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 2016  maggio 25 Mercoledì calendario


Fare la cavia umana per sbarcare il lunario (e guadagnare bene)

«Quando capisci che la laurea non serve, le provi tutte per arrivare a fine mese. Fare da cavia umana è una di queste». A parlare è Fabio, trentenne romano che per sbarcare il lunario ha scelto di mettersi a disposizione della ricerca. Come? Offrendo il suo corpo per testare, nei tanti laboratori farmaceutici, medicinali in via di sperimentazione. Dai dati del sito swissinfo.ch circa 1.400 volontari italiani si sono presentati nelle cliniche ticinesi negli ultimi 3 anni. «Sui siti web dei centri di sperimentazione farmacologica viene solitamente pubblicato un bando. Via mail si lasciano i propri dati e si risponde ad una specie di questionario. Si viene ricontattati via WhatsApp o sms per un primo screening in cui valutano sia il profilo fisico che mentale», racconta Fabio. «La mia prima volta è stata per testare nuove molecole su farmaci gastroprotettori già in commercio. Ho avuto soltanto vertigini e nausea. E in tre giorni ho guadagnato 800 euro».
Ma lo scorso gennaio a Rennes, in Francia, una cavia morì e altre sei riportarono gravi sintomi durante la sperimentazione di un analgesico. «Non posso dire di farlo per amore della ricerca scientifica. Lo faccio per mero guadagno», ammette Fabio. «Se mi sento una vittima? No, perché sono conscio di tutti i rischi e pericoli del caso».
In Italia i centri di sperimentazione sono localizzati soprattutto al Nord: Verona, Milano, Varese, Pavia e Como. Ma anche Catania, Cagliari e Pisa. I volontari vengono classificati per sesso, età e stile di vita. La maggior parte, circa il 75%, sono giovani tra i 19 e i 34 anni, soprattutto maschi. Molti sono studenti universitari. Nella selezione i non fumatori hanno maggiori probabilità di essere scelti. 
Per legge i volontari non possono essere retribuiti. Viene riconosciuto un rimborso proporzionale alla durata dei test, da poche ore fino ad alcuni giorni. Le cifre corrisposte vanno da un minimo di 600 euro fino ad un massimo di 3 mila. Ogni volontario non può sottoporsi a sperimentazione più due volte l’anno. Per questo a ognuno viene attribuito un codice identificativo. Nel Canton Ticino, ad esempio, è il Comitato etico cantonale (l’organo competente per l’esame e l’autorizzazione dei progetti di ricerca sull’essere umano), che controlla e disciplina la sperimentazione dei farmaci.
La maggior parte dei farmaci testati sulle persone sono molecole di prodotti già sul mercato, ma per i quali si cerca di trovare nuove indicazioni terapeutiche. Gli studi su prodotti mai sperimentati sono in netta minoranza. 
I rischi ci sono. La maggior parte delle volte gli effetti collaterali si fermano a mal di testa, nausea e debolezza. Ma a volte le complicazioni sono più gravi e portano a danni permanenti. In quel caso i costi delle cure, di qualsiasi natura essi siano, sono coperti da un’assicurazione a cui ogni centro di sperimentazione fa riferimento.