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 1916  aprile 16 Domenica calendario

Necrologi

Ambrogio Centenari Chi ripassi i volumi, dal 1873, dell’ Illustrazione Italiana, incontra in ogni pagina a piedi delle numerose e varie incisioni un nome: Centenari. È il nome dell’artista incisore Ambrogio Centenari, figura caratteristica, genuinamente ambrosiana, conosciutissima a Milano – spentosi la settimana scorsa, a Cusano sul Seveso, dove erosi ritirato nel verde della campagna. Di famiglia di tipografi, fu destinato anch’egli alle arti grafiche; seguì dapprima le scuole elementari e la prima ginnasiale, poi nel l858, a tredici anni, entrò nella scuola d’incisione del Francesco Ratti, e fu contemporaneamente inscritto a Brera ai corsi di belle arti, che per rovesci finanziari della famiglia poco poté frequentare. Le vicende domestiche lo portarono coi suoi a Trieste, dove frequentò la scuola superiore Rivoltella; ritornato a Milano nel 1861 cominciò ad incidere per l’Emporio Pittoresco e per l’Illustrazione Universale del Sonzogno; morta questa e sorta nel 1873 l’Illustrazione Italiana dei Fratelli Treves, ne divenne il primo incisore in legno, affermandosi con opere degne, e formando una scuola d’arte, della quale furono degni allievi Romagnoli, Consonni, Brambilla,– scuola inevitabilmente sopraffatta dal prevalere dei nuovi mezzi d’incisione fotomeccanici. I pittori, gli scultori dei quali il Centenari riproduceva con l’incisione in legno le opere, lodarono sempre la eccellenza delle sue interpretazioni. Il brav’uomo lavorò sempre; da ultimo era proprietario di un noto negozio d’arte in Galleria V. E. verso palazzo Marino; ma la incisione in legno era sempre il suo pensiero dominante. Burbero benefico, dal sentimento vivo, dalla parola vibrante e sincera, era sempre caramente ricordato dai vecchi compagni di lavoro e dagli amici.