L’Illustrazione Italiana, 9 aprile 1916
La guerra d’Italia
(Dai Bollettini Ufficiali) L’avanzata dal 27 al 31 marzo Nell’Alto But il 27 marzo lento fuoco delle artiglierie avversarie contro le posizioni da noi conquistate. Tiri efficaci delle nostre artiglierie ributtarono una colonna nemica che per Valle Valentina saliva verso il Pai Piccolo.
Pioggia e nebbia ostacolarono anche il 27 l’attività dell’artiglieria nella zona dell’Alto Isonzo. Tuttavia sul Mrzli furono demoliti appostamenti nemici e colpito in pieno un cannone lancia-bombe.
Nel settore di Zagora nostri arditi bombardieri sconvolsero una trincea nemica fugandone i difensori.
L’aspra ed accanita lotta, durata circa 40 ore, sulle alture al nord-est di Gorizia si è chiusa la mattina del 28 col successo delle nostre armi.
Dopo un’intensa concentrazione di fuoco di artiglieria sui nostri trinceramenti del Grafenberg, già danneggiati dalle precedenti intemperie, la sera del 26 l’avversario pronunciava con ingenti forze un violento attacco. L’ostinata resistenza dei nostri trattenne alle ali le irrompenti masse nemiche, mentre al centro, dopo un furioso corpo a corpo, un battaglione ripiegava per circa 400 metri trascinando seco una trentina di prigionieri.
Il 27 seguì vivissimo per l’intiera giornata il fuoco di interdizione delle opposte artiglierie sulla contrastata posizione. La sera le nostre fanterie iniziarono il contrattacco e con reiterati sanguinosi sforzi, mirabilmente secondate dall’artiglieria, espugnarono i perduti trinceramenti. Caddero nelle nostre mani 302 prigionieri di cui 11 ufficiali, 2 mitragliatrici, fucili, munizioni in gran numero e materiale da guerra di ogni specie.
Un quarto velivolo colpito dal nostro fuoco di fucileria ha atterrato il 27 presso Vittorio. I due aviatori sono prigionieri.
Contro le posizioni da noi conquistate alla Selletta Freikofel ed al Passo del Cavallo (Alto But) le artiglierie nemiche spiegarono il 28 grande attività. Le nostre ribatterono con efficacia e fugarono piccoli riparti nemici che iniziavano un attacco.
Lungo il fronte dell’Isonzo intensa attività delle artiglierie.
Sul Carso furono nella mattina del 28 respinti attacchi che il nemico tentava in concorso all’azione svolgentesi sulle alture di Gorizia menzionata nel precedente bollettino.
Fra Vermegliano e Monfalcone nostri riparti di fanteria contrattaccarono con successo e presero al nemico qualche diecina di prigionieri.
Nella zona di Rovereto consueta attività delle artiglierie.
In Valsugana furono respinti piccoli attacchi nemici ad ovest di Tesobbo. Sulle pendici del Col di Lana scontro di pattuglie di skiatori con esito per noi favorevole.
In Valle del Fella, nella zona del Monte Nero e sul Medio Isonzo intensa azione delle artiglierie. Le nostre cannoneggiarono una colonna in marcia sulla strada del Bogatin, danneggiarono le difese nemiche sullo Sleme e dispersero truppe che avanzavano da Polubino.
Sulle alture a nord-ovest di Gorizia il duello delle artiglierie durò il 29 intenso tutto il giorno. A notte il nemico, che aveva raccolto ingenti riserve, pronunciò un nuovo violento attacco. Questo, iniziato all’estremità settentrionale delle alture di Podgora, si estendeva in breve a tutto il fronte fino al Sabotino. Particolarmente accanita fu la lotta nel settore a cavallo del torrente Peumica. Più volte respinto, l’avversario rinnovava ogni volta con truppe fresche i suoi vani e sanguinosi sforzi. Fu infine
contrattaccato, sbaragliato, volto in fuga e lasciò nelle nostre mani 156 prigionieri, dei quali 5 ufficiali.
Sul Carso azioni varie delle artiglierie.
