’Isonzo intensa azione delle opposte artiglierie, più violenta sulle alture a nord-ovest di Gorizia.
La notte sul 2 un nostro dirigibile, vincendo forti correnti aeree, riuscì a portarsi sul nodo ferroviario di Opicina a nord di Trieste, sul quale rovesciò 800 chilogrammi di alto esplosivo. Fatto segno ai tiri di numerose batterie nemiche l’aereonave rientrò felicemente nelle nostre linee.
Nella mattinata del 2 sei «Caproni» eseguirono un’ardita incursione su Adelsberg,importante stazione ferroviaria e sede di alti comandi austriaci. Furono lanciate sul bersaglio 40 granate-mine provocando vasti incendi. Affrontati da velivoli nemici i nostri aviatori ne respinsero brillantemente l’attacco e ritornarono incolumi.
Nella notte sul 3 furono respinti piccoli attacchi contro le nostre posizioni sul Rauchkoff (Monte Cristallo)e sul Mrzli (Monte Nero).
Velivoli nemici tentarono con insistenza una incursione sul nostro territorio respinti dal fuoco delle artiglierie e da contrattacchi di nostri aerei. Un velivolo riuscì a lanciare due bombe su Bassano producendo solo lievissimi danni. Un nostro Caproni lasciò cadere una grossa bomba su Grafenberg (Gorizia) provocandovi un incendio.
Nella zona del Cristallo la notte sul 4, dopo intensa preparazione di artiglieria, l’avversario pronunciò un nuovo violentissimo attacco contro le nostre nuove posizioni sul Rauchkoff. Fu respinto con gravi perdite, e lasciò nelle nostre mani alcuni prigionieri.
Nell’Alto e Medio Isonzo duello intenso delle artiglierie. Nuclei nemici che tentavano di irrompere contro le nostre linee ad est di Podsabotino furono ricacciati e dispersi.
Velivoli nemici tentarono il 4 di spingersi su Verona,ma furono prontamente ributtati verso nord. Altri velivoli riuscirono a lanciare poche bombe su Bassano uccidendo due bambini. Anche nella zona del Basso Isonzo e sulla laguna di Grado si ebbero tentativi di incursioni aeree dell’avversario con lancio di qualche bomba su piccoli abitati. Le nostre artiglierie e squadriglie di difesa ricacciarono i velivoli nemici, due dei quali furono visti ad atterrare precipitosamente a tergo delle proprie linee. Attività di nostri piccoli riparti il 5 lungo il fronte dallo Stelvio alle Giudicarie; duello delle artiglierie dal Garda all’Alto Astico. In Valle Sugana, scontri delle fanterie particolarmente vivaci nella zona del torrente Larganza (Brenta). Il nemico fu respinto con forti perdite e gli furono presi 13 prigionieri.
Nell’Alto Isonzo, pioggia e nebbia limitarono l’azione delle artiglierie che fu invece assai intensa sulle alture a nord-ovest di Gorizia. Sul Carso, nella notte sul 5 furono respinti due piccoli attacchi nemici sul Monte San Michele.
Il Valle Camonica e nelle Giudicarie continuò nella giornata del 5 l’attività delle nostre fanterie, appoggiate dall’artiglieria; con azioni di sorpresa o per attacchi di viva forza furono conquistate al nemico una posizione fortificata a nord-ovest di Pracul (Valle Daone), la località di Plaz sul Chiese ed una altura fortemente munita tra il ponte di Plubega e Cima Palone.
Sulle pendici orientali di Monte Broi un reparto nemico fu battuto e respinto e lasciò nelle nostre mani una diecina di prigionieri, un lanciabombe, armi e materiali vari.
Nell’ Alto Cordevole la nostra artiglieria provocò lo scoppio di un deposito di munizioni sul monte Cherz.
Sul Carso nella notte sul 6 una forte colonna nemica tentò ancora un vano e sanguinoso attacco contro le nostre nuove posizioni ad est di Selz. Investite dalle salve delle nostre artiglierie e da raffiche di mitragliatrici e di fucileria le truppe nemiche furono ributtate in disordine con gravissime perdite, prima di riuscire ad avvicinarsi ai nostri reticolati.
