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 2016  aprile 07 Giovedì calendario

Cuperlo, chi l’avrebbe mai detto

Uno dei pericoli che corre chi fa l’analista è di diventare un trombone, succede quando, per ideologia o per arroganza, vuoi piegare i fatti ai tuoi desiderata, anziché leggerli in modo asettico. È un’arte, non sempre riesce. Età ed esperienza di vita mi hanno insegnato che la modalità migliore, come ovvio per me, è cogliere i segnali deboli, registrare cioè il tasso di radioattività dei fatti. Un esempio: per capire il Pd l’optimum è incrociare quello che avviene in Direzione con il prima e il dopo dei talk, ove sono presenti, in contemporanea, i guardiani della sua ortodossia e i nemici del renzismo.
Nell’ultima direzione mai avrei immaginato che il mite Gianni Cuperlo, nel corso di un discorso strutturato secondo il modello linguistico berlingueriano, se ne uscisse con una frase da tempesta politica perfetta: «Matteo, non hai la statura del leader, ma coltivi l’arroganza del capo» («statura», «coltivi», «capo», tre uppercut per l’ego smisurato del ragazzo di Rignano, come lui ama definirsi). Renzi, groggy, non ha reagito, bene ha fatto.
Il giorno dopo la conferma: il colpo non era stato riassorbito se il raffinato Fabrizio Rondolino, ex Lothar di D’Alema, ora Mandrake renziano, ospite fisso nei talk de La 7, ha una imbarazzante scivolata. Quando, ripeto, un raffinato comunicatore come lui, per difendere non Margareth Thatcher ma la figlia del vice presidente di Banca Etruria, attacca il mitico Maurizio Crozza, per una sorridente battuta su Maria Elena Boschi (e la sua estetista), significa che si è persa la trebisonda. Un segnale debole sul quale riflettere. Per noi della comunicazione Crozza è un vice Dio (lo amiamo tutti, lui può dire dei potenti ciò che noi neppure osiamo pensare), per quelli de La 7 è anche il vice Cairo, possibile che quelli del cerchio magico non se ne rendano conto?
Pur non essendo «renziano», se per questo neppure «antirenziano» (essere del Toro mi basta), vorrei che il premier ci conducesse alle elezioni amministrative, al referendum d’ottobre, alle prossime politiche, nel modo più tranquillo e sereno possibile. Mi sfugge perché Renzi abbia scelto di concepire la politica come quei tornei medioevali ove i cavalieri, nello splendore delle loro corazze, si combattevano fino allo sfinimento, ma non fino alla morte. Dovrebbe sapere che lo scopo di quei cavalieri non era uccidere l’avversario ma disarcionarlo dal cavallo, era una giostra, come la politica. Si tranquillizzi, nelle giostre, nessun avversario vuole il tuo sangue, solo vederti nella polvere.
Possibile che non abbia capito il pensiero di noi cittadini della maggioranza silenziosa, quelli cioè né del Pd, né di Lega/M5S, quel 50% che non vota o vota di volta in volta il meno peggio? A noi lo scenario è chiaro, sappiamo di essere governati da inetti, come Obama, Cameron, Merkel, Holland, e soci, siamo destinati a diventare sempre più poveri, il welfare si abbasserà, così il tenore di vita, per alimentarci spenderemo sempre meno ma mangeremo sempre più schifezze globalizzate, lo sappiamo, ma lo stiamo accettando.
Chissà quanti anni passeranno prima che sconfiggeremo la crisi economica, prima che si superi la paura del terrorismo islamico, prima che si risolva il problema dell’immigrazione. Lo sappiamo, ma noi vogliamo, comunque, lavorare e vivere, non bisticciare in continuazione e dividerci (Camusso e Marchionne per noi pari sono).
Mi auguro che Renzi combatta i suoi avversari, leghisti e pentastellati come meglio crede e può, l’unica cosa sulla quale facciamo quadrato sono i magistrati. Da anni abbiamo capito che la minaccia più rilevante è la corruzione: c’era prima di Renzi, c’è oggi, ci sarà dopo di lui, perché è connaturata con noi uomini, il ceo capitalism, che su essa si basa, riesce solo ad esaltarla. È la stessa analisi (semplificata) di Bergoglio: corruzione come cancro, anche in Vaticano, alla moltitudine di pedofili laici, ora si aggiungono anche alcuni preti pedofili.
Per l’establishment la corruzione sarà pure cipria andata a male, ma per noi del popolo è merda, solo merda (pardon). E i magistrati, che pure hanno tanti difetti, rappresentano l’ultima speranza che ci resta.
Caro Renzi, nessuno di noi vuole disarcionarla, ci mancherebbe. Poiché nella vita a qualcosa bisogna pur credere, come confermano anche i sondaggi, noi crediamo solo a Bergoglio, ai magistrati, e pure a Crozza. Tutti gli altri li sopportiamo, serenamente.