Ad est di Selz i nostri, che già da più giorni stringevano da presso un forte trinceramento nemico, nel pomeriggio di ieri lo attaccarono di viva forza espugnandolo alla baionetta. Numerosi contrassalti eseguiti dall’avversario sino a notte avanzata furono tutti respinti. Nella brillante azione prendemmo al nemico 202 prigionieri dei quali 7 ufficiali, due mitragliatrici, un cannone lanciabombe, più di cento fucili e numerose casse di munizioni e di bombe.
In valle di Daone, il giorno 29, scontro di piccoli riparti sulle pendici di monte Melino. Il nemico, respinto e fugato, abbandonò armi e munizioni.
In Valsugana le nostre artiglierie dispersero una colonna e carreggio in marcia da Calceranica verso Caldonazzo.
Furono segnalate efficaci azioni della nostra artiglierà: nell’Alto Cordevole, contro baraccamenti alla testata di Rio Selvaza: nell’Alto Boite, contro truppe nemiche nei pressi di Som-Pauses, a nordovest di Podestagno.
Lungo il fronte dell’Isonzo, il 30 marzo azioni intermittenti delle artiglierie ostacolate da dirotta pioggia.
Maggiori particolari (noti il 31) intorno al successo delle nostre armi ad est di Selz misero in luce la bella condotta della Brigata Acqui. Il giorno 27, con vigoroso sbalzo offensivo, essa espugnava un tratto di circa 150 metri di un esteso e fortemente munito trinceramento nemico. Rigettati violenti contrattacchi dell’avversario, le valorose truppe, risolute ad espugnare ad ogni costo l’intero trinceramento, vi riuscirono nel pomeriggio del 29, dopo tre giorni di lotta aspra e continua, facendo numerosi prigionieri e ricco bottino di armi.
Piccoli combattimenti il 31 marzo a nord di Nago (Valle di Sarca) e nelle vicinanze di Mori e di Rovereto: furono respinti gruppi nemici che tentavano di attaccare quelle nostre posizioni col concorso delle artiglierie.
Nostre batterie bersagliarono colonne nemiche nell’Alto Cordevole e distrussero afforzamenti nella zona del Tofana.
Nell’Alto But un nostro riparto irruppe di sorpresa in un ridottino austriaco antistante al Passo del Cavallo infliggendo perdite alla guarnigione ed impadronendosi di anni e di munizioni.
Sull’Isonzo duelli delle artiglierie: quelle nemiche tirarono con particolare violenza sul rovescio delle nostre posizioni lungo le alture a nord-ovest di Gorizia e le nostre artiglierie dispersero colonne nemiche sulle balze del Vrsic (Monte Nero) danneggiando un ponte sul torrente Tominski (Tolmino) e la stazione di Santa Lucia e bersagliando le trincee nemiche di monte Kuk.
Sul Carso, nella notte sul 3l, tentativi di attacchi contro le posizioni da noi conquistate ad est di Selz furono prontamente repressi dal nostro fuoco.
Velivoli nemici volteggiarono il 3l sulla regione dell’Isonzo, mantenuti a grandi altezze dai tiri delle nostre artiglierie controaeree.
Replicati tentativi di incursione su Udine furono sventati dal pronto intervento delle nostre squadriglie da caccia.
Nella giornata del 31 azioni varie di artiglieria in Valle Giudicaria, in zona di Rovereto e nell’Alto Astico.
Nell’aspra zona del Cristallo (Alta Rienz) nella notte sull’l aprile un nostro riparto con ardito movimento aggirante per alpestri sentieri riusciva a tergo delle posizioni nemiche su Rauchkofl e con brillante attacco conquistava tre «blockhaus» nemici prendendo 31 prigionieri tra cui un ufficiale, e materiali da guerra.
Lungo il fronte dell’Isonzo attività di artiglieria.
Sul Carso nella notte sull’1 venne respinto un tentativo nuovo del nemico sulle posizioni da noi recentemente conquistate ad est di Selz.
Nel pomeriggio dell’1 aprile i nostri con risoluto sbalzo ampliarono le nostre occupazioni espugnando un altro trinceramento.
Presso Aquileia le nostre batterie controaeree abbatterono un biplano nemico facendo prigionieri i due ufficiali aviatori.