L’Illustrazione Italiana, 9 aprile 1916
I quadri rubati nella chiesa di San Pietro a Perugia
Ancora un audace furto d’arte è avvenuto nella notte sopra il 29 marzo a Perugia, nella magnifica Basilica di San Pietro, posta ad un chilometro circa fuori di Porta alle Due Porte – oltre il corso Cavour. Quella chiesa racchiude una vera galleria di quadri, un meraviglioso coro, un magnifico altare pieno di marmi e codici superbamente miniati e cimeli sacri.
In questo ambiente ignoti ladri, audacemente, affidandosi a due pali muniti di scala a corda, diedero la scalata ad un balconcino situato dalla parte opposta all’ingresso, verso la campagna; poi scassinando con paletti di ferro due porte, penetrarono nel coro; da qui nella sacrestia, della quale pure scassinarono la porta, asportando nove quadri preziosi, tra cui quattro quadretti in tavola del Perugino (maestro di Palladio), che servivano di fregio alla predella del grandioso quadro, pure del Perugino, rappresentante l’Ascensione, dipinto nel 1496, asportato con altri tesori d’arte dai famosi francesi nel 1797 ed ora conservato a Lione; restituita la predella a Perugia, tornarono gli otto quadretti, ma tre li ritenne Pio VII. Dei cinque rimasti a Perugia i ladri ora trafugarono precisamente quelli raffiguranti Santa Scolastica, San Pietro abate, Sant’Ercolano, San Mauro, non riuscendo ad asportare San Costanzo – tutte opere del periodo migliore del maestro e che erano in Perugia le sue cose migliori.
Oltre a tali quadretti, i ladri rubarono una tela del Passano, rappresentante l’Incoronazione di spine; un quadretto del Guercino, rappresentante la Flagellazione; un altro quadretto con Gesù portante la croce, attribuito al Mantegna; un altro attribuito al Correggio, rappresentante la Deposizione di Cristo, infine un quadretto con due putti, Giovanni e Gesù, già ritenuti di Raffaello della prima maniera, poi riconosciuti copia, pure attribuita da qualcuno a Raffaello, d’un Perugino conservato a Marsiglia.
Inoltre i signori ladri tolsero, dalla scansìa della sacrestia due magnifici messali, ornati di molte e finissime miniature del 500. Senonchè, date le dimensioni dei messali, non potendo farli passare pel breve pertugio aperto dai ladri nella porta della sacrestia, tentarono costoro di forzare la soglia della porta, non riuscendo che a smuovere soltanto una o due lastre; onde lasciarono i messali nella sacrestia senza rovinarli. Il valore delle opere rubate è calcolato almeno 200.000 lire: sono attivissime le indagini delle autorità che hanno ordinati alcuni arresti di individui sospetti: e nella Basilica, ora, sta di notte uno speciale custode – ora!... Un premio di 10.000 lire sarà dato a chi farà scuoprire i ladri.