La guerra aerea ha segnato un nostro nuovo brillante successo. Già nella giornata del 6 erano state respinte nuove incursioni di velivoli nemici in Carnia e sull’Isonzo. Disperando ormai di poter forzare la nostra difesa aerea il nemico tentò di sorprenderci col favore della notte. Nella notte dal 6 al 7 sette velivoli si lanciarono sulla pianura tra l’Isonzo e il Tagliamento. Ma i nostri arditi aviatori, rapidamente elevatisi nell’oscurità, assalirono e ricacciarono la squadriglia nemica abbattendo due velivoli e facendo prigionieri quattro aviatori, dei quali tre ufficiali.
Nella zona del Cristallo, il nemico concentrò il 7 fuochi di numerose batterie di ogni calibro contro le posizioni da noi recentemente occupate del Rauchkoff. Per non esporre le nostre truppe a perdite inutili la linea più avanzata venne ordinatamente sgombrata.
In Carnia fu respinto un piccolo attacco nemico verso il Pal Grande. Le nostre artiglierie dispersero colonne nemiche in marcia lungo le valli Valentina e Kronhof (Gail).
Sul Vodil (Monte Nero) l’avversario assalì di sorpresa una nostra lunetta. Prontamente contrattaccato fu respinto in disordine e lasciò nelle nostre mani 76 prigionieri, dei quali 2 ufficiali e una mitragliatrice.
Nel settore di Globna (Medio Isonzo) un posto avanzato nemico fu circuito e fatto prigioniero.
Duelli delle artiglierie 1’8 particolarmente vivaci nella zona dell’Alto Astico nel tratto di fronte dall’Alto But all’Alto Degano e sulle alture a nordovest di Gorizia.
Ulteriori notizie intorno al successo delle nostre armi nella zona tra il Mrzli ed il Vodil fanno salire il numero dei prigionieri presi al nemico a l3l dei quali 5 ufficiali. L’avversario contando sulla sorpresa lanciò l’attacco in dense formazioni che subirono gravissime perdite.
Sul Carso, le nostre artiglierie bersagliarono colonne in marcia,lungo la strada da Kastanievica ad Oppachiasella. È accertato che nel bombardamento di Opicina effettuato da un nostro dirigibile nella notte sul 2, grandi depositi di viveri andarono in fiamme e il nodo ferroviario restò devastato.
Sul Mrzli la notte sul 9, forti drappelli nemici, avvicinatisi alle nostre linee, vi lanciarono grosse bombe. I nostri irruppero dalle trincee e respinsero l’avversario con violento corpo a corpo.
Sull’Isonzo l’artiglieria nemica tirò contro la stazione di Cormons ed i vicini abitati senza far vittime né danni.
Nella notte dall’8 al 9 un nostro dirigibile si spinse sul gruppo fortificato di Riva e ne bombardò con 40 granate-torpedini, le opere, gli impianti ferroviari e gli edifici militari. I risultati del bombardamento furono visibilmente efficacissimi. L’aeronave, scoperta ed illuminata da proiettori e razzi e fatta segno al fuoco intenso di artiglieria e di fucileria, rientrò incolume nelle linee.
 
Attacco aereo ad Ancona
Verso le ore 15.30 del 3 aprile comparvero su Ancona cinque idrovolanti nemici appoggiati da due siluranti, tenutesi sempre molto al largo.
Attaccati da batterie antiaeree di un treno armato e da quattro nostri aereoplani, gli idrovolanti si allontanarono, ma tre di essi furono abbattuti. Uno, 1’«L.S.71», cadde in mare e venne catturato; un secondo, pure caduto in mare, bruciò, e un terzo affondò mentre veniva trasportato nel porto.
I danni materiali non furono rilevanti, ma si ebbero a deplorare tre morti (non militari) e undici feriti.