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 2016  aprile 07 Giovedì calendario

Lo scandalo dei fondi malesi mette nei guai anche Generali. La vicenda spiegata bene

Yak Yew Chee è un «private banker», un gestore di patrimoni di ricchi clienti. Fino al marzo scorso ha lavorato negli uffici di Singapore della Banca della Svizzera Italiana, dove era stato assunto nel 2010 con il mandato di cercare nuovi e ricchi clienti nella regione, una delle più dinamiche e promettenti del globo per la crescita economica.
E Mister Yak si è dato da fare, tanto da ricevere gli elogi nel 2011 dell’allora amministratore delegato di Bsi, Alfredo Gysi, che all’epoca era controllata da Generali.
Poi, lo scorso anno esplode uno scandalo finanziario che da mesi scuote alcune tra le principali banche del mondo e sta dando da lavorare alle autorità di una mezza dozzina di paesi in giro per il globo. E Yak perde il posto. Ieri, a causa del signor Yak, è arrivato a lambire seppur di striscio anche l’Italia.
Si tratta della vicenda del fondo statale malese 1Mdb, che avrebbe fatto sparire fondi pubblici di Kuala Lumpur per miliardi di euro attraverso complicate triangolazioni. Fondi che almeno in parte sarebbe finiti, secondo le accuse, nella disponibilità di esponenti di primo piano del paese asiatico.
Sul caso stanno lavorando investigatori e autorità di controllo di Singapore, Usa, Lussemburgo e Svizzera. Oltre alla Malaysia, ovviamente. Gli accertamenti riguardano i movimenti di circa 11 miliardi di euro di fondi malesi, transitati dalle banche di questi paesi ma anche nei paesi del Golfo e alle Cayman.
Durante queste indagini, il Dipartimento di giustizia americano ha chiesto a Jp Morgan e Deutsche Bank la documentazione delle transazioni realizzate con 1Mdb e con società collegate. Martedì scorso il procuratore di Stato lussemburghese ha detto di aver avviato una indagine per riciclaggio sul caso del fondo malese. Nel mirino della procura granducale, non delle più dure nel perseguire la criminalità finanziaria, ci sono quattro transazioni effettuate nel 2012 e una del 2013 per «varie centinaia di milioni di dollari», partiti dai conti di 1Mdb e finiti nel conto presso una banca lussemburghese di una società con sede in un paradiso fiscale.
Le autorità svizzere, che stanno indagando da tempo, avrebbero trovato invece «seri indizi» che dal fondo sono spariti almeno quattro miliardi di dollari, dei quali si sarebbero appropriati indebitamente una serie di soggetti.
A Singapore, che sta analizzando le transazioni realizzate attraverso i conti di numerose banche, tra le altre cose hanno congelato 12 conti riconducibili a Yak, che è anche indagato per aver «beneficiato di attività criminali». C’erano 7,1 milioni di dollari. Tra i suoi clienti c’erano anche il fondo 1Mdb e una serie di società in qualche modo collegate alla vicenda. E le attenzioni delle autorità di Singapore, piuttosto severe con la criminalità finanziaria malgrado la città-Stato sia uno dei principali centri della finanza offshore, si sono spostate sulla banca svizzera.
Così qualche giorno fa il fondo brasiliano Btg Pactual, che aveva comprato Bsi da Generali nel 2014 per 900 milioni cash più un pacchetto di azioni Btg, ha scritto a Generali per far presente che nel caso arrivino dei guai da Singapore vorrebbe essere indennizzata. Generali respinge la richiesta al mittente, dichiarandola irricevibile. Btg nel frattempo si è trovato travolta dallo scandalo Petrobras e ha rivenduto Bsi a Efg International. Che, più prudentemente, per chiudere l’operazione ha chiesto che una consistente somma di denaro venisse depositata in un conto vincolato per futuri problemi.