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 2016  maggio 25 Mercoledì calendario

Danilo Coppola, il furbetto del quartierino da ieri è di nuovo in carcere. Deve 320 milioni al Fisco

«Er Cash», come lo chiamavano a Roma quelli della borgata Finocchio dove è cresciuto e ha concluso i primi affari, ha sempre parlato di «pregiudizi». Per quel taglio di capelli strano e per le origini non esattamente limpide della sua fortuna da considerare però, fino a prova contraria, legittima. Di fatto Danilo Coppola, immobiliarista romano, due tentati suicidi, una condanna a 9 anni di reclusione in primo grado il primo aprile scorso per bancarotta fraudolenta, tra gli indimenticati protagonisti dei «furbetti del quartierino», da ieri è di nuovo in carcere, a San Vittore, per il «pericolo di reiterazione dei reati». 
Le accuse vanno dalla bancarotta fraudolenta alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per un totale di circa 320 milioni di euro che secondo la procura non sarebbero stati versati al fisco. Somma per la quale è stato disposto il sequestro preventivo su immobili e disponibilità finanziarie dell’immobiliarista.
L’indagine nata due anni fa e portata avanti dalla Gdf, ha messo nel mirino tre episodi: il fallimento per mezzo miliardo di euro del vecchio gruppo immobiliare di Coppola, ora «Immobiliare 2004», gia coinvolta anche nello scandalo della scalata Antonveneta; il fallimento della società Mib Prima, un veicolo finanziario costruito per la cessione di alcuni asset immobiliari (tra cui il Lingotto) detenuti dalla Ipi spa alla Mi.mo.se. di Massimo Segre, per un importo attorno ai 30 milioni di euro in seguito scomparsi in frenetiche e misteriose girandole di acquisti e vendite in alcune società lussemburghesi. Infine, secondo i pm, Coppola si sarebbe comportato «in maniera fraudolenta» nella trattazione dell’affare di Porta Vittoria, sopravvalutando il valore degli immobili e vantando crediti artificiosi per favorire le sue società Lussemburghesi. Vicende da collegare in parte a quelle per cui, il primo aprile scorso, è stato condannato a 9 anni di reclusione dal tribunale di Roma per una bancarotta di 300 milioni di euro di alcune sue società tra il 2007 e il 2009. Circostanza che, recentemente, non gli ha impedito di ottenere dal Tribunale Fallimentare di Milano un concordato preventivo. Insieme a Coppola, indagati una decina di amministratori del suo Gruppo.